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L’UNICO PERDENTE

L'UNICO PERDENTE

C’è stato per knock-out, alla capitale della Repubblica Dominicana. Abbiamo potuto seguire il match par Telesur senza perder un secondo. Là c’erano quasi tutti i Presidenti latinoamericani del Gruppo di Rio. Correa, presidente dell’Ecuador, l’avevo annunciato il giorno prima. Mi sono permesso di enfatizzare in una riflessione l’importanza della suddetta riunione. Non si è svolta al seno dell’OEA. Quello che importa è che i diplomatici degli Stati Uniti non erano presenti. Comunque, malgrado le profonde differenze ideologiche e tattiche, tutti hanno brillato e dimostrato qualità che gli hanno portati a posti importanti all’interno dello Stato.

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IL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE

IL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE

La Hojilla, programma della televisione Venezuelana, ha scelto per mesi, fino ad ieri 5 marzo, dati e frasi che riflettono  con precisioni i piani imperialistici per fare con Chavéz quello che è stato fatto con Milosevic dopo la guerra distruttiva  del  Cossovo:  giudicarlo presso il Tribunale Penale Internazionale.

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RAFAEL CORREA

RAFAEL CORREA

Ricordo quando ci ha visitato, mesi prima della campagna elettorale in cui intendeva presentarsi quale candidato alla Presidenza dell’Ecuador. Era stato Ministro d’Economia del governo di Alfredo Palacio, medico chirurgo con prestigio professionale, che ci aveva visitato in qualità di Vicepresidente, prima d’accedere alla carica di presidente, per situazioni impreviste sorte in Ecuador.  Lui era stato favorevole ad un programma d’operazioni oftalmologiche, da noi a lui offerte come forma di cooperazione. Esistevano buoni rapporti fra entrambi i governi.

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I CRISTIANI SENZA BIBBIE

I CRISTIANI SENZA BIBBIE

I medici e gli altri professionisti e tecnici della salute cubani costituiscono una forza eccezionale. Nessun paese ha una cosa simile. Come i soldati internazionalisti della nostra isola, si sono formati nel combattimento. Le loro missioni all’estero si attengono a rigorose norme etiche. Prestano gratuitamente o commercializzano i loro servizi, secondo le circostanze del paese ospite. Loro non sono esportabili.

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LA MARCIA PREMATURA

LA MARCIA PREMATURA

Sergio ci ha lasciati. Ho da poco sentito alla televisione le notizie
sulla cremazione del suo cadavere. Era molto più giovane di me. Se
avessimo una maggiore cultura sulla salute chissà non se ne sarebbe
andato così presto. Ho imparato da lui visitando le belle montagne del
centro dell’Isola. Ammiravo i suoi principi. Sono sicuro che non gli
sarebbe piaciuto che le sue ceneri riposassero nel cimitero della
capitale. Chissà che i suoi familiari o chi ne abbia il diritto,
decidano di collocarle in un bosco dell’Escambray, dove un albero
cresca insieme alla sua memoria. Accetterei qualsiasi decisione con
sincera onestà

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MI AUGURO DI NON DOVERE VERGOGNARMI

MI AUGURO DI NON DOVERE VERGOGNARMI

Queste linee saranno pubblicate domani 29 febbraio. Sono numerosi i compiti che avremo davanti a noi nei prossimi giorni. Lunedì 3 marzo darà inizio il X Incontro Internazionale di Economisti sulla Mondializzazione e le Questioni inerenti allo Sviluppo, incontri ai quali ho sempre partecipato e nei quali ho espresso diversi punti di vista. Tenendo conto degli eventi internazionali che hanno luogo, questo sarà senza dubbio di gran ripercussione per la presenza di prestigiosi economisti, tra cui  alcuni Premi Nobel e due eminenti capi di Stato.

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CHI VUOLE ENTRARE NELLE IMMONDIZIE?

CHI VUOLE ENTRARE NELLE IMMONDIZIE?

Per caso sono venuto a sapere che l’OEA esisteva leggendo oggi un’informazione d’Internet con l’articolo di Georgina Saldierna, pubblicato a La Jornada intitolato “Scarta Insulza  che Cuba possa essere riaccettata immediatamente dall’OEA”. Nessuno se ne ricordava. Guardate il carattere antidiluviano dell’argomento.

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CIÒ CHE HO SCRITTO MARTEDÌ 19

CIÒ CHE HO SCRITTO MARTEDÌ 19

Questo martedì non ci sono state notizie internazionali fresche. Il mio modesto messaggio al popolo di lunedì 18 febbraio non ha avuto difficoltà ad essere ampiamente divulgato.  Ho iniziato a ricevere notizie concrete dalle 11 del mattino. La notte precedente avevo dormito come non mai. Avevo la coscienza tranquilla e mi ero ripromesso delle vacanze. I giorni di tensione, aspettando l’approssimarsi del 24 febbraio, mi avevano lasciato esausto.

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IL CANDIDATO REPUBBLICANO (Quinta ed ultima parte)

IL CANDIDATO REPUBBLICANO (Quinta ed ultima parte)

Più di due settimane fa, il 27 gennaio 2008, nella pubblicazione digitale Tom Dispatch è comparso un articolo tradotto da Germán Leyens per Rebelión: La crisi del debito è la maggior minaccia per gli Stati Uniti, scritto da Chalmers Johnson. Il suddetto autore nordamericano non è stato riconosciuto in precedenza con il Nobel, come Joseph  Stiglitz, prestigioso e rinomato economista e scrittore, ovvero lo stesso Milton Friedman, inspiratore del neoliberismo che ha condotto molti Paesi verso quella disastrosa strada, Stati Uniti inclusi.

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IL CANDIDATO REPUBBLICANO (Quarta parte)

IL CANDIDATO REPUBBLICANO (Quarta parte)

Quando nella precedente riflessione ho domandato a McCain cosa ne pensasse dei Cinque Eroi antiterroristi cubani, l’ho fatto perchè avevo presente ciò che ha pubblicato a pagina 206 del libro Faith of My Fathers, scritto da lui e dal suo assistente Mark Salter: