Articoli su OSA

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The Washington Post: non c’è stata frode elettorale in Bolivia in ottobre del 2019

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The Washington Post ha pubblicato questo giovedì un’investigazione che conferma che non esistono evidenze di frode nelle elezioni del 20 ottobre 2019 in Bolivia: “La nostra investigazione non ha trovato nessuna ragione per sospettare una frode”. “Come specialisti in integrità elettorale, troviamo che l’evidenza statistica non appoggia la denuncia di frode nelle elezioni di ottobre in Bolivia”, affermano John Curiel e Jack Williams, esperti del Laboratorio di Scienza e Dati Elettorali del Massachusetts Institute of Technology (MIT), nell’articolo apparso nella sezione di politica del quotidiano statunitense.

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Da Harvard a Cambridge. Oltre 100 esperti smentiscono ogni broglio elettorale in Bolivia

Bolivia

Evo Morales è il presidente legittimo. Il resto è narrazione golpista. “Chiediamo che le istituzioni e i processi democratici della Bolivia siano rispettati”. Recita così il manifesto firmato da oltre 100 esperti internazionali in economia e statistica, che fanno “un appello all’OSA affinché ritiri le sue dichiarazioni fuorvianti sulle elezioni, che hanno contribuito al conflitto politico e sono state una delle ‘giustificazioni’ più utilizzate per portare a compimento il colpo di Stato militare”.

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Trump resuscita il TIAR

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Consumata la leadership del fantoccio Juan Guaidò e finita la tappa della macchinazione del golpe di Stato contro il governo costituzionale e legittimo di Nicolas Maduro, lo scorso 11 settembre l’amministrazione Trump ha deciso di iniziare una nuova fase della sua politica di cambiamento di regime in Venezuela, e con appoggio del Brasile ha usato Colombia per attivare il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) nell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

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Trump ed alleati riconoscono un “presidente” incostituzionale in Venezuela

Juan Guaidò

Poco dopo che oggi Juan Guaidò si è autoproclamato come il mandatario “interino” del Venezuela, la reazione statunitense non si è fatta aspettare e dopo pochi minuti, il presidente statunitense, Donald Trump, l’ha riconosciuto come il mandatario “legittimo” del paese. Nel comunicato, Trump afferma che userà “tutto il peso del potere economico e diplomatico degli USA per fare pressioni per una restaurazione della democrazia venezuelana” ed esalta affinché altri governi riconoscano il deputato oppositore.

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L’assassinio ed il Golpe Maestro

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Il fallito tentativo di assassinio contro il Presidente Nicolas Maduro e l’alto comando politico-militare chavista fa parte della flessibilità della guerra non convenzionale, ibrida o di IV generazione. E’ applicata dagli USA per ottenere il “cambio di regime” ed il cosiddetto golpe morbido contro i governi scomodi, come in Georgia, Ucraina, Brasile, Argentina ed ora Nicaragua, ognuno con le sue caratteristiche particolari. Parte di una concezione strategica e tattica che si adatta rapidamente, senza complicazioni burocratiche ed a basso costo, alle mutevoli condizioni del teatro di operazioni.

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Lottiamo!

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In questa frase si riassume la speranza viva del nostro popolo che non si arrende davanti alla complessa situazione che viviamo, siamo il popolo dell’ “Uomo delle difficoltà” come si chiamò lui stesso il nostro Padre Bolivar. In mezzo a questa guerra senza quartiere dell’Imperialismo e delle sue oligarchie lacchè, Venezuela è riuscita a vincere nell’ultima e ben preparata imboscata dell’OSA. Abbiamo avuto successo perché abbiamo dignità e prodezza, abbiamo vinto perché ci siamo guadagnati il rispetto dei paesi della Nostra America.

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Premi, provocazioni e idee fallite

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Almagro è più interessato al trambusto che al ritornare nella Maggiore delle Antille, un paese che conosce bene. Ma deve aver chiaro che né l’OSA, né alcuno dei suoi funzionari, tanto meno coloro che tradiscono i principi etici elementari, sono stati o saranno mai benvenuti nella Cuba rivoluzionaria di Fidel.

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Jorge Arreaza sarà il nuovo Cancelliere del Venezuela

Jorge Arreaza

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, nominò questo mercoledì Jorge Arreaza come ministro delle Relazioni Estere. “Arreaza è uno degli esperti più importanti e studiosi della politica internazionale ed inoltre è un gran compagno, che è stato testimone di queste epoche di lotta. Jorge Arreaza, che Dio ti protegga e tu protegga la nostra Patria, al combattimento della battaglia!”, precisò il mandatario durante il giuramento dei 537 costituenti eletti, nel Poliedro di Caracas.

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Venezuela consegna lettera di ritiro ad Almagro

Carmen Luisa Velásquez, ambasciatrice interina del Venezuela presso l'OSA, consegna a Luis Almagro la lettera di ritiro del Venezuela presso l'OSA. Washington D.C.. Foto: Juan Manuel Herrera/OSA

La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha consegnato, questo venerdì, al Segretariato Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) la denuncia della Carta dell’Organizzazione, nome dato alla procedura per iniziare, ufficialmente, il suo ritiro dall’istituzione, iter durerà 24 mesi. Così ha reso noto la rappresentante permanente del Venezuela all’OSA, Carmen Luisa Velásquez.

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Rappresentante del Venezuela presso l’OSA: “Arrivò il momento in cui dobbiamo andarcene”

Samuel Moncada

Samuel Moncada, rappresentante permanente del Venezuela presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), ha confermato oggi la decisione di iniziare il ritiro ufficiale del suo paese dall’organismo regionale. “Non ritorneremo mai più all’OSA, questo è un passo storico del Venezuela”, ha detto Moncada davanti alla stampa. Indicò che il suo paese fu un membro fondatore dell’OSA, ma “arrivò il momento in cui dobbiamo andarcene” per la difesa della sovranità e dell’indipendenza della nazione.