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L’Avana che vive in Eusebio Leal

Eusebio Randy

Per festeggiare il 500º anniversario de L’Avana, come omaggio all’immenso lavoro svolto dallo Storiografo de L’Avana, pubblichiamo il finale dell’intervista ad Eusebio Leal, fatta da Randy Alonso, nostro direttore, per la Mesa Redonda, il 18 ottobre 2019:

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Ecuador cancellerà tutti gli accordi di salute con Cuba, annuncia ministra di governo

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Almeno 400 medici cubani saranno rimpiazzati da professionisti ecuadoriani, dopo il termine dell’accordo tra il governo ecuadoriano ed il governo cubano, in temi di salute, come ha dichiarato ieri la ministra di Governo dell’Ecuador, Maria Paula Romo.

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Cile: il problema di fondo

In questi giorni osserviamo la manipolazione dell’opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile. Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.

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Senza quorum, Jeanine Añez si dichiara presidentessa di Bolivia

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Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales. Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un’uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.

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Il golpe in Bolivia: cinque punti importanti

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La tragedia boliviana insegna con eloquenza varie lezioni che i nostri popoli e le forze sociali e politiche popolari devono imparare e registrare nelle loro coscienze per sempre. Qui, una breve enumerazione, sulla marcia, e come preludio di un discorso più dettagliato nel futuro.

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Lula libero dopo la decisione del Tribunale Supremo Federale del Brasile

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L’ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima. Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l’annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).

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Bruno Rodriguez: “Ringraziamo quelli che hanno espresso il loro rifiuto al bloqueo contro Cuba”

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Una contundente vittoria è quella ottenuta oggi dalla maggiore delle Antille nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che per 187 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni ha approvato la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba.” Stati Uniti ed Israele hanno ripetuto quest’anno il ruolo dei paesi che si oppongono alla risoluzione, duo al quale si è incorporato il Brasile di Bolsonaro. Si sono astenuti Colombia ed Ucraina. Moldova non ha esercitato il suo diritto al voto.

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Continuano le manifestazioni in un’altra giornata di mobilitazione in Cile

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Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un’altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile.

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Trump per 187

Trump

L’ossessione statunitense per ottenere quell’anelato “cambiamento di regime” a Cuba si è inasprita fino ad estremi inesplorati prima sotto la presidenza di Donald Trump. La grande sconfitta è stata quando il 1º gennaio 1959 Fidel ed i suoi compagni hanno consumato la sconfitta del sanguinario fante a cui la Casa Bianca aveva raccomandato la direzione di Cuba, come un vicino e molto conveniente possesso di oltremare, un luogo dove il potere corporativo, il governo degli Stati Uniti, la classe politica e la mafia potevano riunirsi per decidere i loro piani a viso scoperto e lontani dalle leggi e dagli occhi dell’opinione pubblica statunitense.