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Ciò che non si potrà mai dimenticare
Ricordo il vostro motto, che a mio giudizio possiede un valore molto speciale: “Impara dalle guerre passate per costruire un futuro di pace”; senza dubbio questa è una frase che avrà sempre un significato, però in questo momento lo possiede più che mai; oserei dire, senza timore di sbagliarmi, che nella storia dell’umanità non c’è mai stato un momento così pericoloso come questo.
L’INVERNO NUCLEARE E LA PACE
Per loro l’unica forma d’evitare l’uso delle armi nucleari è eliminandole. Il popolo nordamericano, che si trova in un luogo privilegiato del pianeta, che gli permette d’usufruire dei più alti livelli di vita e delle ricchezze del mondo, nonostante gli incredibili sprechi delle risorse non rinnovabili, dovrebbe essere il più interessato alle informazioni fornite dagli scienziati. Quanto spazio dedicano a questo compito i mass media?
L’infinita ipocrisia d’Occidente
All’improvviso, mentre scrivevo questa Riflessione, ho ricordato che la Francia è la terza potenza nucleare del pianeta, e che Sarkozy aveva anche una valigetta con le chiavi per lanciare una delle più di 300 bombe che possiede. Per caso ha qualche senso morale ed etico lanciare un attacco sull’Iran, al quale condannano per l’ipotetica intenzione di fabbricare un’arma di questo tipo? Dov’è la saggezza e la logica di quella politica?
238 MOTIVI PER ESSERE PREOCCUPATO (SECONDA PARTE)
Dal 7 settembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esaminerà se l’Iran ha fermato il suo programma nucleare. Se in ottemperanza della lettera dell’ultima Risoluzione, gli Stati Uniti o l’Israele cercano d’ispezionare una nave mercantile iraniana in acque internazionali, dovranno usare la forza. È il punto dove ci troviamo in questi momenti, senza dubbio, incerti.
238 MOTIVI PER ESSERE PREOCCUPATO (PRIMA PARTE)
Viviamo un momento eccezionale della storia umana. A partire dal momento in cui essa si divideva in Storia Antica, Media, Moderna e Contemporanea. Non quella che abbiamo studiato a scuola tre quarto di secoli fa, ma quella che genialmente Carlos Marx qualificò di preistoria. Ciò sarebbe conseguenza dell’incredibile sviluppo delle forze produttive, grazie alla scienza e la tecnologia, e del loro impatto sulla coscienza e la vita materiale della nostra specie.
L’OPINIONE DI UN ESPERTO
Se mi chiedessero chi è che il massimo conoscitore del pensiero israeliano, risponderei senza dubbio che è Jeffrey Goldberg. Instancabile giornalista, capace d’incontrare decine di volte un leader o un intellettuale israeliano per indagare ciò che pensa. Non è neutrale, logicamente, ed è senza dubbio filoisraeliano. Quando qualcuno di loro non è d’accordo con la politica di quel paese, non lo è con mezzi termini.
Il capitolo principale dell’ultimo libro
Dopo la pubblicazione delle due Riflessioni sul libro dello scrittore Daniel Estulin, intitolato “La vera storia del Club Bilderberg”, l’autore ha inviato un messaggio chiedendo d’intervistarmi. Desiderava che prima dell’incontro leggessi un capitolo importante del suo nuovo libro che sta per pubblicare e doveva essere tradotto dall’inglese.
Ieri me l’hanno consegnato già tradotto a Cuba. Il suo contenuto è spettacolare e merita d’essere analizzato nei suoi aspetti essenziali. Selezionando paragrafi di quel materiale offre un’idea del contenuto del capitolo, fornendo importanti dati che per i tecnici comportano una sfida.
L’Inverno Nucleare
Mi vergogno d’essere ignaro del tema, sul quale non avevo nemmeno sentito parlare. Altrimenti, avrebbe compreso molto prima che i rischi di una guerra nucleare sarebbero stati molto più gravi di quello che immaginavo. Pensavo che il pianeta poteva sopportare l’esplosione di centinaia di bombe nucleari calcolando che, tanto negli Stati Uniti come nell’URSS, si erano realizzati numerose prove per anni. Non avevo preso in considerazione una realtà ben semplice: non è la stessa cosa fare esplodere 500 bombe nucleari in 1.000 giorni che farle esplodere in un giorno.
Sono pronto per continuare a discutere
Dunque, ho esposto l’idea, non che Obama sia potente o super-potente; lui preferisce giocare a basket o pronunciare discorsi; gli hanno concesso inoltre il Premio Nobel per la Pace. Michael Moore l’ha esortato ora a guadagnarselo. Probabilmente non se lo sarebbe mai immaginato nessuno, e lui men che meno, che in questa fase finale del 2010, se rispetta le istruzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, esortato forse con fermezza da un sudcoreano chiamato Ban Ki-moon, sarà responsabile della scomparsa della specie umana.
Sono ottimista su basi razionali
M’inquieta il futuro, ma allo stesso tempo credo sempre di più che la soluzione sia a portata delle nostre mani, se riusciamo a far arrivare la verità ad un numero sufficiente di persone tra le migliaia di milioni che popolano il pianeta.