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Fidel Castro: Dove ci porterebbe la nuova e insostenibile dottrina della NATO?

Discorso pronunciato dal Dott. Fidel Castro Ruz, Presidente della Repubblica di Cuba nella Prima Sessione di Lavoro del Vertice America Latina e Caraibi-Unione Europea di Capi di Stato e di Governo, Rio di Janeiro, Brasile, 28 giugno 1999.

C’è una questione politica di massima importanza sul nuovo concetto strategico della NATO che non posso tralasciare. Tratterò quattro aspetti.

Primo: che allo scopo di fomentare la pace e la stabilità in Europa ed in un ambito più ampio , gli alleati europei accrescono la loro capacità di azione, compreso l’aumento del loro potere militare.

Secondo: che la sicurezza della Alleanza continua sottoposta ad una ampia varietà di rischi militari. Tali rischi sono l’incertezza e l’instabilità nella regione euroatlantica e nei suoi dintorni, e la possibilità di crisi regionali nella periferia dell’Alleanza.

Terzo: che disporrà di un maggior numero di elementi di forza ai livelli di preparazione adeguati per realizzare operazioni prolungate sia all’interno che all’esterno del territorio dell’Alleanza.

Quarto: che risulta più probabile che le possibili minacce alla sicurezza dell’Alleanza, nonché la proliferazione delle armi di distruzione massiva e dei suoi vettori scaturiscano da conflitti regionali, etnici o da altre crisi, fuori il territorio dell’Alleanza.

Desidero fare tre brevissime riflessioni ed interrogazioni.

Primo: Vorremmo che ci fosse chiarito, se fosse possibile, se i paesi dell’America Latina e dei Caraibi sarebbero compresi o meno nella periferia euroatlantica definita dalla NATO.

Secondo: Dopo tanti dibattiti, l’Unione Europea ha appoggiato una dichiarazione di questo Vertice che dice: “…questa associazione strategica si basa sul pieno rispetto al diritto internazionale e sulle finalità e sui principi contenuti nella Carta delle Nazione Unite, sui principi di non intervento negli affari interni degli Stati, di rispetto alla sovranità, di uguaglianza tra gli Stati e di autodeterminazione.”

Significa ciò che gli Stati Uniti si impegnano anche a rispettare i principi contenuti in questa dichiarazione dei loro alleati? Quale sarà l’atteggiamento dell’Europa se gli Stati Uniti decidono per conto proprio di lanciare bombe e missili con qualsiasi pretesto su qualcuno dei paesi dell’America Latina e dei Caraibi riuniti qui?

Terzo: Tutto il mondo conosce che Israele, ad esempio, possiede centinaia di armi nucleari fabbricate con un determinato aiuto occidentale, fatto su cui si è mantenuto uno strano ed ermetico silenzio.

Significherebbe ciò che un giorno qualunque, la NATO, sulla base di quanto detto nel suddetto quarto paragrafo, in virtù di una proliferazione clandestina non soltanto di armi di distruzione massiva, ma anche di una produzione massiva di tali armi, potrebbe lanciare migliaia di bombe su Gerusalemme, Tel Aviv, su città israeliane e palestinesi, distruggere sistemi elettrici, industrie, autostrade e tutti i mezzi di vita essenziali di quei popoli, uccidendo direttamente decine di migliaia di cittadini innocenti e minacciando l’esistenza del resto della popolazione? Può essere questa la soluzione civile di simili problemi?

Si potrebbe assicurare che ciò non ci porterebbe ad un conflitto nucleare? Dove ci porterebbe la nuova e insostenibile dottrina della NATO?

Dopo aver espresso appena una minima idea su questo delicato argomento, non ho nient’altro da dire. Chiedo scuse.

Tante grazie (Applausi).

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