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La Libia soffre il furto di 10.000 antichità di valore incalcolabile

Monete del Tesoro del Bengasi

Monete del Tesoro del Bengasi

La Libia ha perso una collezione unica di patrimonio culturale e storico, i chiamati ‘Tesori di Bengasi ‘. Alcuni delinquenti sono riusciti ad introdursi nella Banca Commerciale Nazionale della Libia e rubare migliaia di monete d’oro ed argento che risalgono all’epoca greca, ed altre antichità che potrebbero essere l’orgoglio di qualsiasi museo del mondo.

Si sa che i criminali hanno sottratto 7.700 monete d’oro, argento e bronzo, molte delle quali sono state coniate nell’epoca di Alessandro Magno (IV secolo a.C.). Ugualmente, sparirono statuette ed altri oggetti di bronzo, avorio e vetro, braccialetti, medaglioni, collane, anelli, pendenti ed altri adornamenti: circa 10.000 opere d’arte in totale elaborate dai maestri dell’antichità.

La maggioranza dei tesori sono stati incontrati tra gli anni 1917 e 1922 durante gli scavi del tempio di Artemide a Cirene, che è stata una colonia greca nella costa settentrionale dell’Africa.

Si può concepire un’idea del valore di questo tesoro tenendo conto che una sola moneta simile a quelle presenti nella collezione è stata venduta in un’asta a Parigi per 431.000 dollari in ottobre di quest’anno.

Sembra che il furto sia stato perpetrato nel maggio del 2011, ma solo oggi è stato reso pubblico. Il CNT forse ha occultato i fatti per non rovinare la sua immagine a livello mondiale o forse non ha avuto tempo sufficiente per controllare i fondi della banca.

L’archeologo libico Hafed Walda che lavora nel King’s College di Londra, crede che gli stessi impiegati della banca abbiano partecipato al furto. Secondo lui, si sono approfittati del caos che regnava nel paese dopo che il regime di Gheddafi stesse traballando ed incominciassero i conflitti armati coi ribelli.

Gli esperti considerano questo saccheggio uno dei più importanti in tutta la storia dell’archeologia. I delinquenti sono ricercati dall’Interpol e dall’UNESCO.

traduzione di Ida Garberi

preso da www.cubadebate.cu

 

1 Comentario

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  1. Raffele Pesce / IltesorodellaLibia.

    Sono il figlio di Gennaro Pesce, l’ex sovrintendente reggente della Libia che nel dicembre 1942 salvò il cd. “Tesoro di Bengasi” (in realtà della Libia) inviandolo in Italia e asseritamente restituito alla Libia nel 1961. Da quanto scritto a suo tempo da mio padre, per forza di cose ben informato sull’evolversi della vicenda, ed in riferimento alla relativa documentazione del tempo in mio possesso, il suddetto “tesoro” è sparito in Italia negli anni ’50 e dato per disperso almeno sino agli anni ’70. Come possa essere stato “restituito” alla Libia nel 1961 è un grosso interrogativo che solo i vari ministeri italiani competenti (Esteri e Pubblica Istruzione in particolare) potrebbero e dovrebbero sciogliere rendendo pubblica tutta la relativa documentazione dell’epoca, verosimilmente conseguente ad un qualche accordo Italo-libico dell’epoca.

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