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LA FIGURA DEL BUONO, A SPESE DI CHI?

LA FIGURA DEL BUONO, A SPESE DI CHI?

Quando il governo degli Stati Uniti ha ipocritamente offerto 100 mila dollari come aiuto alla catastrofe provocata dall’uragano Gustav, richiedendo un’ispezione preliminare in situ per valutare i danni, è stato risposto che Cuba non poteva accettare nessuna donazione dal paese che ci bloccava, che erano già stati calcolati i danni e che ciò che chiedevamo era che non si proibisse l’esportazione dei materiali indispensabili ed i crediti relativi alle operazioni commerciali.

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ASSEDIATI DAGLI URAGANI

ASSEDIATI DAGLI URAGANI

Non c’eravamo ancora ripresi dall’impatto emotivo e dai danni materiali
causati dall’uragano Gustav nell’Isola della Gioventù ed a Pinar del
Río, con venti di forza inusitata, quando sono incominciate ad arrivare
le notizie dell’invasioni marine da parte di Hanna, e la peggiore di
tutte: l’uragano di grande intensità Ike, girando verso sudovest per la
pressione di un forte anticlone a nord della sua traiettoria, avrebbe
colpito in lungo ed in largo oltre mille chilometri del territorio
nazionale.

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UN COLPO NUCLEARE

UN COLPO NUCLEARE

Non esagero. È l’espressione generalizzata di molti compatrioti. È l’impressione del Capo di Stato Maggiore Generale delle FAR, Álvaro López Miera, un militare esperto, quando ha visto nell’Isola della Gioventù le torri d’acciaio ritorte, le case trasformate in rovine ed ovunque la distruzione.

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L’URAGANO

L'URAGANO

Nell’ultima riflessione, firmata il pomeriggio dello scorso martedì 26 agosto, quando, in coincidenza con l’arrivo della nostra delegazione olimpica,  è inaspettatamente apparso l’uragano Gustav, minacciando il nostro territorio, ho scritto: “Per fortuna che abbiamo una Rivoluzione! È garantito che non sarà dimenticato nessuno… Una forte, energica e previdente Difesa Civile protegge la nostra popolazione… La frequenza e l’intensità crescenti di questi fenomeni naturali dimostra che il clima cambia per colpa dell’uomo. I tempi esigono ogni qualvolta maggiori dedizione, fermezza e coscienza. Non importa se ne traggono beneficio anche gli opportunisti e coloro che vendono la patria, senza apportare nulla alla sicurezza ed al benessere del nostro popolo.”

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QUELLO CHE NON SI È DETTO DI CUBA

QUELLO CHE NON SI È DETTO DI CUBA

Ho osservato con attenzione le reazioni mediatiche dell’Occidente alla
mia riflessione di domenica sui Giochi Olimpici in Cina. Fatti
sensibili in essa contenuti sono stati totalmente ignorati; altri
aspetti sono stati esaltati ad libitum dai difensori dello sfruttamento
e del saccheggio del mondo.

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MEDAGLIA D’ORO ALL’ONORE

MEDAGLIA D'ORO ALL'ONORE

Se facciamo una statistica del numero di strutture, campi sportivi ed attrezzature sofisticate per milioni d’abitanti che abbiamo appena finito di vedere negli ultimi Giochi Olimpici: piscine per il nuoto, i tuffi, la pallanuoto; terreni sintetici per campi e piste per le varie discipline e per l’hockey su prato; installazioni per il basket, e la pallavolo; rapide per il kayak; velodromi per il ciclismo su pista; poligoni di tiro, eccetera, eccetera, potremmo affermare che non sono alla portata dell’80 per cento dei paesi rappresentati a Pechino, equivalenti a miliardi di persone che abitano il pianeta. La Cina, immenso e millenario paese con oltre un miliardo e 200 milioni d’abitanti, ha investito per le installazioni olimpiche 40 miliardi di dollari ed avrà ancora bisogno di tempo per soddisfare le necessità sportive di una società in pieno sviluppo.

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CARNE DA CANNONE PER IL MERCATO

CARNE DA CANNONE PER IL MERCATO

Forse alcuni governi ignorano i dati concreti e per tale motivo abbiamo ritenuto molto utile il messaggio di Raúl a proposito dell’atteggiamento di Cuba. Abbonderò sugli aspetti che non possono affrontarsi in una dichiarazione ufficiale precisa e breve.

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LA SQUADRA ASSEDIATA

LA SQUADRA ASSEDIATA

In Cina stanno per iniziare i Giochi Olimpici. Alcuni giorni fa ho
scritto della nostra squadra di baseball. Ho detto che i nostri atleti
affrontavano una prova molto dura e non erano loro che si meritavano le
critiche più forti se qualcosa non andava bene. Ho riconosciuto le loro
qualità ed il loro patriottismo. Erano demoralizzati per le critiche
che giungevano da Cuba.

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IL MESSAGGIO DI CHÁVEZ

IL MESSAGGIO DI CHÁVEZ

E’ rientrato venerdì del suo viaggio in Europa.  L’ha fatto in solo
quattro giorni.  Volando verso ovest, è arrivato alle ore undici di
sera a Caracas, qualora al punto di partenza, Madrid, spuntava l’alba. 
Hanno telefonato dal  Venezuela sabato.  Mi hanno detto che voleva
parlare al telefono quel giorno.  Ho risposto che sarebbe alle ore 1 e
45 del pomeriggio.

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LE DUE COREE (PARTE II)

LE DUE COREE (PARTE II)

Il 19 ottobre 1950 oltre 400 mila combattenti volontari cinesi,
eseguendo gli ordini di Mao Zedong, attraversarono il Yalu ed
affrontarono le truppe degli Stati Uniti che avanzavano verso la
frontiera cinese. Le unità nordamericane, sorprese dall’energica azione
del paese da loro sottovalutato, furono obbligate, sotto la spinta
delle forze congiunte cinesi e nordcoreane, a retrocedere quasi fino
alla costa meridionale. Stalin, che era straordinariamente prudente,
fornì una cooperazione molto minore di quella che s’aspettava Mao,
anche se preziosa, con l’invio d’aerei Mig-15 con piloti sovietici, su
un fronte limitato di 98 chilometri, proteggendo durante le fasi
iniziali le forze terrestri nella loro intrepida avanzata. Pyongyang fu
riconquistata e Seúl rioccupata, sfidando l’incessante attacco
dell’aviazione degli Stati Uniti, la più potente che sia mai esistita.