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Silvio Rodriguez riflette sulla visita di Obama

SilvioGli Stati Uniti non hanno mai accettato che decidessimo che cosa fare nella nostra propria casa, ricordò il cantautore cubano Silvio Rodriguez con motivo della presenza sull’isola del presidente nordamericano, Barack Obama.  

Per mezzo di un’entrata pubblicata nel suo blog “Segunda Cita”, il riconosciuto rappresentante del movimento della Nuova Trova Cubana espresse le sue considerazioni sulla prima visita che realizza a L’Avana in quasi 90 anni un occupante della Casa Bianca.

“Ho notato che normalmente si dimentica che questa lite terribile incominciò perché i nostri vicini non sopportarono che decidessimo che cosa fare nella nostra propria casa”, scrisse l’artista, che ricordò che gli Stati Uniti erano abituati che nella nazione caraibica si facesse quello che volevano loro.

Nel testo intitolato “La mia famiglia ed Obama”, Rodriguez espresse che, “facendo ben palese il loro disaccordo, non ci parlarono più e ci hanno fatto la guerra”.

“Questa causa c’allontanò violentemente da quello che sarebbe stata la nostra vita di popolo agguerrito ma pacifico, metà lavoratore, metà svitato. Questa causa c’obbligò a prendere tutte le cose tragicamente piuttosto che con umorismo, ci mostrò e c’avvicinò moltissimo alle ragioni della formica”, scrisse.

In mezzo al soggiorno di tre giorni del mandatario nordamericano, l’autore di temi come “Ojalà” e “Cita con angeles”, si domandò se magari è arrivato il momento di cercare di raggiungere quello che non ci hanno lasciato essere, con quello che avremmo potuto avere, con un vicino più rispettoso e gentile”.

Secondo il cantautore, alcune riflessioni degli specialisti si basano sui punti interrogativi sulle qualità delle conversazioni che si realizzano tra i governi di Cuba e gli Stati Uniti, che sono stati sempre prototipo di confronto durante la seconda metà del XX secolo e dall’inizio del XXI secolo.

“Nonostante posizioni opposte, normalmente si coincide sul fatto che il futuro sarà secondo ciò su cui si è dialogato. Io, ovviamente, condivido la curiosità per certi dettagli, benché supponga le sfumature”, considerò.

Rodriguez che condivise le opinioni dei membri della sua famiglia sulla visita di Obama nel testo, aggregò che, nonostante tutto, è sicuro di una cosa: una cosa è quello che si dice, quello che si crede onestamente, ed un altra è quello che alla fine, risulta”.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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