Articoli su Cuba

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Ritornano oggi gli integranti della brigata cubana della salute che erano in Andorra

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Il capo della brigata medica cubana in Andorra, Luis Enrique Perez, ha sottolineato i risultati raggiunti dai sanitari dell’isola durante i tre mesi di confronto alla COVID-19 in questo paese europeo. In una conversazione via WhatsApp con Cubadebate da Andorra la Vieja, capitale del Principato situato nei Pirenei, Perez ha sottolineato che i 39 professionisti di Cuba hanno contribuito ad abbassare la curva di contagi del coronavirus SARS-Cov-2.

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Cuba nel libro di Bolton: le frustrazioni di un falco

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Dalla settimana scorsa, le principali librerie degli Stati Uniti hanno cominciato a vendere uno dei libri più attesi dell’anno. Il testo, che è già a disposizione del lettore si intitola:“The Room Where It Happened”. Il suo autore è il controverso e conosciuto falco neo conservatore John Bolton che viene considerato per questo un traditore da Donald Trump e Mike Pompeo, perché l’accusano di rivelare informazioni classificate nelle pagine del suo libro.

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Santa Lucia manterrà relazioni di cooperazione con Cuba a dispetto delle minacce degli USA, dichiara la cancelliere del paese caraibico

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Sarah Flood-Beaubrun, ministra responsabile per gli Affari Esteri di Santa Lucia, ha espresso la sua solidarietà con Cuba davanti alle pressioni degli Stati Uniti contro i paesi che ricevono cooperazione medica cubana. In un’intervista al canale di televisione Choice TV, Flood-Beaubrun è stata intervistata sul disegno di legge presentato nel Senato degli USA che sanzionerebbe i paesi che mantengono cooperazione medica con Cuba.

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Su L’Avana aree di polveri del Sahara, ma domani in mattinata ci sarà la concentrazione maggiore

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Come aveva annunciato il Centro dei Pronostici dell’Istituto di Meteorologia (Insmet), varie aree di polveri del Sahara hanno avanzato dalla metà orientale di Cuba, e si trovano già sulla capitale cubana. D’accordo con l’informazione offerta dal dottore Josè Rubiera, nel suo profilo di Facebook, sebbene queste aree di polvere, provenienti da Haiti, dalla Repubblica Dominicana e dal Mar dei Caraibi orientale, con una concentrazione molto alta di particelle in sospensione sono già visibili a L’Avana, sarà domani in mattinata che raggiungeranno la loro maggiore concentrazione.

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Attori, sfide, sovranità alimentare e nutrizionale

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Ci sono due questioni molto longeve. Una è il gran sforzo della Rivoluzione, diretta da Fidel, per creare capacità, soprattutto umane, per spingere lo sviluppo del paese. Frequentemente non siamo d’accordo con l’uso che si fa di queste capacità, ma sono lì. L’altra è la nostra incapacità di produrre gli alimenti in quantità e qualità sufficiente di cui i cubani hanno bisogno. Siamo lontani dalla sovranità alimentare e nutrizionale. E questo è grave.

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Prima tappa di recupero post-COVID-19 a Cuba inizierà il 18 giugno, eccetto a L’Avana e Matanzas

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Tale e come è stato informato nel programma televisivo Mesa Redonda dello scorso giovedì 11 giugno, il consiglio dei Ministri ha approvato il piano di misure per la tappa di recupero post-COVID-19. L’inizio di questa tappa, come l’annuncio di ognuna delle sue tre fasi, saranno soggetti al compimento di indicatori sanitari che permettono valutare lo sviluppo dell’epidemia in ogni territorio.

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Cuba al salvarsi, salva

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Tre mesi fa, l’11 marzo 2020, l’OMS dichiarava il COVID-19 come una pandemia e Cuba riportava i suoi primi casi positivi alla malattia: tre turisti italiani che erano arrivati giorni prima dall’aeroporto de L’Avana si trovavano nella città centromeridionale di Trinidad. Solo dieci giorni dopo, il 21 marzo, quando a Cuba iniziavano ad emergere i casi ed erano visibili nei media internazionali e della controrivoluzione i dubbi sulla forza del sistema sanitario cubano di affrontare una malattia che stava distruggendo nazioni più potenti e causando un’elevata letalità, il Governo nazionale annunciava la partenza di una brigata di 52 medici ed infermieri cubani proprio verso l’Italia, nella regione della Lombardia, il terribile epicentro dell’epidemia in Europa.

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Stiamo per cantare vittoria

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Scrivo queste linee da uno dei centri di isolamento per quelli che sono stati in contatto con casi di COVID-19 che non presentano sintomi della malattia. La prova rapida è stata negativa, ma anche così devo rimanere 14 giorni in quarantena fino a che superi il PCR, esame che scopre e quantifica il virus. Il balcone della casa dà al mare della costa occidentale de L’Avana, con le sue profondità azzurre e la fresca brezza mattutina che soffia, perfino, nei giorni più caldi della stagione estiva sulle colline che circondano la città. Il luogo è spazioso e pulito. Siamo dieci qui, tra loro due bambini, curati da un gruppo minuscolo di lavoratori che vivono la quarantena con noi e fanno vere magie affinché brillino i pavimenti, si cambino regolarmente i vestiti e le mascherine, ed affinché il riso ed i fagioli di ogni giorno sembrino differenti.

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Diaz-Canel: Voi rappresentate la vittoria della vita sulla morte

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Cari compatrioti: Benvenuti alla patria!
Solo alcuni minuti fa è finita la riunione che corrispondeva realizzare oggi nel Gruppo Temporaneo di Lavoro che sta dirigendo le azioni di combattimento alla pandemia, e qui siamo rimasti un gruppo di compagni per partecipare a questo ricevimento a distanza che sarà più intimo quando abbiate trascorso la quarantena; così non abbiamo voluto infrangere tutti i protocolli che ha stabilito il paese per riuscire ad evitare la trasmissione di questa pandemia.

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Fidel: “Non è possibile aspettare, perché domani potrebbe essere troppo tardi”

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Rio de Janeiro, Brasile. Giugno del 1992. La città meticcia e vibrante accoglie una delle riunioni più trascendenti che abbia avuto luogo: la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ecosistema e sullo Sviluppo. Le sue deliberazioni sono cominciate il 3 giugno con esperti e ministri e si sono concluse tra i giorni 12 e 14 coi capi di stato e di governo.