Articoli su Rafael Correa

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Ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass si dichiara in sciopero della fame: “Questo è un grido al mondo”

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L’ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass, detenuto da ottobre del 2017, si è dichiarato in sciopero della fame per le condizioni in cui è stato privato della libertà ed il trasferimento della carcere al quale è stato sottomesso senza motivo. “Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro i leader progressisti in America latina”, afferma in un messaggio che riproduce Cubadebate.

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Ecuador, Rafael Correa: “Assange è già stato consegnato agli Stati Uniti”

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L’ex presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo.

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Antonio Ingroia in Ecuador come difensore di Correa nel processo Balda

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Martedì 18 settembre viene sospesa l’udienza preliminare per il caso Balda. L’ha disposto la giudice Daniella Camacho. La decisione è stata presa affinché le parti processuali abbiano più tempo per analizzare le prove presentate dalla Procura Generale per due dei sei imputati. All’udienza preliminare, realizzatasi presso la Corte Costituzionale di Quito, erano presenti gli avvocati internazionali che, in nome del Presidente Rafael Correa (uno dei sei imputati), assistono alle fasi processuali. Tra gli avvocati c’era anche l’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia che oggi esercita la professione di avvocato di diritto penale in varie città italiane.

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Rafael Correa denuncia la brutale guerra economica contro il Venezuela

Correa

L’ex presidente ecuadoriano è stato intervistato agli inizi di settembre dall’eurodeputato spagnolo e giornalista Javier Couso. Una conversazione che gli ha permesso di mettere in luce le conquiste del continente latinoamericano in materia economica e sociale. In un tornante cruciale per il futuro del Sudamerica.

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Rafael Correa a Roma: “In Ecuador c’è un colpo di stato. Non c’è più stato di diritto e ci sono prigionieri politici ma all’Europa non interessa”

Rafael Correa

“In Ecuador un anno fa ha vinto la Revolucion Ciudana grazie a 10 anni di nostri successi straordinari, ma alla guida del paese c’è oggi un traditore che applica il programma delle destre, distrugge tutte le nostre conquiste sociali e si macchia di arresti arbitrari. In Ecuador sono tornati i prigionieri politici”. L’ex Presidente dell’Ecuador e una delle figure più carismatiche della stagione d’oro del progressismo in America Latina, Rafael Correa era a Roma nella giornata di ieri, giovedì 17 maggio, per denunciare l’arresto anticostituzionale di Jorge Glas e per partecipare ad una cena di raccolta fondi per le spese legali del suo ultimo vice-presidente. “Gli danno del corrotto. Ma per le spese legali servono soldi. Lo hanno arrestato senza una prova. Dove sono i soldi? Per la difesa serve lo sforzo di tutti per questo sono qui, per una cena di raccolti di fondi”.

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Correa sul referendum in Ecuador: “Non ha validità. E’ un colpo di stato e Moreno andrebbe perseguito politicamente e giuridicamente”

Correa

Nonostante la sconfitta, Correa ha dichiarato che il voto ha mostrato che i suoi sostenitori mantengono un sostegno significativo. “Congratulazioni a tutti i nostri attivisti! Nessun movimento nella parte del si può ottenere il 36%. Raggiunto in un breve periodo di tempo e in una lotta così impari. La lotta continua. Non possiamo accettare di violare l’ordine costituzionale secondo lo stato di diritto. Sempre avanti alla vittoria! “

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«Trump? Una scimmia con il coltello». Rafael Correa sul presidente degli Stati Uniti

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«Trump è una disgrazia – denuncia il leader politico ecuadoriano – non capisce niente. È in carica da poco tempo (come presidente) ma già è uscito con la costruzione del muro al confine con il Messico, ha ritirato il suo paese dall’Accordo di Parigi, cancellato i progressi compiuti con Cuba per l’eliminazione del bloqueo. Si tratta di un tipo assolutamente pericoloso, una scimmia con il coltello, un tipo impreparato e molto elementare che sta dirigendo la più grande potenza della storia dell’umanità», queste le forti parole di Correa pronunciate ai microfoni della radio statale boliviana.

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Rafael Correa riceve titolo Dottore Honoris Causa dell’Università de L’Avana

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Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha ricevuto oggi qui il dottorato Honoris Causa in Scienze Economiche dell’Università de L’Avana, dalle mani del rettore di quell’istituzione, Gustavo Cobreiro. Nella cerimonia, alla quale ha assistito il primo vicepresidente cubano, Miguel Diaz-Canel, Cobreiro sottolineò la traiettoria politica ed accademica di Correa, e risaltò la sua vocazione “latinoamericanista ed integrazionista”, come la sua solidarietà permanente con Cuba ed amicizia col leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro.

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Gratitudine, parola chiave nella visita di Rafael Correa a Santiago di Cuba

Foto: Miguel Rubiera/ ACN

Gratitudine risultò essere la parola più pronunciata durante poco più di 12 ore che durò la visita a Santiago di Cuba del presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, iniziando il suo soggiorno ufficiale nel paese. Le espressioni di gratitudine sono state mutue, tanto del mandatario latinoamericano a questa terra eroica per la sua ispirazione e protagonismo nella Rivoluzione cubana, come degli abitanti di Santiago agli ecuadoriani per il loro aiuto solidale, dopo il passaggio dell’uragano Sandy in ottobre del 2012.

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Ecuador, ora zero

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L’ora arrivò: Lenin Moreno affronterà il banchiere Guillermo Lasso, in un’elezione che avrà ripercussioni regionali, indipendentemente dal risultato. Rafael Correa denunciò, molto tempo fa, prima degli analisti, politologi ed economisti della regione, il tentativo di “restaurazione conservatrice”, come lo chiamò acerbamente, che cominciava a svilupparsi in America Latina e nei Caraibi. Quindi arrivò Macri e Temer che dilapidarono il termine in pochi mesi di “nuova destra” col quale alcuni pretendevano abbellirli: svalutazione, licenziamenti e “tarifazos”, nel caso argentino, e privatizzazioni, ritagli all’investimento sociale e terziarizzazione imprenditoriale, nel caso brasiliano, conformarono il quadro di impoverimento sociale crescente in entrambi i paesi, lontano da qualunque gradualismo e vicino all’ortodossia economica che ha esatto sempre l’FMI e gli organismi multilaterali di credito sorti dopo Bretton Woods.