Articoli su Stati Uniti

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Da che parte stare? Ecco chi sono i ‘buoni e i cattivi’ all’ONU secondo Washington

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Israele, Regno Unito, Francia, Ucraina e Canada sono tra i Paesi che più spesso si sono posizionati dalla parte di Washington del voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017. Questo è quanto mostra un rapporto del Dipartimento di Stato statunitense recentemente divulgato sul sito web dell’istituzione. Il documento analizza come i diversi paesi membri delle Nazioni Unite hanno votato nel Consiglio di sicurezza e nell’Assemblea generale dell’organizzazione e se i loro voti coincidono o no con quelli degli Stati Uniti. I dati del rapporto mostrano che durante l’esame di 93 risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per tutto il 2017, la coincidenza del voto del resto delle nazioni con quello degli Stati Uniti era solo del 31%. In questa percentuale è stata osservata una drastica riduzione, che nel 2016 è stata del 41%.

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Fidel Castro: “noi abbiamo scelto il socialismo perché è un sistema giusto”

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Fidel Castro: “Compagni operai e contadini: questo è la rivoluzione socialista e democratica degli umili, con gli umili e per gli umili. E per questa rivoluzione degli umili, con gli umili e per gli umili, siamo disposti a dare la vita.”

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Fuoco concentrato contro Venezuela

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La strategia di sicurezza nazionale del governo razzista di Trump (dicembre 2017) è la sedicesima che si emette per la legge Goldwater-Nichols (1986), che aggiorna il coordinamento dei comandi militari di combattimento per regioni per imporre la politica estera suprematista ai governi e popoli del mondo.

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Russia: Caso Skripal è una provocazione dei servizi segreti degli USA e del Regno Unito

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Il capo del servizio di intelligenza estera russo, Serguei Naryshkin, ha qualificato ieri il caso Skripal come una “provocazione grottesca” dei servizi speciali britannici e statunitensi. “Nonostante il caso della provocazione grottesca del caso Skripal, fabbricato grossolanamente dai servizi del Regno Unito e degli Stati Uniti, alcuni degli Stati europei non si sono affrettati nel seguire ciecamente Londra e Washington, e preferiscono comprendere quello che è accaduto”, ha dichiarato Serguei Naryshkin in una conferenza internazionale sulla sicurezza, celebrata a Mosca.

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Fady Marouf: in Siria, nessuna famiglia si è salvata dalla guerra

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“In Siria, su centomila famiglie, può essere che ce ne sia una sola che non abbia ferite della guerra, tutte hanno morti, feriti, sfollati. Qualcuna è dovuta emigrare 4 o 5 volte, fuggire da casa sua solamente con i vestiti che aveva addosso, per un attacco terroristico”. Chi mi sta trasmettendo queste verità terrificanti è Fady Marouf, un giornalista siriano, collaboratore dell’Agenzia di Notizie Prensa Latina, di Cuba, che è venuto sull’isola caraibica per ricevere la ben meritata Distinzione Felix Elmuza che concede l’Unione dei Giornalisti di Cuba. Fady è un uomo molto coraggioso, molto riconoscente verso Cuba, perché grazie alle borse di studio che l’isola concede agli studenti del suo paese ha potuto studiare qui a Santa Clara “Letteratura Spagnola”, dal 1997 fino al 2003, ed in seguito è ritornato in Siria per incorporarsi nel Ministero di Comunicazione.

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La politica estera degli Stati Uniti: il circolo estremista si chiude

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Insieme ai cambi al comando del Dipartimento di Stato e del Consiglio di Sicurezza nazionale, anche il bilancio che Trump ha appena firmato lo scorso venerdì, per quello che resta dell’esercizio fiscale 2018, mostra la preminenza delle politiche della forza sulla diplomazia, nel più classico stile detto “hard power”. Mentre le assegnazioni al Dipartimento della Difesa crescono più di 60 mila milioni di dollari, il bilancio della cancelleria statunitense e dei suoi organi per la diplomazia pubblica è stato tagliato del 32%. Mentre la spesa totale per la difesa, compreso il rinnovamento dell’arsenale nucleare, arriva a 700 mila milioni di dollari, il resto delle spese raggiungerà i 591.000 milioni. Gli Stati Uniti spenderanno in difesa più di quello che spendono i sette paesi che li seguono.

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Respingono risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord

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La rappresentazione permanente della Corea del Nord presso l’ONU ed altre organizzazioni internazionali a Ginevra hanno respinto energicamente il progetto di risoluzione sulla situazione dei diritti umani in questo paese asiatico. Attraverso un comunicato, hanno enfatizzato sul fatto che questo progetto è stato approvato in maniera coercitiva nella 37º riunione del Consiglio dei diritti umani (DD.HH.) dell’ONU, ed è stato presentato dall’Unione Europea e dal Giappone.

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Siria: siamo pronti a respingere qualsiasi attacco degli Stati Uniti

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L’ambasciatore della Siria a Mosca, Riad Haddad, ha avvertito gli Stati Uniti che il paese arabo e la sua difesa antiaerea sono pienamente pronti a rispondere a qualsiasi aggressione straniera, compreso il possibile bombardamento di Washington. “Siamo pronti per ogni possibile situazione che la Siria possa affrontare. Il nostro esercito, così come le nostre forze antiaeree, sono pronte a respingere qualsiasi attacco per preservare la sovranità del nostro territorio e difendere i nostri cittadini”, ha sottolineato il diplomatico.

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L’ora dell’America Latina e dei Caraibi prima di tutto

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La politica, “gli Stati Uniti per primi”, difesa dall’attuale amministrazione repubblicana, costituisce una dichiarazione di principio. Se Washington fantasticava sino a poco tempo fa con un mondo a sua immagine e somiglianza in cui il progresso si sarebbe sparso allo stesso modo tra le nazioni che non discutevano la sua egemonia, ora riconosce che nella cuspide c’e spazio solo per un paese: quello delle stelle e strisce. E chiunque tenti di cambiarlo dovrà affrontare “fuoco e furia”.

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Chi è Gina Haspel, nuova direttrice CIA, coinvolta nella tortura di prigionieri?

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scelto Gina Haspel come nuova direttrice della Central Intelligence Agency (CIA), in sostituzione di Mike Pompeo, dirottato sulla poltrona di Segretario di Stato. In luogo di Rex Tillerson allontanato per forti divergenze con Trump. Haspel, 61 anni, ha occupato fino ad oggi la carica di vicedirettore della CIA e ha trascorso gran parte della sua carriera nel servizio di intelligence statunitense lavorando in qualità di agente sotto copertura. Sotto l’amministrazione Bush ha lavorato all’implementazione del programma extragiudiziale che prevedeva la reclusione e l’interrogatorio di sospetti terroristi in diversi paesi del mondo.