Articoli su Iran

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Vladimir Putin a Teheran: “Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi preparano attacchi chimici a Idlib”

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“I terroristi nella provincia siriana di Idlib si preparano ad eseguire delle provocazioni, tra queste l’uso di armi chimiche”. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha seguito l’importante vertice di Teheran con Rohani e Erdogan sul futuro di Idlib e in generale quello della Siria. “Abbiamo prove inconfutabili che i terroristi stanno preparando provocazioni di questo tipo”, ha detto il leader russo.

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Perché Israele teme la presenza dell’Iran in Siria

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L’analista militare David Kenner, in un articolo pubblicato ieri sulla rivista statunitense ‘The Atlantic’, afferma che oggi Hezbollah, perno dell’Asse della Resistenza con Siria e Iran, ha più di 100.000 tra missili e razzi, e anche la possibilità di lanciarne 1.000 al giorno, al punto da sopraffare le difese anti-missile di Israele. Allo stesso modo, si mette in evidenza il fatto che i sistemi di difesa missilistica del regime israeliano specificamente il controverso sistema ‘Cupola di Ferro’ non è in grado di far fronte a un gran numero di razzi e missili.

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In Siria non ci sono basi iraniane, tutti i morti sono soldati siriani

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All’alba del 10 maggio, l’Esercito israeliano ha attaccato per cinque ore installazioni che suppongono essere delle forze iraniane e varie batterie di difesa antiaerea in Siria. Tuttavia da Damasco assicurano che le forze attaccate dall’Israele sono 100% siriane. Fady Marouf, giornalista siriano collaboratore di Prensa Latina a Damasco, ha rivelato a Sputnik che i bersagli attaccati da Israele all’alba erano tutti batterie di difesa siriane. “L’Iran non ha niente a che vedere”, ha assicurato.

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Fady Marouf: in Siria, nessuna famiglia si è salvata dalla guerra

Fady Marouf

“In Siria, su centomila famiglie, può essere che ce ne sia una sola che non abbia ferite della guerra, tutte hanno morti, feriti, sfollati. Qualcuna è dovuta emigrare 4 o 5 volte, fuggire da casa sua solamente con i vestiti che aveva addosso, per un attacco terroristico”. Chi mi sta trasmettendo queste verità terrificanti è Fady Marouf, un giornalista siriano, collaboratore dell’Agenzia di Notizie Prensa Latina, di Cuba, che è venuto sull’isola caraibica per ricevere la ben meritata Distinzione Felix Elmuza che concede l’Unione dei Giornalisti di Cuba. Fady è un uomo molto coraggioso, molto riconoscente verso Cuba, perché grazie alle borse di studio che l’isola concede agli studenti del suo paese ha potuto studiare qui a Santa Clara “Letteratura Spagnola”, dal 1997 fino al 2003, ed in seguito è ritornato in Siria per incorporarsi nel Ministero di Comunicazione.

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La favola geopolitica della “minaccia nucleare iraniana”

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Impressionati dalla verbosità poliglotta di Macron a Davos, i media francesi hanno accuratamente tenuto nascosto un fatto più importante: Donald Trump chiederà al Congresso 716 miliardi di dollari per il Pentagono in relazione al bilancio di esercizio 2019. Questo incremento del 7% rispetto al budget 2018 non servirà a rimpiazzare i Boutons de culotte (formaggi caprini, ndt). Stando a un documento confidenziale pubblicato dallo Huffington Post, il Pentagono considera la possibilità di una risposta atomica nel caso di “imponenti attacchi convenzionali”. Documento di orientamento strategico, il progetto di Nuclear Posture Review per il 2018 prevede dunque un ammodernamento dell’arsenale atomico, il cui costo viene valutato da un’agenzia federale, il Congressional Budget Office, in 1200 miliardi di dollari su 30 anni.

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Il capo del Mossad confessa di essere dietro le rivolte in Iran

Mossad

Il capo Mossad, Yossi Cohen, ha praticamente ammesso, ieri, la partecipazione del regime di Tel Aviv alle proteste in alcune città iraniane che si sono tenute le scorse settimane sulla situazione economica. Parlando in una sessione di lavori del Ministero dell’Economia del regime israeliano, il direttore del Mossad ha espresso il suo sostegno per gli atti di violenza che si sono verificati durante le manifestazioni di protesta in Iran. “Israele ha occhi, orecchie e anche di più” in Iran, ha affermato Cohen, aggiungendo che Israele “vorrebbe vedere una rivoluzione” nel paese persiano. Tali dichiarazioni sono state riportate dal quotidiano israeliano ‘Hareetz’.

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Qatar: abbiamo dato ospitalità ad un gruppo terrorista su richiesta degli Usa

Qatar

Un alto funzionario del governo del Qatar ha ammesso che il suo paese abbia dato ospitalità ad un gruppo terrorista su formale richiesta degli Stati Uniti. Mutlaq al-Qahtani, uno dei principali consiglieri anti-terrorismo del ministero degli esteri del Qatar, ha dichiarato ad Al Jazeera questa domenica che il Qatar ha ospitato i Talebani “su richiesta del governo degli Stati Uniti” e come “parte della politica della porta aperta del Qatar per facilitare le trattative, mediare e portare la pace”. Lo riporta Press Tv.

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Perfino Donald Trump vuole relazioni diplomatiche con Cuba

Donald Trump pensa che l’apertura con Cuba “sta bene”. L’eccentrico miliardario, famoso per i suoi reality shows e commenti xenofobi, pensa che “cinquanta anni sono sufficienti”, una dichiarazione che lo distanzia dalle sue abituali opinioni contro la politica estera di Barack Obama.

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USA minacciano con azione militare contro Iran, a dispetto dell’accordo di Vienna

Il segretario della Difesa nordamericano, Ashton Carter, ha minacciato di aggredire l’Iran se le autorità di questo paese non compieranno con l’accordo nucleare raggiunto col G5+1, integrato dagli Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina, Russia e Germania.

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Israele, Iran e la doppia morale di Washington

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Davanti al plenum dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ieri il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha detto che l’Iran sarà in condizioni di produrre un arma atomica a metà del prossimo anno ed ha fatto un appello alla comunità internazionale per dare un ultimatum a Teheran.