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La Cina considera il bloqueo contro Cuba una violazione ai diritti umani

Il governo cinese esemplificò questo Venerdì con il bloqueo contro Cuba la violazione dei diritti umani (DD.HH.) da parte degli Stati Uniti, ricordando che Washington continua ad ignorare le numerose risoluzioni dell’ONU favorevoli alla fine di tale politica.

Il bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba viene classificato come un atto di genocidio secondo l’articolo II della Convenzione per la Prevenzione e Sanzione del Delitto di Genocidio, del 1948, precisa un rapporto dell’ Ufficio d’Informazione del Consiglio di Stato di questo paese.

Aggiunge che Washington continua a mantenere condotte che violano seriamente i diritti al sostentamento ed allo sviluppo del popolo cubano.

Ricorda inoltre che per la ventesima volta nel mese di Ottobre scorso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione “ Necessità di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”, appoggiata da 186 paesi, con due astensioni e il solo voto contrario di Washington e di Israele.

Il testo venne pubblicato in risposta ad un altro degli Stati Uniti sul tema dei diritti umani, di cui il governo cinese pensa che sia contaminato da segnalazioni eccessivamente critiche contro 200 paesi e regioni.

La Cina invitò l’altra parte a guardare in faccia i propri gravi problemi in materia di DD.HH., di smettere di utilizzare l’impopolare pratica di utilizzarli come strumento politico per immischiarsi negli affari interni degli altri, macchiare la loro immagine e riuscire a compiere gli obiettivi  strategici di Washington.

Il documento illustra le violazioni degli Stati Uniti in questa materia in aree come i diritti politici, socio-economici e culturali, tra gli altri.

Preso da www.cubadebate.cu

Traduzione di Paola Flauto

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