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Assassinato in Messico il conosciuto ambientalista Isidro Baldenegro

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Isidro Baldenegro, attivista ambientale e difensore dei boschi della Sierra Madre Occidentale nell’ovest del Messico, è stato assassinato domenica scorsa nella casa di un parente. Baldenegro, di 51 anni, si nascondeva precisamente nello Stato di Chihuahua per la grande quantità di minacce di morte che aveva ricevuto per il suo attivismo ecologista. L’assassino, che la Polizia messicana assicura di avere riconosciuto, gli ha inflitto almeno sei spari che gli causarono la morte.

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Figlia di Oscar Lopez ringrazia per l’appoggio di Cuba nella liberazione di suo padre

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“Sono la figlia più fortunata del mondo perché ho il padre più meraviglioso, più amoroso, più sensibile e più solidale, è stato lui che mi insegnò a resistere ed a lottare”. “Il mio Papà mi espresse la sua gratitudine e molto enfaticamente voleva che lo manifestassi pubblicamente, a tutto il popolo portoricano, il popolo latinoamericano e specialmente a Cuba, a Venezuela ed a Nicaragua”. Queste sono frasi di Clarisa Lopez Ramos, figlia del prigioniero politico portoricano Oscar Lopez Rivera, durante la conferenza stampa relazionata alla commutazione di sentenza concessa dal presidente statunitense Barack Obama, al portoricano. Oscar sarà scarcerato non dopo il 17 maggio 2017.

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Obama concede l’indulto al carcerato politico portoricano Oscar Lopez Rivera

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Il Governo degli Stati Uniti annunciò ieri la liberazione di Oscar Lopez Rivera, imprigionato nel paese nordamericano da 36 anni per la sua lotta per l’indipendenza di Portorico. Il presidente uscente degli USA, Barack Obama, ha concesso il perdono a Lopez Rivera e commutò la sua condanna a prigione che terminerà il prossimo 17 maggio, secondo una fonte della Casa Bianca, consultata dall’agenzia EFE.

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La storia del “samurai” che lottò insieme al Che Guevara arriverà al cinema

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La relazione tra Freddy Maymura ed Ernesto Che Guevara in territorio boliviano sarà portata sul grande schermo. Il film si metterà a fuoco nel “Samurai della rivoluzione”, in riferimento al cittadino boliviano figlio di un immigrante giapponese che è stato parte della Guerriglia di Ñancahuazú dopo conoscere il Che a Cuba. Il film si chiamerà “Ernesto”, non per l’argentino, bensì per il soprannome con cui si conosceva Maymura. Il film è diretto da Junji Sakamoto ed è in produzione. Il lungometraggio è stato filmato in Giappone ed a Cuba, l’ultimo trimestre del 2016, a Hiroshima e Tokyo, ed in luoghi de L’Avana e del Naranjal del Toa a Baracoa.

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Dichiarazione congiunta Cuba-Stati Uniti sulla politica migratoria

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Motivati dall’interesse di normalizzare le relazioni bilaterali, sulla base dell’osservanza dei propositi e dei principi consacrati nella Carta delle Nazioni Unite, compresi quelli in relazione con l’uguaglianza sovrana degli Stati, la soluzione di controversie internazionali con mezzi pacifici, il rispetto dell’integrità territoriale e l’indipendenza politica degli Stati, il rispetto per l’uguaglianza dei diritti e l’autodeterminazione dei popoli, il non intervento nei temi interni degli Stati e la promozione e lo stimolo del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti.

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Berta Caceres sempre presente

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La voce di Berta Caceres, simbolo oggi della resistenza dei diseredati in Honduras e nel resto dell’America Latina, risuona a L’Avana attraverso le sue figlie, portatrici di un’eredità che trascende i confini. “Vogliamo continuare col lascito di nostra madre, la guerriera convertita in stendardo della lotta cittadina ed indigena, fatto che provocò che si consumasse il suo assassinio nel marzo scorso dopo varie minacce”, dichiarò a Prensa Latina Laura Zuñiga Caceres, nella sede del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex).

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Martinez Heredia: sulle strade della lotta con Fidel

foto: @JuventudRebelde

“Le rivoluzioni che amiamo e per le quali siamo disposti a tutto sono le iniziative più audaci e rischiose degli esseri umani, che pretendono trasformazioni prodigiose, liberatrici delle persone e delle relazioni sociali, così forti da non potere più ritornare a vivere, neanche se volessero, la loro vita in una società di dominazione e di violenza”, ha detto oggi il filosofo e saggista cubano Fernando Martinez Heredia nel Pabellon Cuba de L’Avana.

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Mia madre si ribella alla morte, Berta Caceres vive!

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Nonostante il freddo de L’Avana il Pabellon Cuba si è scoperto come un luogo vibrante, questa mattina. Le storie di una donna che solo la morte ha potuto “fermare” germogliarono dalle sue figlie Laura e Berta Zuñiga, lottatrici come lei per la giustizia e la libertà. Né le minacce di violarla e linciarla, né gli attacchi contro sua madre e le sue figlie o gli assassinati dei suoi compagni riuscirono a fermare la battaglia di Berta Caceres, leader indigena del popolo Lenca, una delle maggiori etnie dell’Honduras.

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Leonardo Boff: Brasile, il golpe di Stato parlamentare come assalto al bene comune

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Il golpe è stato promosso (il 31 agosto 2016) dalle oligarchie danarose e antinazionali che hanno usato un parlamento da far vergogna per la mancanza di etica e di sentimento nazionale; con il golpe esse vogliono drenare la maggior fetta della ricchezza nazionale a proprio vantaggio. Questo è stato denunciato da nomi significativi come, fra gli altri, Luiz Alberto Moniz Bandeira, Jessé Souza, Bresser Pereira.

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Palestina esige un 2017 senza occupazione israeliana

Riyad Mansour

L’occupazione israeliana della Palestina compie questo anno mezzo secolo dal suo inizio, e per questo, l’ambasciatore di questo paese arabo presso l’ONU, Riyad Mansour, ha fatto un appello oggi alla comunità internazionale affinché duplichi gli sforzi per fermarla definitivamente. In dichiarazioni a Prensa Latina poco prima di terminare il 2016, l’osservatore permanente segnalò che urge un maggiore appoggio mondiale affinché i palestinesi vedano materializzate le loro aspirazioni di indipendenza ed autodeterminazione.