Articoli su Rafael Correa

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Rafael Correa a Roma: “In Ecuador c’è un colpo di stato. Non c’è più stato di diritto e ci sono prigionieri politici ma all’Europa non interessa”

Rafael Correa

“In Ecuador un anno fa ha vinto la Revolucion Ciudana grazie a 10 anni di nostri successi straordinari, ma alla guida del paese c’è oggi un traditore che applica il programma delle destre, distrugge tutte le nostre conquiste sociali e si macchia di arresti arbitrari. In Ecuador sono tornati i prigionieri politici”. L’ex Presidente dell’Ecuador e una delle figure più carismatiche della stagione d’oro del progressismo in America Latina, Rafael Correa era a Roma nella giornata di ieri, giovedì 17 maggio, per denunciare l’arresto anticostituzionale di Jorge Glas e per partecipare ad una cena di raccolta fondi per le spese legali del suo ultimo vice-presidente. “Gli danno del corrotto. Ma per le spese legali servono soldi. Lo hanno arrestato senza una prova. Dove sono i soldi? Per la difesa serve lo sforzo di tutti per questo sono qui, per una cena di raccolti di fondi”.

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Correa sul referendum in Ecuador: “Non ha validità. E’ un colpo di stato e Moreno andrebbe perseguito politicamente e giuridicamente”

Correa

Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. “Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l’ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! “

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«Trump? Una scimmia con il coltello». Rafael Correa sul presidente degli Stati Uniti

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«Trump è una disgrazia – denuncia il leader politico ecuadoriano – non capisce niente. È in carica da poco tempo (come presidente) ma già è uscito con la costruzione del muro al confine con il Messico, ha ritirato il suo paese dall’Accordo di Parigi, cancellato i progressi compiuti con Cuba per l’eliminazione del bloqueo. Si tratta di un tipo assolutamente pericoloso, una scimmia con il coltello, un tipo impreparato e molto elementare che sta dirigendo la più grande potenza della storia dell’umanità», queste le forti parole di Correa pronunciate ai microfoni della radio statale boliviana.

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Rafael Correa riceve titolo Dottore Honoris Causa dell’Università de L’Avana

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Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha ricevuto oggi qui il dottorato Honoris Causa in Scienze Economiche dell’Università de L’Avana, dalle mani del rettore di quell’istituzione, Gustavo Cobreiro. Nella cerimonia, alla quale ha assistito il primo vicepresidente cubano, Miguel Diaz-Canel, Cobreiro sottolineò la traiettoria politica ed accademica di Correa, e risaltò la sua vocazione “latinoamericanista ed integrazionista”, come la sua solidarietà permanente con Cuba ed amicizia col leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro.

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Gratitudine, parola chiave nella visita di Rafael Correa a Santiago di Cuba

Foto: Miguel Rubiera/ ACN

Gratitudine risultò essere la parola più pronunciata durante poco più di 12 ore che durò la visita a Santiago di Cuba del presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, iniziando il suo soggiorno ufficiale nel paese. Le espressioni di gratitudine sono state mutue, tanto del mandatario latinoamericano a questa terra eroica per la sua ispirazione e protagonismo nella Rivoluzione cubana, come degli abitanti di Santiago agli ecuadoriani per il loro aiuto solidale, dopo il passaggio dell’uragano Sandy in ottobre del 2012.

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Ecuador, ora zero

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L’ora arrivò: Lenin Moreno affronterà il banchiere Guillermo Lasso, in un’elezione che avrà ripercussioni regionali, indipendentemente dal risultato. Rafael Correa denunciò, molto tempo fa, prima degli analisti, politologi ed economisti della regione, il tentativo di “restaurazione conservatrice”, come lo chiamò acerbamente, che cominciava a svilupparsi in America Latina e nei Caraibi. Quindi arrivò Macri e Temer che dilapidarono il termine in pochi mesi di “nuova destra” col quale alcuni pretendevano abbellirli: svalutazione, licenziamenti e “tarifazos”, nel caso argentino, e privatizzazioni, ritagli all’investimento sociale e terziarizzazione imprenditoriale, nel caso brasiliano, conformarono il quadro di impoverimento sociale crescente in entrambi i paesi, lontano da qualunque gradualismo e vicino all’ortodossia economica che ha esatto sempre l’FMI e gli organismi multilaterali di credito sorti dopo Bretton Woods.

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Rafael Correa: “L’America latina deve rispondere con un discorso frontale davanti a Trump”

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L’America latina deve rispondere con un discorso “frontale” alle misure anti-migratorie del presidente statunitense Donald Trump, riaffermò il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, in un’intervista con la radio spagnola Cadena Ser. Il mandatario si trova in Spagna dal sabato nella cornice di un viaggio internazionale, uno degli ultimi prima di consegnare il potere in maggio, e lì riconobbe che “ancora manca un discorso consolidato e frontale per rispondere alle politiche di Trump”.

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Discorso di Rafael Correa in omaggio postumo a Fidel Castro

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Popoli della Nostra America e del mondo: Fidel è morto. Morì invincibile, solo l’inesorabile passo degli anni ha potuto sconfiggerlo. Morì lo stesso giorno in cui 60 anni prima, con 82 patrioti, partì dal Messico per fare storia. Morì facendo onore al suo nome: Fidel, degno di fede. La fede che ha depositato in lui il suo popolo e tutta la Patria Grande; fede che non è mai stata delusa, e peggio, tradita. Quelli che muoiono per la vita non possono chiamarsi morti. Fidel continuerà a vivere nei volti dei bambini che vanno a scuola, dei malati con le loro vite salvate, degli operai padroni del frutto del loro lavoro. La sua lotta continua nello sforzo di ogni giovane idealista deciso a cambiare il mondo.

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Presidente Correa firma petizione di Oxfam contro i paradisi fiscali

Rafael Correa

Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, firmò una petizione dell’organizzazione internazionale Oxfam per eliminare i paradisi fiscali, informò oggi il cancelliere del paese sud-americano, Guillaume Long. Come ha sottolineato il capo della diplomazia ecuadoriana nel suo account di Twitter, Correa è il primo capo di Stato che appoggia l’appello fatto da questa confederazione di entità umanitarie ai leader del mondo.

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Dubbi egoisti

Mentre il mandatario della nazione percorre le zone colpite dal sisma che causò più di 600 morti, contatta i disastrati, valuta i danni, adotta misure umanitarie di emergenza e progetta una ricostruzione necessaria, al settore privato dell’economia gli importa di più la sua propria tasca, in una prevedibile reazione egoista dovuta dalla circostanza.