Articoli su Cuba

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Che Guevara a Fidel: “Il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e soprattutto per te”

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Fidel ha letto poi, in mezzo a un’indescrivibile tensione drammatica, la lettera di addio del Che. Alla fine Fidel ha assicurato: “Chi parla dei rivoluzionari, chi considera i rivoluzionari uomini freddi, uomini insensibili o uomini senza fegato, avrà in questa lettera l’esempio di tutti sentimenti, di tutta la sensibilità, di tutta la purezza che può essere rinchiusa nell’anima di un rivoluzionario”.

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Fidel nella creazione del Comitato Centrale del PCC: una guida per l’azione rivoluzionaria e non un dogma

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La parola comunista è stata calunniata e molto denigrata lungo i secoli. Ci sono stati dei comunisti lungo la storia, uomini che avevano idee comuniste, uomini che concepivano un modo di vita diverso dalla società in cui erano nati, e coloro che la pensavano da comunisti in altri tempi furono chiamati comunista utopici da 500 anni fa, perché idealisticamente aspiravano ad un tipo di società che non era possibile in quel momento visto lo scarso sviluppo delle forze produttive; e questo perché l’uomo non potrà ritornare al comunismo in cui nacque l’uomo primitivo, per vivere in un modo di comunismo primitivo, a meno che raggiunga lo stesso grado di sviluppo delle forze produttive, del loro uso e del modo sociale di utilizzazione delle stesse, e che sia in grado di creare i beni materiali ed i servizi necessari per soddisfare i bisogni dell’uomo.

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Bruno Rodriguez: l’eliminazione totale delle armi nucleari deve essere una priorità

Bruno Rodriguez

Reiteriamo l’appello a ratificare il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Cuba si inorgoglisce di essere il quinto Stato ad avere ratificato questo strumento, di integrare la prima Zona Libera di Armi Nucleari in un’area popolata densamente del pianeta, di appartenere alla prima regione del mondo a proclamarsi come Zona di Pace e di essere membro attivo del Movimento dei Paesi Non Allineati, promotore della commemorazione del “Giorno Internazionale per l’Eliminazione Totale delle Armi Nucleari.”

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Fidel nella creazione dei Comitati di Difesa della Rivoluzione: Ognuno di noi è un soldato della Patria

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“Volevamo dirvi che noi non eravamo molto d’accordo che si convocasse il popolo al nostro rientro (ESCLAMAZIONI DI: “Fidel, Fidel!”). Ne siamo preoccupati perché continuamente dobbiamo viaggiare all’estero, sia il Presidente, sia il Ministro di Stato, sia il Ministro degli Affari Esteri, sia il Primo Ministro oppure altri… E dobbiamo partecipare a incontri di questo tipo, e non è giusto che ogni volta che partiamo e rientriamo, semplicemente in ottemperanza del nostro lavoro, perché anche questo è il nostro lavoro, si deva convocare il popolo perché ci faccia gli onori al nostro arrivo”.

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Fidel 60 anni fa: “Sparisca la filosofia dell’espropiazione, e sarà sparita la filosofia della guerra!”

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Alcuni penseranno che siamo dispiaciuti per il trattamento che ha ricevuto la delegazione cubana. Non è così. Noi capiamo benissimo il perché. Quindi non siamo arrabbiati e nessuno deve preoccuparsi pensando che Cuba non apporterà il suo granello di sabbia allo sforzo mirato all’intesa nel mondo. Ma una cosa è certa, parliamoci chiaro. Sono molte le risorse che si devono spendere per inviare una delegazione alle Nazioni Unite. Noi, i paesi sottosviluppati, non abbiamo tante risorse da spendere, se non per parlare chiaro in questa seduta dove ci sono rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo.

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Cuba ricorda agli Stati Uniti i milioni di sfollati provocati dalle loro guerre

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Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha ricordato che nel mondo 60 milioni di persone sono stati sfollati dalle guerre degli Stati Uniti. “Sono milioni quelli che soffrono le conseguenze dell’imperialismo e della sua industria militare”, ha scritto Rodriguez nel suo account in Twitter in allusione alla relazione “Creando rifugiati: spostamento causato dalle guerre degli Stati Uniti dal 2011”, pubblicato recentemente.

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È un imperativo spingere la solidarietà e la cooperazione internazionale, afferma Diaz-Canel

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Un’epidemia globale ha cambiato drasticamente la vita di tutti i giorni. Da un giorno all’altro, si contagiano milioni e muoiono migliaia di persone, la cui speranza di vita era superiore grazie allo sviluppo. Sistemi ospedalieri con prestazioni di alto livello sono collassati e le strutture della salute dei paesi poveri soffrono della loro incapacità cronica. Drastiche quarantene trasformano in lande virtuali le città più popolose. La vita sociale non esiste fuori dalle reti digitali. Teatri, discoteche, gallerie, perfino scuole, sono chiuse o ridimensionate.

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Costruiamo un ordine internazionale democratico, giusto e sostenibile

Bruno Rodriguez

Nel 75º anniversario delle Nazioni Unite, il multilateralismo ed il Diritto Internazionale sono minacciati dalla più grande potenza mondiale. La condotta irresponsabile degli Stati Uniti è il maggiore pericolo per la pace e la sicurezza internazionali. Promuove conflitti, guerre non convenzionali e commerciali ed impone misure coercitive unilaterali severe e dilapida -nella sua corsa militarista – risorse indispensabili per lo sviluppo sostenibile dei nostri paesi, mentre si rifiuta di cooperare nel confronto delle crisi molteplici generate dalla devastatrice COVID-19.

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La cultura nel centro degli spari

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Quello che è successo recentemente contro il cantante, trombettista, compositore ed arrangiatore Alexander Abreu, direttore della popolare orchestra Havana D ‘ Primera, non è un fatto isolato. Pullulano gli esempi durante gli ultimi mesi. Con certi cercano di confonderli, con altri di screditarli, e con vari di infondere loro la paura. “Ho ricevuto mille sms (servizio di messaggi brevi) nel mio telefono dove mi dicono da gorilla fino alle peggiori offese come se io fossi un criminale di guerra. L’unica cosa che voglio dire a tutti quelli che scrivono con tanto odio, che io ho un cuore pieno di amore e musica”, ha pubblicato Abreu sulla sua pagina di Facebook.

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Trump si vanta di ricevere un presunto premio dei mercenari cubani sconfitti a Playa Giron

Fidel Castro, Playa Larga, 17 aprile 1961

“Come un premio alla sconfitta” ha qualificato il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, l’onorificenza Baia dei Porci che si suppone sarebbe stata concessa al presidente statunitense, Donald Trump. “Qualunque onorificenza in #EEUU sulla Baia dei Porci è un premio alla sconfitta. Chi onora così il presidente, lo marca come un fallito”, ha sottolineato Rodriguez nel suo account di Twitter, in allusione all’orgoglio di Trump per questo premio, che rappresenta la fallita invasione mercenaria sull’isola in aprile del 1961.