Articoli su Stati Uniti

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IL RUOLO GENOCIDA DELLA NATO (SECONDA PARTE)

IL RUOLO GENOCIDA DELLA NATO (SECONDA PARTE)

“Si potrà essere o no d’accordo con Gheddafi. Il mondo è stato invaso da ogni genere di notizie, utilizzate soprattutto dai mezzi d’informazione di massa. Bisognerà aspettare il tempo necessario per conoscere con rigore quanto c’è di verità o di menzogna, nel miscuglio di fatti di ogni tipo avvenuti in Libia nel mezzo del caos. Ciò che per me è assolutamente evidente è che il Governo degli Stati Uniti non è assolutamente preoccupato della pace in Libia e non esiterà nel dare alla NATO l’ordine d’invadere questo ricco paese; chissà sia questione di ore o di pochissimi giorni.

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IL RUOLO GENOCIDA DELLA NATO

IL RUOLO GENOCIDA DELLA NATO

Questa brutale alleanza militare si è trasformata nel più perfido strumento di repressione che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. La NATO ha assunto questo ruolo repressivo globale subito dopo che l’URSS, che era servita agli Stati Uniti come pretesto per crearla, smise d’esistere. Il suo criminale proposito divenne evidente in Serbia, un paese d’origine slava, il cui popolo lottò eroicamente contro le truppe naziste nella Seconda Guerra Mondiale.

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L’ONU preparata per un’altra condanna al bloqueo contro Cuba

ONU

Le Nazioni Unite lancerà il martedì la sua ventesima condanna in 20 anni consecutivi al bloqueo che da mezzo secolo gli Stati Uniti mantengono contro Cuba con un costo per l’isola superiore ai 975 mila milioni di dollari. Martedì l’Assemblea Generale sottometterà a votazione un documento che raccoglie la lunga lista di danni causati al paese caraibico a causa del ferreo cerchio impiantato nel 1962 e rinforzato in seguito in varie occasioni. Il testo presentato dalla nazione antillana porta per titolo “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba.

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Volontà d’acciaio (Seconda Parte e finale)

Volontà d’acciaio (Seconda Parte e finale)

Quando nel 1976 avvennero le più gravi azioni di terrorismo contro Cuba e soprattutto la distruzione in volo dell’aereo cubano che era decollato da Barbados con 73 persone a brodo – tra piloti, hostess, personale ausiliario che prestava i suoi nobili servizi in quella linea, la squadra giovanile completa che aveva ottenuto tutte le medaglia d’oro disputate nel Campionato centroamericano e dei Caraibi di scherma, i passeggeri cubani e di altri paesi che viaggiavano fiduciosi in quell’aereo -i fatti provocarono un tale indignazione che in Piazza della Rivoluzione si riunì per la veglia del lutto la più straordinaria e numerosa concentrazione che ho mai visto e della quale è rimasta la testimonianza fotografica.

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Azioni in Cuba per il Giorno delle Vittime del Terrorismo di Stato (USA contro Cuba)

Cuba

Cuba realizzerà oggi diverse azioni per il Giorno delle Vittime del Terrorismo di Stato che includerà un atto patriottico culturale in un teatro della capitale e concentrazioni in centri educativi e di lavoro. D’accordo con gli organizzatori, le attività centrali si realizzeranno alla 16:00 ora locale (20:00 GMT) nella Sala Universale delle Forze Armate Rivoluzionarie, con trasmissione dal vivo di Radio Rebelde e trasmessa dalla televisione. La commemorazione di questa ricorrenza, stabilita l’anno scorso per disposizione governativa, coincide con l’esplosione in plenum volo di un aeroplano di Cubana di Aviazione che causò la morte dei suoi 73 occupanti sulle coste delle Barbados, il 6 ottobre 1976.

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I dieci miti che hanno più inciso sulla guerra contro la Libia

Libia

Una vittoria per il popolo libico? Dal momento che il colonnello Gheddafi ha perso il suo potere militare nella guerra contro la NATO e contro gli insorti / ribelli / nuovo regime, numerosi mezzobusti televisivi hanno preso a celebrare questa guerra come un “successo”. Costoro ritengono che questa sia una “vittoria del popolo libico” e che tutti dovremmo festeggiare. Altri si gloriano della vittoria esaltando la “responsabilità di proteggere”, “l’interventismo umanitario”, e condannano la “sinistra antimperialista”.

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La Vergogna Vigilata Di Obama

La Vergogna Vigilata Di Obama

Dopo 13 anni di crudele e non meritata reclusione, il governo degli Stati Uniti – che ha generato mostri come Luis Posada Carriles e Orlando Bosch, che in qualità di agenti dei servizi segreti yankee fecero esplodere in pieno volo un aereo cubano strapieno di passeggeri – obbliga René a rimanere in quella nazione, sottoposto ad un cosiddetto regime di “libertà” vigilata. Altri tre eroi cubani dovranno rimanere in prigione per lunghi anni ingiustamente e per vendetta, mentre un quarto dovrà scontare due ergastoli. Così l’impero risponde al crescente appello mondiale per la loro libertà.

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Chávez, Evo ed Obama (Seconda Parte e Fine)

Chávez, Evo ed Obama (Seconda Parte e Fine)

Se il nostro Premio Nobel si autoinganna, cosa che sta per provare, questo forse spiega le incredibili contraddizioni dei suoi ragionamenti e la confusione che semina tra i suoi ascoltatori. Non c’è un minimo di etica e nemmeno di politica nel suo tentativo di giustificare la sua annunciata decisione di porre il veto a qualsiasi risoluzione a favore del riconoscimento della Palestina come Stato indipendente e membro delle Nazioni Unite. Perfino politici che non condividono per nulla il pensiero socialista e guidano partiti che sono stati stretti alleati di Augusto Pinochet, proclamano il diritto della Palestina ad essere membro dell’ONU.

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Un padre sogna il figlio assassinato

Giustino Di Celmo sogni di suo figlio Fabio Di Celmo

“Signor Barack Obama: Le scrivo perchè mi sento in debito con i Cinque Eroi cubani che hanno rischiato le proprie vite contro il terrorismo e stanno scontando, soffrendo, per ingiuste sentenze dettate già 13 anni fa, quasi lo stesso tempo trascorso dal mio assassinio, condannati per delitti che non hanno commesso e che nemmeno esistono come tali. Io, dal luogo in cui riposo per sempre, vedo chiaramente, Presidente, che questi Cinque uomini hanno agito senza mettere in pericolo la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e della loro popolazione. La loro reclusione è dura e assurda, mentre coloro che hanno organizzato la mia morte camminano protetti per Miami.

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Criticano la decisione della giudice degli Stati Uniti nel caso dei Cinque cubani

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“Critichiamo per il suo dispotismo e cinismo la decisione della giudice Joan Lenard della Corte Federale del Distretto del sud della Florida, in merito al caso di uno dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti”, ha segnalato oggi Andres Gomez, un giornalista cubano residente a Miami. In dichiarazioni a cui ha avuto accesso Prensa Latina, Gomez ha parlato del verdetto della Lenard, emesso lo scorso venerdì 16 settembre, relativo alle condizioni di libertà sorvegliata per tre anni di Renè Gonzalez, uno dei patrioti noti a livello internazionale come i Cinque Eroi.