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Forum Sociale Mondiale condanna il bloqueo ed appoggia i Cinque cubani

Le organizzazioni del Forum Sociale Mondiale condannarono oggi l’occupazione delle isole Malvine da parte del Regno Unito ed il bloqueo statunitense a Cuba, al tempo che espressero la loro ”solidarietà” con altre “cause” latinoamericane e globali.

“Ci manifestiamo contro la permanente violazione dei diritti umani e democratici in Honduras, l’assassinio di sindacalisti e lottatori sociali in Colombia ed il criminale bloqueo contro Cuba che ha già raggiunto i 50 anni”, dice un documento pubblicato dall’Assemblea dei Movimenti Sociali del Forum Sociale Mondiale.

Inoltre il comunicato esprime la “solidarietà” dei movimenti con “i Cinque cubani incarcerati illegalmente negli Stati Uniti” e protesta contro “l’occupazione illegale delle isole Malvine da parte dell’Inghilterra e le torture e l’occupazione militare degli Stati Uniti e della NATO in Libia ed Afghanistan.”

La nota chiede inoltre “la solidarietà dei movimenti con tutti i popoli in lotta” attorno al mondo e denuncia “il processo di colonizzazione e militarizzazione che vive il continente africano.”

Sollecita anche a “denunciare la criminalizzazione dei movimenti sociali” dove succede ed esige “l’eliminazione completa di tutte le armi nucleari” che esistono nel mondo.

Il documento è stato scritto durante l’Assemblea dei Movimenti Sociali, celebrata oggi nella cornice dell’incontro del Forum Sociale che si realizza nella città brasiliana di Porto Alegre, con la presenza di circa 40.000 attivisti.

Questa edizione ridotta del Forum Sociale che concluderà domani, è stata dedicata in forma speciale alla preparazione del Forum dei Popoli, convocato per giugno prossimo a Rio de Janeiro.

Questo incontro del movimento contro la globalizzazione si celebrerà in parallelo al Forum dell’ONU sullo Sviluppo Sostenibile Río+20 che congregherà in quella città a decine di capi di Stato e di Governo, ai quali il movimento contro la globalizzazione pretende esprimere il suo rifiuto alla chiamata economia verde.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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