Articoli su Fidel Castro

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La cultura nel centro degli spari

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Quello che è successo recentemente contro il cantante, trombettista, compositore ed arrangiatore Alexander Abreu, direttore della popolare orchestra Havana D ‘ Primera, non è un fatto isolato. Pullulano gli esempi durante gli ultimi mesi. Con certi cercano di confonderli, con altri di screditarli, e con vari di infondere loro la paura. “Ho ricevuto mille sms (servizio di messaggi brevi) nel mio telefono dove mi dicono da gorilla fino alle peggiori offese come se io fossi un criminale di guerra. L’unica cosa che voglio dire a tutti quelli che scrivono con tanto odio, che io ho un cuore pieno di amore e musica”, ha pubblicato Abreu sulla sua pagina di Facebook.

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Trump si vanta di ricevere un presunto premio dei mercenari cubani sconfitti a Playa Giron

Fidel Castro, Playa Larga, 17 aprile 1961

“Come un premio alla sconfitta” ha qualificato il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, l’onorificenza Baia dei Porci che si suppone sarebbe stata concessa al presidente statunitense, Donald Trump. “Qualunque onorificenza in #EEUU sulla Baia dei Porci è un premio alla sconfitta. Chi onora così il presidente, lo marca come un fallito”, ha sottolineato Rodriguez nel suo account di Twitter, in allusione all’orgoglio di Trump per questo premio, che rappresenta la fallita invasione mercenaria sull’isola in aprile del 1961.

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La Dichiarazione de L’Avana, 2 settembre 1960

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Cittadini,
E’ evidente che nessuno di voi, dal posto in cui vi trovate, può farsi un’idea della grande folla riunitasi qui in questo pomeriggio. E’ una vera marea di persone, che va da un estremo all’altro della Piazza civica. Per noi, uomini del Governo Rivoluzionario, noi che abbiamo visto tanto, questa è una manifestazione che, dalle sue dimensioni, ci colpisce vivamente e ci fa capire l’enorme responsabilità che abbiamo noi tutti sulle nostre spalle.

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Il Fidel che vive in me

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Conoscerlo è stato un privilegio; accompagnarlo in vari compiti per alcuni anni, tutta una competizione; imparare dai suoi insegnamenti, una permanente sfida. Fidel era un uragano di idee. Non smetteva un minuto di analizzare, scrutinare, proporre, domandare, contrappuntare. Da ogni gli idea nascevano idee nuove; da ogni problema, una moltitudine di soluzioni.

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Frei Betto su Fidel Castro: ringrazio Dio per questa amicizia

Fidel Castro con Frei Betto

Questa intervista a Frei Betto, teologo ed intellettuale brasiliano, è stata realizzata per il documentario “El Fidel que yo conocí”, una produzione degli Studi Mundo Latino, che si trasmetterà per la prima volta il prossimo 13 agosto nello spazio Mensa Redonda della Televisione Cubana.
“Fidel è sempre stato un idolo per me…quando trionfò la Rivoluzione Cubana io avevo 15 anni, mi piacevano molto tutti ‘los barbudos’ della Sierra Maestra, seguii molto da vicino tutto quello che succedeva perché partecipavo già in movimenti che avevano tendenza di sinistra ed avevo anche una visione antimperialista”.

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Eusebio Leal: solo aspiro ad essere stato utile

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“Effettivamente, quando non l’aspettavo, ho reagito, al colpo della malattia, va bene, mi ha ricordato che siamo esseri umani, che la vita è effimera e che l’importante è l’opera. Io non aspiro a nulla, non aspiro neanche a quello che chiamano la posterità; io non aspiro a niente, io solo aspiro ad essere stato utile. E chiedo perdono a tutti quelli che, durante la mia vita, nella ricerca necessaria di quello che ho creduto fosse la mia verità, ho potuto offendere; ed ai miei stessi errori che ho commesso con la passione giovanile di ogni uomo e di tutti i popoli che cercano le loro proprie strade. Io credo che alla fine l’ho trovata, e che quella luce che vedo ora, lì, in mezzo alle tenebre del tramonto, è finalmente la strada”.

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Fidel Castro, 50 anni dopo il 26 luglio 1953: Nel mondo odierno nessun problema sociale si risolve per generazione spontanea

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DISCORSO PRONUNCIATO DAL COMANDANTE IN CAPO FIDEL CASTRO RUZ, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CUBA, NELLA MANIFESTAZIONE PER L’ANNIVERSARIO 50 DELL’ATTACCO ALLE CASERME MONCADA E CARLOS MANUEL DE CESPEDES, EFFETTUATO A SANTIAGO DE CUBA, IL 26 LUGLIO 2003

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Fidel en el 26 dell’anno 2000, il 47º anniversario e dopo il regresso di Elian Gonzalez

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Tutto cambia. Perfino l’ora e la forma delle nostre manifestazioni pubbliche quali il Primo Maggio e il 26 Luglio. La lotta tenace e senza tregua per risolvere l’enorme ingiustizia commessa contro un bambino cubano, suo padre e la sua famiglia, e l’enorme battaglia di idee e di masse svolta dal nostro popolo durante 7 mesi, arricchì straordinariamente la nostra esperienza rivoluzionaria. Un’elevata capacità di mobilitazione, organizzazione e disciplina è stata raggiunta. Centinaia di nuovi e brillanti oratori, molti di essi bambini, adolescenti e giovani, sono sorti ovunque, quale dimostrazione indubbia dell’insuperabile opera educativa della Rivoluzione.

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Diaz-Canel nel Vertice dell’OIL: “il momento è drammaticamente serio ed esige azioni coordinate”

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Il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha fatto un appello alla cooperazione ed alla solidarietà internazionali per la lotta alla pandemia della COVID-19. “Niente vale tanto quanto la vita di una persona”, ha affermato il mandatario insistendo sulla necessità della collaborazione durante il suo intervento in videoconferenza nel Vertice Mondiale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), sulla COVID-19 ed il mondo del lavoro.

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Discorso pronunciato da Fidel Castro nel conferire una medaglia a Juan Miguel Gonzales, padre di Elian

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DISCORSO PRONUNCIATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO DELLA REPUBBLICA DI CUBA FIDEL CASTRO RUZ, ALL’INSIGNIRE JUAN MIGUEL GÓNZALES DELLA MEDAGLIA DELL’ORDINE CARLOS MANUEL DE CÉSPEDES, NEL TEATRO KARL MARX, IL 5 LUGLIO 2000, “ANNO DEL 40 ANNIVERSARIO DELLA DECISIONE DI PATRIA O MORTE”