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Indipendenza cubana non sarà mai negoziata, reitera Bruno Rodriguez

BrunoRodriguezL’indipendenza cubana non sarà mai negoziata, meno sotto la pressione di un bloqueo genocida come quello applicato dagli Stati Uniti contro l’isola da più di 50 anni, affermò oggi qui il ministro di Relazioni Estere, Bruno Rodriguez.  

“Finché esiste il bloqueo ci sarà dibattito nelle Nazioni Unite, una risoluzione ed ovviamente una votazione. In modo che il nostro paese persisterà nel conquistare il diritto di dare a sé stesso il sistema politico che consideri giusto e continuare verso un’autodeterminazione senza nessun tipo di ingerenza esterna”, enfatizzò.

Durante la presentazione alla stampa di una relazione sulla necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba, il diplomatico reiterò che per avanzare nelle relazioni è necessario mettere fine a questa proibizione che, solo da aprile del 2015 ad aprile del 2016 causò “danni diretti all’economia per 4.680 milioni di dollari”.

Al rispetto, emerse che tra i settori più danneggiati si trova quello della salute, che soffrì danni per circa 82.723.876,18 dollari, cinque milioni in più rispetto al periodo compreso tra aprile del 2014 ed aprile del 2015.

Inoltre, ricordò che in mezzo secolo questi danni ammontano a 2.634,1 milioni di dollari coi quali avremmo potuto salvare migliaia di vite umane ed acquisire numerosi macchinari medici, medicine o per fomentare lo scambio accademico tra i medici di entrambe le nazioni.

Altre sfere danneggiate, aggregò, sono quella dell’educazione, dell’alimentazione, delle scienze, dello sport e della cultura.

“Cuba non blocca gli Stati Uniti, al contrario, invita le sue aziende a commerciare ed ad investire nell’isola, dove riceveranno un trattamento ugualitario, come quelli che sono offerti a tutte le compagnie nel resto del mondo”, sottolineò Rodríguez rispetto al rifiuto del governo statunitense affinché i suoi uomini d’affari si ubichino nell’isola.

Nonostante, ammise, che durante gli ultimi due anni si sono ottenuti alcuni sviluppi e che il presidente Barack Obama ha fatto uso delle prerogative esecutive che ha, ma ciò solo modifica in forma limitata alcuni elementi dell’applicazione dell’ingiusta politica, che lacera la società cubana.

“Siamo sicuri che l’eliminazione del bloqueo avrà risonanze immediate sulla nostra economia. Rimuoverà quello che è lo scoglio principale per il suo sviluppo, per i livelli di vita e di consumo della popolazione. Per questo motivo continueremo esigendo la sua totale eliminazione”, puntualizzò.

Il progetto di risoluzione sarà presentato il prossimo 26 ottobre nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove una relazione simile l’anno scorso ha ricevuto l’approvazione di 191 paesi.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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