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Siria denuncia minacce di aggressione da parte degli Stati Uniti

MinisteriodelExteriorsirioIl Ministero siriano degli Esteri e degli Espatriati denuncia oggi che la campagna di disinformazione fatta dagli Stati Uniti sulle intenzioni del governo siriano per lanciare un attacco chimico, non ha nessun fondamento.  

Tale manipolazione mediatica non si basa su nessun dato o giustificazione, precisa un comunicato al riguardo e denuncia che le minacce di aggressione di Washington fanno gioco e sono utili ai gruppi terroristici.

In realtà, “l’obiettivo di queste denunce è giustificare una nuova aggressione contro Siria sotto pretesti deboli come è accaduto nell’attacco contro l’aeroporto di Shayrat, e per occultare i bombardamenti della coalizione internazionale diretta dagli Stati Uniti e che hanno causato la morte di migliaia di civili siriani innocenti”.

“Siria reitera che ha distrutto interamente il suo programma chimico in maniera irrevocabile e ciò è confermato dalle organizzazioni internazionali pertinenti, ed assicura che non dispone di nessun tipo di armi chimiche e condanna il loro uso in qualsiasi luogo, per qualunque proposito e sotto qualunque pretesto”, afferma il comunicato.

Tanto Siria come Russia, Iran ed altri paesi hanno chiesto un’investigazione immediata dopo l’aggressione statunitense a Shayrat, ma il governo degli Stati Uniti e quelli “che fanno parte della loro sudditanza si rifiutarono di portare a termine questa investigazione”.

D’accordo con diverse denunce e mezzi di comunicazione, gli Stati Uniti diffondono che il governo siriano prepara attacchi chimici in aree della provincia di Idleb, dove secondo loro ci sarebbe già stata un’azione simile mai provata fino ad oggi.

Fonti militari e di intelligenza a Damasco ed in Russia, soprattutto, segnalano che l’ex Fronte Al Nusra – una supposta filiale di Al Qaeda in territorio siriano – non è mai stato oggetto di attacchi da parte degli Stati Uniti e della coalizione che dirige ed al contrario riceve un evidente e dimostrato appoggio del regime sionista di Israele.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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