Articoli su Bolivia

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The Washington Post: non c’è stata frode elettorale in Bolivia in ottobre del 2019

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The Washington Post ha pubblicato questo giovedì un’investigazione che conferma che non esistono evidenze di frode nelle elezioni del 20 ottobre 2019 in Bolivia: “La nostra investigazione non ha trovato nessuna ragione per sospettare una frode”. “Come specialisti in integrità elettorale, troviamo che l’evidenza statistica non appoggia la denuncia di frode nelle elezioni di ottobre in Bolivia”, affermano John Curiel e Jack Williams, esperti del Laboratorio di Scienza e Dati Elettorali del Massachusetts Institute of Technology (MIT), nell’articolo apparso nella sezione di politica del quotidiano statunitense.

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Cinque chiavi geopolitiche per pensare America Latina nel 2020

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Comincia il 2020 e si ravvivano le braci di un 2019 turbolento che è cominciato con un Venezuela sotto assedio, ed è terminato con un golpe di Stato contro il processo di cambiamento boliviano e con Evo Morales come rifugiato politico dei governi del Messico prima, ed Argentina dopo, tutto ciò mentre insurrezioni popolari sfidavano nuovamente il modello neoliberale ad Haiti, Honduras, Ecuador o Cile, alle quali si sommavano le grandi mobilitazioni contro il sistema politico in Colombia.

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Il governo de facto boliviano espelle l’ambasciatrice del Messico e diplomatici spagnoli

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Tensioni diplomatiche in Bolivia. Il governo ad interim espelle María Teresa Mercado, ambasciatrice del Messico, Cristina Borreguero, la console di Spagna e altri diplomatici, per aver dato rifugio a personalità vicine a Evo Morales. Il governo spagnolo che fino ad ora aveva mantenuto un atteggiamento di somma cautela, ha deciso di rispondere in reciprocità al gesto ostile del governo de facto della Bolivia con l’espulsione di tre funzionari dalla sua Ambasciata a Madrid che dovranno uscire dalla Spagna in 72 ore.

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Militari boliviani aggrediscono diplomatici spagnoli

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Forze della polizia e militari appostati all’entrata dell’ambasciata del Messico a La Paz hanno aggredito il console e l’incaricata d’affari dell’ambasciata della Spagna accreditati in Bolivia. I funzionari diplomatici spagnoli sono stati intercettati all’entrata dell’ambasciata messicana e si è saputo attraverso la denuncia realizzata nelle reti sociali dall’ambasciatrice messicana, Maria Teresa Mercado.

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Da Harvard a Cambridge. Oltre 100 esperti smentiscono ogni broglio elettorale in Bolivia

Bolivia

Evo Morales è il presidente legittimo. Il resto è narrazione golpista. “Chiediamo che le istituzioni e i processi democratici della Bolivia siano rispettati”. Recita così il manifesto firmato da oltre 100 esperti internazionali in economia e statistica, che fanno “un appello all’OSA affinché ritiri le sue dichiarazioni fuorvianti sulle elezioni, che hanno contribuito al conflitto politico e sono state una delle ‘giustificazioni’ più utilizzate per portare a compimento il colpo di Stato militare”.

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Autorità della sanità golpiste della Bolivia mentono qualificando come “danno” la cooperazione cubana

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Autorità golpiste della Bolivia mentono qualificando come “danno” la cooperazione di Cuba in questo paese, ha dichiarato questo venerdì il ministro di Salute Pubblica dell’Isola, Josè Angel Portal Miranda, nella rete sociale Twitter.

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Fidel: “Evo, alzati e cammina”

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“Conobbi Fidel in un incontro per l’autodeterminazione e la solidarietà tra i popoli, organizzato nel 1992 a L’Avana. Io non avevo denaro e con quello che ho risparmiato, ho potuto comprare solo un passaggio di andata. A Cochabamba, gli organizzatori boliviani mi hanno detto: “Spendi solo quello che hai, poi là ti restituiranno il denaro e ti daranno anche il tuo passaggio di ritorno.”

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Presentano relazione che rivela i piani per abbattere Evo Morales

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Il Centro Strategico Latinoamericano di Geopolitica ha pubblicato la relazione degli Stati Uniti e la costruzione del golpe contro Bolivia, dove si parla degli interessi relazionati con Washington, che hanno lavorato per abbattere l’ex presidente Evo Morales. Tra i temi che si abbordano in questa analisi si trovano perfino i mezzi di comunicazione boliviani, statunitensi ed europei che hanno denunciato la frode nelle elezioni generali del 20 ottobre, prima di terminare il conteggio, e dove accusavano Morales di essere un dittatore.

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I “punti verdi” che governano Bolivia

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Il 10 novembre, Evo Morales ha annunciato la sua rinuncia forzata alla presidenza del paese dopo che l’esercito gli “suggerisse” di andarsene. In seguito, il golpe di stato accadde e Morales si è esiliato in Messico mentre la senatrice oppositrice Jeanine Añez si è auto-proclamata presidentessa immaginaria in una sessione del Parlamento senza quorum. Il capo dell’esercito Williams Kaliman, si è incaricato di collocarle la banda presidenziale.

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Bolivia, il generale golpista Kaliman fugge negli USA con un milione di dollari

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Il generale golpista che chiese le dimissioni del Presidente Evo Morales, Williams Kaliman, è fuggito negli Stati Uniti con un milione di dollari dato dall’incaricato d’affari dell’ambasciata yankee in Bolivia. Appena 72 ore dopo il colpo di Stato Williams Kaliman se ne andava negli Stati Uniti senza sapere esattamente quale Stato l’avrebbe nascosto dopo aver preso un milione di dollari. Bruce Williamson, incaricato d’affari dell’ambasciata degli Stati Uniti a La Paz aveva consegnato un milione di dollari a ciascun capo militare e cinquecentomila a ciascun capo della polizia.