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Correa chiede di unire le volontà in apertura del Vertice Celac-UE

Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha fatto un appello per unire le volontà per la costruzione di un mondo migliore da entrambi i lati dell’Atlantico, inaugurando oggi il Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici e l’Unione Europea.

Alcuni credono in una supposta mano invisibile per raggiungere l’efficienza, la giustizia e lo sviluppo. La storia ci dimostra che abbiamo bisogno di mani abbastanza visibili, di azione collettiva e della volontà esplicita delle società, ha detto Correa.

Il capo di Stato e presidente pro-tempore della Celac ha ricordato che il tipo di cooperazione che l’America latina oggi ha bisogno, non è oramai la scuola elementare, bensì la formazione di talento umano e scambio scientifico e tecnologico.

Dobbiamo pensare ad un trattato mondiale che permetta l’accesso alla conoscenza da parte dei paesi in via di sviluppo, ha detto.

Correa ha segnalato che la Celac lavorerà durante i prossimi cinque anni in cinque grandi assi, il primo dei quali è la riduzione della povertà estrema, che –ha segnalato – non è per mancanza di risorse, bensì per l’iniquità.

Il mandatario ecuadoriano ha considerato inconcepibile che mentre America Latina ed i Caraibi hanno depositato un miliardo di dollari delle loro risorse nel primo mondo, continuino a dipendere da prestiti dall’estero, investimento e cooperazione senza nessun impatto strutturale.

Per questo motivo la Celac lavora in una nuova architettura finanziaria regionale, ha detto.

Correa ha fatto riferimento anche ai problemi generati dal cambiamento climatico ed ha affermato che nella conferenza sul tema a Parigi deve esigersi l’adozione di un accordo vincolante, basato nel principio delle responsabilità comuni ma differenziate.

Un abitante dei paesi ricchi emette 38 volte più CO2 che uno dei paesi poveri, ha ricordato.

Il governante ha approfittato del suo discorso nel Vertice Celac-UE per celebrare il trionfo della dignità e sovranità del popolo cubano ed il processo di ristabilimento delle relazioni con gli Stati Uniti.

Nonostante, ha ricordato che rimane ancora da estirpare il condannato ed inumano bloqueo ed è necessario restituire a Cuba la base di Guantanamo.

Inoltre, Correa ha respinto ed ha esatto la derogatoria dell’ordine esecutivo emesso dal presidente nordamericano, Barack Obama, che impone sanzioni contro il Venezuela, per suppostamente costituire un pericolo alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Più di 40 capi di Stato e di Governo partecipano al Vertice di due giorni che ha tra i suoi obiettivi rinforzare l’alleanza bi-regionale.

da Prensa Latina

foto: Presidencia de Ecuador

traduzione di Ida Garberi

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