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In Siria non ci sono basi iraniane, tutti i morti sono soldati siriani

FadyAll’alba del 10 maggio, l’Esercito israeliano ha attaccato per cinque ore installazioni che suppongono essere delle forze iraniane e varie batterie di difesa antiaerea in Siria. Tuttavia da Damasco assicurano che le forze attaccate dall’Israele sono 100% siriane.  

Fady Marouf, giornalista siriano collaboratore di Prensa Latina a Damasco, ha rivelato a Sputnik che i bersagli attaccati da Israele all’alba erano tutti batterie di difesa siriane. “L’Iran non ha niente a che vedere”, ha assicurato.

Sono state cinque ore di intenso combattimento tra Siria ed Israele e sono state le forze israeliane che hanno cominciato, come sempre l’hanno fatto durante i sette anni di guerra in Siria, ha affermato Marouf.

In più di 15 occasioni, l’Esercito di Israele ha attaccato Siria dal 2011, soprattutto in posizioni militari, centri di investigazione scientifica ed altri luoghi strategici.

In questa occasione, da Tel Aviv sostengono che la forza iraniana Al Quds ha fatto vari spari dal territorio siriano contro le truppe israeliane che occupano le Alture del Golan in Siria.

“Oggi il pretesto sono supposti attacchi contro basi iraniane: in Siria non ci sono basi iraniane”. “Abbiamo solo assessori iraniani che aiutano l’Esercito siriano nella sua lotta contro i gruppi terroristici, tutti i morti sono soldati siriani ed anche i feriti”, ha assicurato il giornalista.

Il Ministero di Difesa della Russia ha informato che nell’attacco contro il territorio hanno partecipato 28 aeroplani israeliani F-15 e F-16 che hanno lanciato circa 60 missili per cinque ore. L’Esercito siriano ha confermato la distruzione del 75% di questi missili, benché alcuni abbiano raggiunto i loro bersagli ed hanno distrutto brigate di difesa antiaerea, un deposito di approvvigionamenti ed anche una stazione di radar, ha precisato l’intervistato.

Come ha spiegato Marouf, Siria non aggredisce Israele dalla guerra Araba-israeliana del 1973. Da allora le forze israeliane attaccano perché non vogliono un vicino con un Esercito forte. L’Israele ci teme, ha affermato.

Il giornalista ha raccontato a Sputnik che all’alba dell’attacco gli abitanti siriani di Damasco sono usciti sui balconi e sono stati testimoni di come la difesa antiaerea ha distrutto i missili israeliani, mentre i soldati israeliani erano terrorizzati nei rifugi, ha commentato.

“Siria è un paese che vuole la pace ma oggigiorno il popolo e l’Esercito siriani sono molto più forti dopo sette anni di guerra”. “Non siamo disposti a cedere un passo indietro”, ha concluso il giornalista.

Da Sputnik Mundo

traduzione di Ida Garberi

foto: Fady Marouf

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