Articoli su Ernesto Che Guevara

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I sogni crocifissi?

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“Bisogna essere obiettivi”, proclamano alcuni, nel tentativo di ammainare le vele dei nostri sogni, forse per innalzare quelle dei loro privilegi. E questa sarebbe la peggiore profanazione contro Che Guevara, dopo tanti anni dal suo vigliacco assassinio e dall’arrivo dei suoi resti e di quelli dei suoi compagni a Santa Clara. Benché il momento ci persuade ad avere sufficiente senso pratico —quasi si potrebbe dire che perfino una certa dose di pragmatismo—non smette di spaventarci la intemperanza di un certo materialismo pedestre od oggettivismo sfrenato; come se riassestasse tra noi un’altra derivazione del realismo socialista, che si nasconde nelle carenze e nelle difficoltà materiali.

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In gran formato, il viso del Che Guevara a Napoli

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Un enorme murale col viso del Che Guevara si può apprezzare nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli. L’opera, una creazione dell’artista Jorit Agoch, ha come sopporti le pareti laterali di due edifici di dieci piani. Jorit, un artista dei graffiti originario di Napoli, ha impiegato 40 giorni per finire il murale che copre una superficie di 700 metri quadrati. Secondo lui, è il murale “più grande del mondo” che si è fatto sul Che Guevara.

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Contro il burocratismo

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La nostra Rivoluzione è stata, in essenza, il prodotto di un movimento guerrigliero che iniziò la lotta armata contro la tirannia e la cristallizzò nella presa del potere. I primi passi come Stato Rivoluzionario, come tutta la epoca primitiva della nostra gestione nel governo, erano fortemente impregnati degli elementi fondamentali della tattica guerrigliera come forma di amministrazione statale. Il “guerrillerismo” ripeteva l’esperienza della lotta armata delle catene montuose e nei campi di Cuba nelle distinte organizzazioni amministrative e di massa, e si traduceva nel fatto che solamente i grandi slogan rivoluzionari erano seguiti (e molte volte interpretati in maniere distinte) dagli organismi dell’amministrazione e della società in generale. La forma di risolvere i problemi concreti era soggetta al libero arbitrio di ognuno dei dirigenti.

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Perché la coscienza è tanto importante ?

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Le tradizioni che membri del Partito, dei sindacati, di diverse organizzazioni di massa, dirigano, orientino, si pronuncino ma molte volte non lavorino. E questo è qualcosa completamente negativo. Chi aspiri ad essere dirigente deve potere affrontare, o per meglio dire, esporsi al verdetto delle masse, ed avere fiducia di che è stato scelto come dirigente o che si propone come dirigente perché è il migliore tra i buoni, per il suo lavoro, il suo spirito di sacrificio, il suo costante atteggiamento di avanguardia in tutte le lotte che il proletariato deve realizzare tutti i giorni per la costruzione del socialismo.

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Pubblicheranno una nuova raccolta di aforismi e frasi del Che Guevara

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Una raccolta di aforismi e frasi espresse dal Che in discorsi e documenti è stata radunata in un testo, realizzato da un collettivo di autori del Complesso Scultoreo Ernesto Guevara e si trova in fase di revisione. Ismary Fernandez, specialista principale del centro storico, ha spiegato all’Agenzia Cubana di Notizie che il compendio si presenterà come parte del programma in omaggio al medico argentino-cubano nel 90º anniversario del suo compleanno, che si celebrerà il prossimo 14 giugno.

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Che Guevara- Tu y Todos

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Dal 6 dicembre 2017 alla Fabbrica del Vapore si apre “Che Guevara Tu y Todos”: un percorso espositivo – ideato e realizzato da Simmetrico Cultura, prodotto da ALMA, RTV Comercial de l’Avana e il Centro Studi Che Guevara de l’Avana – per raccontare un personaggio chiave della storia del ‘900, attraverso una ricca e inedita documentazione e con il supporto dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università IULM nella ricostruzione del contesto storico.

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Una ballata d’amore per Ernesto Che Guevara

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Il 14 giugno 1928, nasceva il guerrigliero dell’amore Ernesto “Che” Guevara, e quest’anno, avrebbe compiuto 89 anni. Però un assassinato a sangue freddo, per un ordine yankee, ce l’ha portato via da 50 anni, quando lui ne aveva solo 39 ed aveva ancora troppe cose da fare su questo pianeta dilaniato, inquinato ed indifferente. E’ che la sua assenza si fa ogni giorno più pesante, mentre questo mostro del fascismo che non riusciamo a sconfiggere tenta continuamente di insediarsi totalmente al potere per rubare, distruggere e privare della libertà sempre i più deboli, con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

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Atilio Borón: Il Che, mezzo secolo dopo

Le due citazioni in epigrafe che precedono questo lavoro riassumono in modo ammirevole il pensiero del Che. La prima è contenuta nel suo celebre diario scritto durante la guerriglia in Bolivia. Il secondo in un’intervista a Jean Daniel in Algeria. Entrambe delimitano i contorni del suo progetto politico, irriducibile alle forme sterili del marxismo sovietico imperante a quei tempi e alla ridefinizione in chiave economicista della gigantesca impresa di costruire l’uomo nuovo. È necessario ricordare questi approcci alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’assassinio di Che in Bolivia.

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La maestra che diede l’ultima cena al Che: “Tutto il mondo si innamorò di lui, alla fine”

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“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l’esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata.

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Camera dei Deputati della Bolivia propone consegnare medaglia “Che Guevara”

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La Camera dei Deputati della Bolivia approvò mercoledì, col voto maggioritario del MAS, la creazione dell’onorificenza Che Guevara e dichiarò patrimonio culturale i “beni materiali” della guerriglia diretta in questo paese andino tra il 1966 ed il 1967 dal rivoluzionario argentino cubano. Secondo il disegno legge 346 presentato dal vicepresidente del paese e titolare del Legislativo, Alvaro Garcia Linera., l’Onorificenza “Ernesto Guevara de La Serna ‘Il Che’”, sarà concessa alla cittadina o al cittadino nazionale o straniero, in merito ai suoi atti relazionati con la promozione dell’uguaglianza sociale e del socialismo, ed in maniera postuma ai suoi parenti.