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Correa: «L’Ecuador non chiederà a nessuno il permesso di vendere prodotti alimentari alla Russia»

Il presidente Rafael Correa ha dichiarato questo martedì che l’Ecuador non chiederà a nessuno il permesso di vendere prodotti alimentari alla Russia, nazione che ha imposto sanzioni commerciali agli Stati Uniti e all’Unione Europea per le azioni derivanti dal conflitto in Ucraina.

In riferimento al presunto disagio di alcuni settori dell’Unione Europea di fronte alla posizione dell’America Latina decisa a vendere prodotti alla Russia, riferito dal quotidiano spagnolo ‘El Pais’, il presidente dell’Ecuador ha sottolineato di non aver ricevuto finora alcuna comunicazione ufficiale.

«Speriamo di ricevere un reclamo ufficiale in maniera da inoltrare la relativa risposta, ma posso dire che non dobbiamo chiedere a nessuno il permesso di vendere cibo ai paesi amici. Per quanto ne sappiamo l’America Latina non fa parte dell’Unione europea», ha dichiarato il presidente ecuadoriano nel corso di un colloquio con i giornalisti nella città portuale di Guayaquil.

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di vietare o limitare per un anno le importazioni di prodotti agricoli, materie prime e prodotti alimentari provenienti da quei paesi che hanno sostenuto le sanzioni contro la Russia per il suo ruolo nel conflitto ucraino.

Questa situazione è valutata come un’opportunità per i paesi latino-americani che aspirano ad introdurre i loro prodotti, specialmente alimentari, nel mercato russo dove vi sono 140 milioni di consumatori.

da www.andes.info.ec

Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde

1 Comentario

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  1. Flavio Carnio / Basta

    Chiunque si opponga alle ingerenze eurostatunitensi, mettendo in discussione embarghi e risoluzioni simili, compie un atto di giustizia nei confronti del resto del mondo. Personalmente inviterei chiunque, nel proprio piccolo, a preferire acquisti e forme di commercio con paesi “non allineati”. Da parte mia ciò avviene già da tempo. Basta un po’ di attenzione. Non si rischia niente e, a livello alimentare, i paesi poveri offrono miglior prodotto a miglior prezzo.

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