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Contributo impressionante di Cuba nella lotta contro l’Ebola, afferma The New York Times

Cuba offre quello che è necessario con urgenza maggiore nel combattimento contro l’Ebola: medici professionisti disposti a soddisfare i pazienti, ha sottolineato oggi un editoriale pubblicato nel quotidiano statunitense The New York Times.   

Con il titolo “L’impressionante contribuzione di Cuba nella lotta contro l’Ebola”, l’influente giornale spiega che il panico che ha generato l’epidemia attorno al mondo non ha prodotto una risposta adeguata da parte delle nazioni che hanno la capacità di appoggiare.

L’editoriale, pubblicato in inglese ed in spagnolo, reitera che circa 4450 persone sono morte per colpa dell’Ebola in Africa occidentale ed ha messo in allerta che la rapida espansione del virus, che si è diagnosticato già in alcuni casi negli Stati Uniti ed in Europa, potrebbe provocare presto una crisi mondiale.

La pubblicazione si dispiace che Washington, il principale contribuente finanziario alla lotta contro l’Ebola, non abbia vincoli diplomatici con L’Avana (rotti unilateralmente nel 1961), dato che Cuba potrebbe svolgere il lavoro più vitale.

Secondo il Time, per l’amministrazione del presidente Barack Obama, questo dilemma deve enfatizzare l’idea che i frutti di normalizzare la relazione con Cuba implicano molti più benefici che rischi.

Il quotidiano risalta che il Governo cubano ha abilitato 460 medici ed infermieri in quanto alle strette precauzioni che sono necessarie per curare i pazienti che soffrono un virus altamente contagioso e che un primo gruppo, conformato da 165 professionisti, è arrivato a Sierra Leone nei giorni scorsi.

Delimita che Cuba è un’isola povera e relativamente isolata (a causa del bloqueo finanziario, economico e commerciale imposto da più di 50 anni dai successivi governi della Casa Bianca).

Ed ha aggiunto che geograficamente l’isola è situata ad oltre sette mila chilometri dai paesi africani dove l’Ebola si sta diffondendo ad un ritmo allarmante.

Tuttavia, dovuto al suo compromesso di inviare centinaia di medici ed infermieri nel cuore della pandemia, Cuba potrebbe terminare svolgendo il ruolo più importante tra le nazioni che stanno lavorando per frenare la propagazione del virus.

Medici cubani hanno svolto il ruolo principale nella lotta contro il colera ad Haiti, dopo il terremoto del 2010, ricorda il Time, che pubblica l’articolo mentre comincia a L’Avana un Vertice straordinario di mandatari dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) per coordinare azioni contro l’Ebola.

Cuba –osserva l’editoriale – ha inviato medici ed infermieri a zone di disastro da decadi. Dopo l’uragano Katrina nel 2005, il Governo de L’Avana ha offerto di inviare squadre mediche per curare i feriti a New Orleans. Leader statunitensi hanno respinto questa offerta.

Il giornale cita il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Salute, Josè Luis Di Fabio, quando ha affermato che la squadra di professionisti cubani inviata in Africa include medici che hanno lavorato anteriormente nella regione, fatto che rende loro ancora più preziosi. Cuba conta su un personale di salute molto competente, ha detto Di Fabio.

The New York Times conclude che il Leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha pienamente ragione quando ha abbordato in un recente articolo la disposizione di Cuba a cooperare con gli Stati Uniti nella lotta contro l’Ebola, lasciando da parte le differenze.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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