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Il 62° concerto di Silvio Rodriguez

Che bello! Ritrasmetteranno un’altra volta alla televisione, ora al fine d’anno, il concerto di Silvio con e per i nostri Cinque Eroi nel canale Cubavision.

Per quelli che dubitino che esiste il “reale meraviglioso” ed il “realismo magico”, inventati da Alejo Carpentier e Garcia Marquez, rispettivamente, hanno avuto la dimostrazione assoluta, la prova di fede, nel 62°concerto di Silvio Rodriguez nei quartieri, questa volta insieme ai Cinque Eroi: Gerardo, Antonio e Ramon, tornati in patria il 17 dicembre, con Fernando e Renè già in Cuba, dopo aver compiuto le loro condanne. È necessario reiterarlo, perché i fatti di questi giorni sono parte fondamentale della storia di Cuba e dell’America.

La relazione dei Cinque con “L’era”, canzone di Silvio scritta nel 1967, quando quasi tutti loro erano bambini o adolescenti, è stata magari l’aneddoto più trascendentale della notte riferito da Tony: come lui ha raccontato, la cantavano nei momenti più difficili, appena imprigionati. Questa canzone, i cubani la conoscono cantata da Omara Portuondo; è stata filmata per un documentario di Santiago Alvarez in giorni convulsi negli Stati Uniti, in mezzo alla lotta per i Diritti Civili, parallelamente alla guerra del Vietnam, ed ad un anno dalla morte del Che Guevara.

Allora Silvio era un ragazzino cantautore, magrolino e pallido, ma la cui voce calda commuoveva quasi tutti quelli che lo ascoltavano. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo, per la prima volta, in compagnia di Haydée Santamaria. C’erano vari bravi cantautori ed ho fatto alcuni commenti, su di loro. In quanto a lui, ho detto : “ma che magro è, e la sua voce…” Lei mi ha zittito rapidamente: “Ma questo è la bandiera”. Ed io ho capito: Haydée normalmente si pronunciava, molte volte, metaforicamente. Ho pensato proprio a questo aneddoto, quando ho cominciato ad ascoltarlo nel 62° concerto, tanto singolare ed impensabile, coi Cinque Eroi, cantando emozionati insieme ai loro familiari, questa ed altre canzoni, ed aumentando la bella drammaticità di questo concerto singolare ed unico.

Le migliaia di giovani ed il popolo in generale che hanno riempito il parcheggio dello Stadio Latinoamericano od hanno visto per televisione l’appassionante episodio in diretta o nella sua ritrasmissione, senza alcun dubbio, sono stati testimoni ed attori di un altro momento impressionante della Storia di Cuba: l’annuncio di Raul che confermava quello che alcuni anni fa aveva assicurato Fidel, riferendosi ai Cinque Eroi: “Ritorneranno.”

Sono state fortunate le generazioni di cubani che hanno potuto vivere questo momento, che è rimasto registrato per quelli che non sono ancora nati, come Gemma, la futura figlia di Adriana e Gerardo–un altro episodio del realismo magico–e molti altri bambini.

Certamente: “L’era sta partorendo un cuore. / Non ne può più, muore di dolore, / e bisogna soccorrerla correndo / perché si sta perdendo il futuro (…)”.

Poeticamente torna a prevalere il senso della canzone degli anni sessanta ed il popolo cubano ha dimostrato, in questo concerto così spontaneo, in circostanze cruciali del mondo, il rispetto che ha verso il presidente Obama, ma anche un’enorme fiducia nel nostro futuro.

di Marta Rojas

da Cubadebate

foto: Ladyrene Perez

traduzione di Ida Garberi

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