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Giustizia cilena chiede investigare la morte della statunitense Ronni Moffit

Orlando Letelier e Ronni Moffitt furono assassinati quando la loro auto percorreva il viale Massachusetts a Washington D.C.

Orlando Letelier e Ronni Moffitt furono assassinati quando la loro auto percorreva il viale Massachusetts a Washington D.C.

La Corte di Appello di Santiago sollecitò oggi investigare la morte della statunitense Ronni Moffit, assassinata insieme all’ex cancelliere cileno Orlando Letelier a Washington nel 1976 in un attentato perpetrato da un commando della polizia segreta della dittatura di Augusto Pinochet.

Come informarono fonti giudiziali, la nona aula del tribunale revocò l’ordine di archiviazione del caso dettata dal giudice Mario Carroza che considerava che l’attentato era stato già giudicato dai tribunali cileni.

La sentenza della Corte di Appello precisò, tuttavia, che si investigò e giudicò la morte di Letelier ma non si è fatta la stessa cosa con Moffit, che era la sua aiutante personale.

Orlando Letelier è stato cancelliere e ministro della Difesa nel Governo di Salvador Allende (1970-1973) ed è il padre dell’attuale senatore socialista Juan Pablo Letelier.

L’ex cancelliere e la sua assistente statunitense sono stati assassinati il 21 settembre 1976 in un attentato esplosivo a pochi isolati della Casa Bianca, eseguito da un commando della Direzione di Intelligenza Nazionale (DINA), la polizia segreta del regime di Augusto Pinochet (1973-1990).

L’autore materiale dell’attentato è stato lo statunitense Michael Townley che si rifugiò nel sistema di protezione dei testimoni dopo confessare la sua partecipazione e disse che eseguiva ordini della cupola della DINA.

In maggio del 1995, la Corte Suprema cilena condannò a sette anni di carcere il capo della polizia segreta, il generale ritirato Manuel Contreras, ed a sette anni il suo luogotenente, Pedro Espinoza Bravo.

Benché abbiano compiuto già queste sentenze, ambedue seguono in prigione per altre condanne per violazioni ai diritti umani.

Il caso di Ronnie Moffit si trova tra le 726 cause per violazioni dei diritti umani che furono presentate in gennaio dell’anno scorso dalla fiscale Beatriz Pedrals davanti al giudice speciale Mario Carroza, nella sua qualità di rappresentante del Ministero Pubblico Giudiziale.

La polemica sostiene che il caso deve essere investigato in Cile perché l’attentato fu ideato da agenti di questo paese, benché fisicamente è accaduto all’estero e Moffit aveva la nazionalità statunitense.

Le cause presentate l’anno scorso dalla pubblico ministero corrispondono a casi di violazioni dei diritti umani successi durante la dittatura di Pinochet rispetto alle quali non si erano aperte prima azioni giudiziali.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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