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IL DISCORSO DI EVO
Ci sono momenti nella storia che hanno bisogno di un discorso, sebbene così breve come l’ “Alea jacta est” di Giulio Cesare quando attraversò il Rubicone. Quel giorno era necessario attraversarlo, proprio mentre i Ministri della Difesa degli Stati sovrani dell’emisfero occidentale erano riuniti nella città di Santa Cruz, dove gli yankee stavano incoraggiando il secessionismo e la disintegrazione della Bolivia.
LA NATO, GENDARME MONDIALE
In soli 10 giorni ? meno di due settimane- l’opinione pubblica mondiale ha ricevuto tre grandi e indimenticabili lezioni: G-20, APEC e NATO, a Seul, Yokohama e Lisbona, in modo che tutte le persone oneste che sappiano leggere e scrivere, le cui menti non siano stati mutilate dai riflessi condizionati dell’apparato mediatico dell’imperialismo, possano avere un’idea reale dei problemi che colpiscono oggi l’umanità.
IL G-20, L’APEC E L’ESTREMA UNZIONE DELLA CREDIBILITÀ
Quando un malato è molto grave, secondo la pratica della Chiesa Cattolica, dopo la confessione viene l’estrema unzione. È quello che è successo con la credibilità degli Stati Uniti nelle riunioni, quasi simultanee, del G-20 e dell’APEC. Dopo quello, non si sa quello che viene. Magari daranno cristiana sepoltura o cremeranno i resti dell’assurda illusione che sarà possibile mantenere un sistema sociale incompatibile con la vita dell’umanità i cui membri oggi…
Colossale manicomio
Che cosa è il G-20? si domanderanno molti lettori saturi di sigle. Un embrione in più del poderoso impero e dei suoi alleati più ricchi che hanno creato il G-7: gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania, la Francia, il Regno Unito, l’Italia ed il Canada. Dopo hanno deciso di ammettere la Russia nel club che ha preso il nome allora di G-8.
IL SOLLEVAMENTO NELL’ONU (SECONDA ED ULTIMA PARTE)
Occorre un’ONU davvero democratica e non un feudo imperiale nel quale l’immensa maggioranza dei popoli non conta per niente. L’ONU, fondata prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, è già finita. Non permettiamo che c’impongano il ridicolo ruolo di riunirci un’altra volta entro 12 mesi per prenderci in giro.
IL SOLLEVAMENTO NELL’ONU (PRIMA PARTE)
La riunione lo scorso martedì 26 ottobre dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si suppone sia la massima autorità politica del pianeta, è stata convocata con un obiettivo tante volte ripetuto che è già familiare: “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziere imposto dagli Stati Uniti dell’America contro Cuba.” È il progetto più discusso, più approvato e mai compiuto nella storia delle Nazioni Unite.
L’IMPERO ED IL DIRITTO ALLA VITA DEGLI ESSERI UMANI
Fantastico!, ho esclamato al concludere la lettura dell’ultima riga delle rivelazioni del noto giornalista Seymour Hersh, pubblicate nel Democracy Now e ritenute come una delle 25 notizie più censurate negli Stati Uniti.
Il materiale s’intitola “I crimini di guerra del generale degli Stati Uniti Stanley McChrystal” e fu incluso nel Progetto Censurato,[...]
Opinioni »
Messaggio del Comandante in capo Fidel Castro Ruz contro la Guerra Nucleare
L’uso delle armi nucleari in una nuova guerra implicherebbe il fine dell’umanità. Così fu previsto dallo scienziato Albert Einstein, chi fu capace di misurare la loro capacità distruttiva di generare milioni di gradi di caldo che tutto volatilizza in un ampio raggio d’azione. Il geniale investigatore fu il propulsore dello sviluppo di quest’arma prima che
L’IMPERO VISTO DALL’INTERNO (QUINTA ED ULTIMA)
Ci sono dei momenti in cui la pressione esercitata dai militari è forte, persistente e reiterata. Si percepisce l’immagine di un presidente resistito e sfidato, come avveniva nell’antica Roma, quando l’ imperio dipendeva quasi unicamente dal potere delle Legioni.
L’IMPERO VISTO DALL’INTERNO (QUARTA PARTE)
Secondo le inchieste pubbliche, due su tre statunitensi pensavano che il Presidente non aveva un piano ben definito per l’Afghanistan. Perfino tra la popolazione, le opinioni erano divise a proposito del modo di procedere.[...] Soltanto 45 percento della popolazione approvava la maniera in cui Obama gestiva la questione della guerra[...]