Artículos de USA

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Fidel Castro, l’altro nome della dignità

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Ci sono uomini che attraversano i secoli e si iscrivono nell’eternità, poiché personifica principi. Massimiliano Robespierre, l’incorruttibile, l’apostolo dei poveri, dedicò la sua esistenza, breve ed intensa, a lottare per la libertà del genere umano, per l’uguaglianza di diritti per tutti i cittadini, per la fraternità fra tutti i popoli del mondo, suscitando l’odio feroce dei Termidoriani e dei loro eredi, che dura fino ad oggi. Fidel Castro, l’altro nome della dignità, prese le armi per rivendicare il diritto del suo popolo e di tutti i condannati della terra a scegliere il proprio destino, alimentando l’avversione delle forze retrograde di tutto il pianeta.

30 caccia F-35 con 60 bombe nucleari a Ghedi: l’Italia ancora più subordinata alla catena di comando del Pentagono

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Il ministero della Difesa ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando di progettazione (importo 2,5 milioni di euro) e costruzione (importo 60,7 milioni di euro) delle nuove infrastrutture per gli F-35: l’edificio a tre piani del comando con le sale operative e i simulatori di volo; l’hangar per la manutenzione dei caccia, 3460 metri quadri con un carroponte da 5 tonnellate, più altre strutture da 2800 m2; un magazzino da 1100 m2, con annesse una palazzina di due piani per uffici e la centrale tecnologica con cabina elettrica e vasche antincendio; 15 hangaretti da 440 m2 in cui saranno dislocati i caccia pronti al decollo.

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I bordelli del capitalismo

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I chiamati “paradisi fiscali” funzionano come bordelli del capitalismo. Lì si fanno gli affari torbidi che non possono essere confessati pubblicamente ma che sono indispensabili per il funzionamento del sistema. Come i bordelli nella società tradizionale. Appena si accumulano le denunce e le liste di personaggi ed aziende che hanno conti in quei luoghi, ci rendiamo conto del ruolo centrale e non affatto marginale che loro rappresentano nell’economia mondiale. “Non si tratta di ‘isole’ nel senso economico, bensì di una rete sistemica di territori che esulano dalle giurisdizioni nazionali, permettendo che l’insieme dei grandi flussi finanziari mondiali sfugga ai suoi obblighi fiscali, nascondendo le origini delle risorse o mascherando il loro destino”.

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L’assassinio di John F. Kennedy ed il complotto contro Cuba, 54 anni dopo

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Cinquantaquattro anni dopo, l’assassinio del presidente Kennedy non è stato chiarito e nulla è stato scoperto sui suoi assassini, diretti ed indiretti, nei rapporti che sono, periodicamente, resi pubblici dalle autorità USA; tuttavia, di tanto in tanto, si orchestrano campagne mediatiche che accusano Cuba di aver partecipato all’assassinio senza alcun fondamento, sospettosamente ogni volta che l’Amministrazione di turno indurisce la sua politica, aggressiva ed inumana, contro Cuba.

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Esperti: incongruenze nell’ipotesi degli attacchi acustici

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Con più di 330 interventi e un vasto consenso sulle incongruenze dell’ipotesi de un attacco acustico contro i diplomatici statunitensi in Cuba, è terminata la prima giornata del Forum online a cui hanno partecipato scienziati ed esperti di differenti settori scientifici. Il sito web della Rete Cubana della Scienza ha accolto il dibattito che continuerà oggi dalle 10:00 a.m. ora cubana. In accordo con la versione di Washington, il suo personale diplomatico a L’Avana ha presentato sintomi provocati da «attacchi sonici».

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ONU: 191 paesi votarono a favore di Cuba e contro il bloqueo, solo Israele ha appoggiato gli USA

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Un’altra volta, e sono già 26 volte consecutive, la comunità internazionale votò a favore di Cuba e contro il bloqueo. Nell’Assemblea delle Nazioni Unite conclusa oggi, Cuba presentò il progetto di risoluzione intitolato “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba” che è stato appoggiato da 191 nazioni delle 193 che integrano l’ONU. Solo gli stessi USA ed il suo più ferreo alleato in politica internazionale, Israele, votarono contrari.

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Una ballata d’amore per Ernesto Che Guevara

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Il 14 giugno 1928, nasceva il guerrigliero dell’amore Ernesto “Che” Guevara, e quest’anno, avrebbe compiuto 89 anni. Però un assassinato a sangue freddo, per un ordine yankee, ce l’ha portato via da 50 anni, quando lui ne aveva solo 39 ed aveva ancora troppe cose da fare su questo pianeta dilaniato, inquinato ed indifferente. E’ che la sua assenza si fa ogni giorno più pesante, mentre questo mostro del fascismo che non riusciamo a sconfiggere tenta continuamente di insediarsi totalmente al potere per rubare, distruggere e privare della libertà sempre i più deboli, con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

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La maestra che diede l’ultima cena al Che: “Tutto il mondo si innamorò di lui, alla fine”

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“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l’esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata.

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Bolivia: Cinque giorni di omaggio per Ernesto Che Guevara

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In commemorazione del 50º anniversario della morte di Ernesto Che Guevara, Bolivia annunciò che renderà cinque giorni di omaggi al Guerrigliero Eroico. Come informò questo lunedì il presidente Evo Morales, l’atto centrale si effettuerà il prossimo 9 ottobre nella località di Vallegrande (sud-est del paese), con la presenza dei vicepresidenti di Cuba e del Venezuela.

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Pechino: “La guerra nella penisola coreana non avrebbe vincitori”

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Commentando le dichiarazioni del ministro degli esteri nord-coreano, con Pyonyang che considera di aver subito una dichiarazione di guerra da parte di Washington, il governo cinese ha dichiarato questo martedì che “nessuno uscirebbe vincitore da uno scontro bellico nella penisola coreana.” Il portavoce del Ministero delle Relazioni esterne della Cina, Lu Kang, ha dichiarato che Pechino spera che i politici statunitensi e Nord-coreani possano capire che ricorrere a mezzi militari non sia una soluzione percorribile nella penisola. Lo riporta Reuters. Un conflitto armato si convertirebbe in “una tragedia per i paesi della regione”, ha precisato Lu Kang in conferenza stampa.