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La maestra che diede l’ultima cena al Che: “Tutto il mondo si innamorò di lui, alla fine”

Che-preso“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l’esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata.

Catturato l’8 ottobre 1967, il Che volle parlare con la giovane maestra e dopo salutarla le ha fatto una curiosa osservazione: “Mi disse che c’era una parola scritta male sulla lavagna, ‘Angolo’, che le mancava l’accento. Ed io gli dissi che dal momento che era scritta con maiuscola non era necessario l’accento. Lui insisteva di sì, ma quando andò via il militare che lo custodiva, mi diede la ragione e mi disse che voleva solo parlare con me.”

La maestra pensionata assicura che dopo portò al Che “un piatto di zuppa di arachidi”. “E lui la divorò”, dice Julia: “E quando andavo già via, mi ringraziò per il cibo e mi disse che io avrei avuto una gran ricompensa. Quindi mi domandò se io sapevo che cosa avrebbero fatto di lui.”

La maestra se ne andò a riposare e dopo un momento sentì la raffica maledetta: “Fui correndo e quando lo vidi era già morto. Fu il peggiore momento della mia vita; mi rimase questo trauma per sempre”. Due settimane dopo l’esecuzione del Che, si riannodarono le classi ne La Higuera. Il primo giorno, Julia e suoi pochi alunni raccolsero tutte le “vestigia” che erano rimaste della presenza del Che e le seppellirono dietro la scuola.

Preso da El Mundo

foto di Julia Cortez: César G. Calero

traduzione di Ida Garberi

Julia Cortez

Julia Cortez

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