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L’attivazione del titolo III della legge Helms Burton contro cuba un anno dopo

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Esattamente un anno fa, il 2 maggio 2019, l’amministrazione statunitense di Donald Trump attivava il titolo III della legge Kelms Burton con cui gli statunitensi possono reclamare davanti ad un tribunale le loro proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione nel 1959.

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Fidel Castro: Rivoluzione è consapevolezza del momento storico, è cambiare tutto quanto deve essere cambiato

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Rivoluzione è consapevolezza del momento storico; è cambiare tutto quanto deve essere cambiato; è uguaglianza e libertà piene; vuol dire essere trattato e trattare gli altri come esseri umani; significa emanciparci noi stessi e con i propri sforzi; è sfidare potenti forze dominanti dentro e fuori l’ambito sociale e nazionale; è difendere i valori in cui si crede al prezzo di qualunque sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo; è lottare con audacia, intelligenza e realismo; è non mentire mai né violare principi etici; è convinzione profonda che non esiste forza al mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee. Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo che è la base del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo.

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Cosa ci aspetta dopo

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Nelle settimane scorse l’web abbondava di articoli e riflessioni sul fatto che dopo la fine della pandemia da corona virus il mondo sarebbe cambiato in meglio. Si ipotizzava una presa di coscienza collettiva sulla necessità di riformare o addirittura di cambiare modello economico. Riflessioni legittime ma, come ho già scritto, basate più sulla speranza che sulla realtà.

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Uno stato in esilio, il Saharawi, dove il deserto è il grande mare prosciugato (3)

Massimiliano Caligara (sx) e Claudio Cantù

Continuando il mio resoconto sulla “Missione 2020″ nei campi profughi saharawi in Algeria, in particolare ad Auserd, Rabuni, ma anche nei territori liberati, la mia voce nei campi, Federica Cresci, ha intervistato Massimiliano Caligara, presidente del Circolo Legambiente “Gli Amici del Lago-APS” e socio fondatore e consigliere di Città Visibili – ARCI, e Claudio Cantù (CISP, Comitato Italiano per lo Sviluppo dei Popoli e coordinatore progetti territori liberati della Rete di Solidarietà Italiana per il Popolo Saharawi) che hanno illustrato le iniziative che proseguono e ampliano il progetto “Acqua nel Deserto 2020”.

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Condannano cittadino cubano per aggredire con un’arma bianca un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria

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Il Tribunale Municipale Popolare di Quemado de Güines, provincia di Villa Clara, ha condannato ad otto anni di privazione di libertà un cittadino cubano che il 31 marzo ha tentato di aggredire con un arma bianca un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria e nell’atto ha ferito un altra ufficiale del Ministero dell’Interno.

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CORAGGIOSI: Celia, nipote del Che Guevara, in prima linea di battaglia contro COVID-19 a Cuba

Celia, la nipote del Che, è quella in azzurro

Da Facebook c’arrivano queste immagini di Celia, nipote di Ernesto Che Guevara e figlia di Aleida Guevara in piena battaglia contro COVID-19 in uno degli ospedali de L’Avana. “Semplicità e grandezza della Rivoluzione Cubana. Orgoglio di tutti”, dicono i suoi colleghi. Molti nel mondo conoscono la figura ed il pensiero del Che a partire dal trionfo della Rivoluzione cubana ed il lavoro encomiabile ed esemplare che ha svolto, ma a volte appare solo sfumato l’antecedente della sua vocazione intellettuale ed umanista che spiega, in parte, gli obiettivi che ha perseguito durante la sua vita.

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Cuba si scrive con S di solidarietà

I medici Cubani arrivano a Milano

Diceva il Che Guevara che la solidarietà è la tenerezza dei popoli. Questa frase non può essere più vera che nel caso di Cuba, il popolo più solidario del mondo. Un popolo, il cubano, che nonostante le difficoltà che attraversa una Rivoluzione che dura già da 61 anni, la maggior parte di questi resistendo ad un criminale bloqueo economico che impedisce di acquisire medicine, equipaggiamento e materie prime, ha in questo momento 22 brigate in 21 paesi del mondo.

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“Sacrificate i deboli!”

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Crescono le opinioni, in diversi paesi, a favore della riapertura economica e della flessibilizzazione, più o meno graduale, delle restrizioni legate alla pandemia. Ma allo stesso tempo crescono gli appelli di allerta dell’OMS e di prestigiosi scienziati circa le gravissime conseguenze dell’abbassamento della guardia e dell’anticipazione nel cantar vittoria contro un terribile nemico che mostra, ogni giorno, la sua forza e la sua aggressività. Trump non vuole sapere di avvertimenti specializzati, tanto meno dell’orrore incontrollato che mostrano le statistiche. È diventato un capo delle posizioni più aperte ed irresponsabili.

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Croniche da Torino: mentre passiamo ci guardiamo e sorridiamo

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La stampa italiana informa che oggi ci sono stati 534 morti di coronavirus, e che nel paese la cifra è arrivata a 24 648. Il totale di casi diagnosticati dal 21 febbraio, quando si è registrato il primo positivo è di 183 957. Nonostante, il Primo Ministro Giuseppe Conte ha annunciato nel Senato ed ha spiegato, la decisione di riaprire gradualmente il paese, a partire dal 4 maggio. La strategia include l’obbligatorietà dell’uso di mascherine e guanti, come il mantenimento della distanza sociale. Ha riconosciuto che si sono prodotte esplosioni incontrollate di contagi in residenze di anziani, ai quali sarà prestata maggiore attenzione ed ha annunciato l’inizio dello screening nelle case. A Torino questo si farà con l’appoggio della Brigata Medica Cubana.

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Così Cuba sta sconfiggendo il coronavirus

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Tra le nazioni che hanno sorprendentemente tenuto a bada (almeno fino a questo momento) la pandemia ce n’è una che spicca più delle altre: Cuba. Un po’ perché vedere il piccolo arcinemico degli Stati Uniti riuscire in un’impresa che la rivale superpotenza sta clamorosamente fallendo fa una certa impressione. E un po’ perché la Repubblica socialista sembra smentire le previsioni secondo cui i paesi meno ricchi sarebbero stati quelli più colpiti dall’epidemia. Nonostante le sanzioni e le derisioni statunitensi, la Repubblica socialista ha arginato l’epidemia e inviato medici in tutto il mondo.