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Fidel Castro, l’altro nome della dignità

9.-En-la-Plaza-de-la-Revolución-1965-50-x-34-cm-Fidel-Castro-580x394Ci sono uomini che attraversano i secoli e si iscrivono nell’eternità, poiché personifica principi. Massimiliano Robespierre, l’incorruttibile, l’apostolo dei poveri, dedicò la sua esistenza, breve ed intensa, a lottare per la libertà del genere umano, per l’uguaglianza di diritti per tutti i cittadini, per la fraternità fra tutti i popoli del mondo, suscitando l’odio feroce dei Termidoriani e dei loro eredi, che dura fino ad oggi. Fidel Castro, l’altro nome della dignità, prese le armi per rivendicare il diritto del suo popolo e di tutti i condannati della terra a scegliere il proprio destino, alimentando l’avversione delle forze retrograde di tutto il pianeta.

Cortile degli USA, per sei decenni, Cuba era costantemente umiliata nella sua aspirazione alla sovranità. Nonostante le tre guerre d’indipendenza ed i sacrifici del popolo di José Martí, eroe nazionale e padre spirituale di Fidel Castro, l’isola caraibica soffrì il giogo oppressore del potente vicino, ansioso di stabilire il proprio dominio nella regione. Occupata militarmente e poi trasformata in repubblica neocoloniale, Cuba vide i governi dell’epoca costretti a piegarsi agli ordini di Washington. Il popolo cubano, orgoglioso e coraggioso, sopportava affronto dopo affronto. Nel 1920, il presidente Woodrow Wilson inviò il generale Enoch H. Crowder all’Avana dopo la crisi politica e finanziaria che colpiva il paese e neppure si degnò di informare il presidente cubano Manuel García Menocal. Questi espresse la sua sorpresa alla sua controparte USA. La risposta di Washington fu umiliante: “Il Presidente degli Stati Uniti non ritiene necessario ottenere la previa autorizzazione del Presidente di Cuba per inviare un rappresentante speciale”. Tale era la Cuba prerivoluzionaria.

Profondamente ferito nel suo desiderio di libertà, il popolo cubano accolse il trionfo della Rivoluzione cubana di Fidel Castro, nel 1959, come il culmine di una lunga lotta che ebbe inizio nel 1868, durante la Prima Guerra d’Indipendenza. Architetto della sovranità nazionale, Fidel Castro rivendicò, armi in mano, il diritto inalienabile del suo popolo all’autodeterminazione. Nel rompere le catene egemoniche imposte da Washington, Fidel Castro ha fatto di una piccola isola caraibica una potenza morale ammirata e rispettata dai popoli del Sud per la sua indefettibile volontà di scegliere la propria strada. Divenne anche il simbolo della resistenza all’oppressione e della speranza degli umiliati ad una vita decente, celebrato per il suo costante coraggio di fronte alle avversità e per la sua fedeltà ai principi.

Nonostante le risorse estremamente limitate ed un implacabile stato di assedio imposto dagli USA per oltre mezzo secolo, Fidel Castro ha fatto di Cuba un modello per le nazioni del Terzo Mondo, universalizzando l’accesso all’istruzione, salute, cultura, sport e ricreazione. Ha dimostrato agli occhi del mondo che era possibile stabilire un efficiente sistema di protezione sociale per l’intera popolazione e porre l’essere umano al centro del progetto della società, nonostante i limiti materiali e la perniciosa ostilità di Washington. Cuba è oggi, in questo senso,  un riferimento mondiale e dimostra che è possibile porre le categorie più vulnerabili al centro del processo di liberazione.

“Patria è umanità”, diceva José Martí. Fidel Castro, oltre a difendere il diritto del suo popolo a vivere in piedi, mostrò la sua vocazione di internazionalista solidario fornendo il generoso concorso di Cuba a tutte le nobili cause dell’emancipazione umana, contribuendo in modo determinante all’indipendenza del Sud Africa ed a combattere il regime segregazionista dell’apartheid. L’indimenticabile Nelson Mandela avrebbe sintetizzato questa solidarietà senza tentennamenti dei cubani in una riflessione: “quale altro paese potrebbe rivendicare più altruismo di quello che Cuba ha applicato nei suoi rapporti con l’Africa?”

Ancora oggi Cuba è assediata da Washington e, nonostante una situazione economica difficile, continua a fornire il suo aiuto in materia di istruzione, sanità ed assistenza tecnica ai paesi del Sud, inviando decine di migliaia di medici, insegnanti, ingegneri e tecnici.

Fidel Castro, l’altro nome della dignità, rimarrà nella storia come l’eroe dei diseredati, colui che difese il diritto del popolo ad una vita onorevole, colui che fece della sovranità di Cuba una realtà irrinunciabile, colui che espresse  solidarietà, in tutti i momenti, con gli oppressi. Odiato dai potenti del suo tempo -come Massimiliano Robespierre- per osare proporre una più equa distribuzione della ricchezza; la storia gli renderà l’omaggio che meritano i grandi uomini che si indignarono contro le ingiustizie e che lottarono, senza tregua, per difendere il destino degli umili.

(Originale in inglese su The Huffington Post)

di Salim Lamrani

traduzione di Francesco Monterisi

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