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A 59 anni da quel 1°gennaio

niños-educacion-580x383Parlare di Cuba nei media è come sporgersi dalla finestra di un edificio, dove ognuno ha la propria musica. Fortunatamente per le nostre orecchie, abbiamo solo due melodie, quella di coloro che sempre la difenderanno e quella di coloro che, nonostante siano nati qui, si uniscono a coloro che cercano, con il loro discorso, di dare una fittizia immagine di Cuba.

Tuttavia, a Cuba la gente non ha perso la capacità di sognare in grande. Qualcosa che è stato ottenuto grazie alla Rivoluzione, al nostro Comandante in Capo Fidel, che da quell’alba del 1° gennaio 1959, ha permesso che milioni di cubani di umile origine giungessero ad essere medici, avvocati o ingegneri, qualcosa di impensabile prima del trionfo.

Siamo un paese che vive, ride, piange, si innamora, ama, crea … qualcosa di contraddittorio per un paese isolato e bloccato, isolato, di cui alcuni parlano e dicono bugie. E’ che a noi cubani piace scherzare che viviamo con migliaia di problemi, ma pensiamo con la certezza che saranno risolti. Un modo per dire che, a Cuba, la gente non ha perso la capacità di sognare in grande, per fare in grande.

E ora non è solo parlare del diritto di ogni cubano, indipendentemente dalla sua opinione politica, dal suo credo religioso, dal colore della sua pelle, di beneficiare dei mezzi di assistenza sanitaria, ricevere un costoso trattamento, ricevere un trapianto di organi senza alcun costo personale; di essere educato, di conseguire un titolo  universitario, conseguire un master, un dottorato in scienze.

Se vogliamo parlare delle conquiste della Rivoluzione, dobbiamo entrare all’interno di quelle grandi ed importanti conquiste della Rivoluzione: la salute e l’istruzione, dove ai  grandi sogni sono state poste  le fondamenta e sono diventati realtà.

Se parliamo dell’educazione a Cuba come un risultato della Rivoluzione, dovremo menzionare che tutto questo è stato grazie ad una campagna di alfabetizzazione, ai suoi martiri, ai maestri uccisi per aver adempiuto alla massima dell’Apostolo: “Essere colti per essere liberi”; ad un’universalizzazione dell’istruzione, un sistema educativo, necessario per il cambio sociale, una Rivoluzione.

Non è che si dica in Granma, nel Notiziario Nazionale TV, lo gridi  l’uno o l’altro. È che i risultati della Rivoluzione sono evidenziati da organizzazioni riconosciute di primo livello, come il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), che pone Cuba tra i primi 15 paesi che garantisce un buon sviluppo, in generale, di tutti i bambini. Qualcosa evidenziato  da due anni di istruzione prescolare gratuita, ferie pagate per l’allattamento durante i primi sei mesi di vita e sei mesi di congedo di maternità retribuito.

Uno dei risultati più rilevanti della Rivoluzione cubana è, senza dubbio,  la formazione umana e lo sviluppo professionale e scientifico, delineata come politica dal Comandante in Capo Fidel Castro, che il 15 gennaio 1960 affermava: “Il futuro della nostra Patria deve essere, necessariamente, un futuro di uomini di scienza”.

In questo contesto s’inquadra la creazione, nel 1962, della Commissione Nazionale che avrebbe avuto come obiettivo strutturare l’Accademia delle Scienze di Cuba. A quel tempo, si svilupparono i primi centri di ricerca tecnologica per diversificare i derivati della canna da zucchero, prospezione e sviluppo delle risorse minerarie. Più tardi, nel 1960, si sviluppa il Centro Nazionale per la Ricerche Scientifiche e negli anni ’70 il paese promosse le azioni nel campo dell’elettronica e dell’informatica, quando si crearono o ampliarono un gruppo di competenze.

Quello che è iniziato con la campagna di alfabetizzazione non si è fermato. Dall’anno 81 si cominciarono ad ottenere esperienze e risultati positivi, alcuni di essi la creazione del Fronte Biologico, la produzione di interferoni e lo sviluppo dell’industria medico farmaceutica. Nel 1986, già si ottennero i nuovi vaccini contro la meningite meningococcica, si svilupparono per il sistema sanitario i sistemi ultra-microanalitici (SUMA), si ebbero il policosanolo noto come PPG, il vaccino contro l’epatite B e C.

I concetti di lavoro proposti dal nostro Comandante in Capo per promuovere e risolvere lo sviluppo dei processi biotecnologici nel paese, hanno permesso di raggruppare gli scienziati più prestigiosi. Già negli anni ’90 sorgeva il Polo Scientifico Occidentale, la Scuola Latinoamericana di Medicina, dove studiano non solo i figli della nostra America india, ma anche i figli dell’Africa e degli USA.

Non si tratta solo di parlare che tutti i cubani hanno garantiti l’istruzione e le cure mediche, ma di tutti i collaterali, dove dovremmo parlare di vaccini contro il cancro al polmone, di impianti cocleari, di nuovi trattamenti per il piede diabetico e perché no? di risultati come l’Operazione Miracolo, espansa per tutto il Sud America o l’ Operazione Barrio Adentro.

È con orgoglio dire che, nonostante il blocco, noi cubani pensiamo con certezza che, sempre, i nostri problemi saranno  risolti.

di José Luis Alonso Lanza, professore Assistente dell’Università de L’Avana

da Cubadebate

traduzione di Francesco Monterisi

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