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Il terrorismo è uno strumento dell’Occidente, affermò presidente siriano

Bashard-alassadIl terrorismo è uno strumento al servizio delle potenze occidentali, affermò il presidente siriano Bashar al Assad in un’intervista alla televisione bielorussa divulgata oggi a Damasco.  

“Applicano la stessa mentalità nazista della supremazia, cioè trasformare gli stati ed i popoli in schiavi servili e controllarli materialmente e moralmente, pertanto il terrorismo è un semplice strumento ed un sottoprodotto”, precisò.

In questo senso, indicò, bloccano quelli che si oppongono e demonizzano i loro dirigenti e citò come esempio gli attacchi contro i presidenti Alexander Lukashenko e Vladimir Putin, di Bielorussia e Russia, rispettivamente.

Durante l’intervista, Al Assad sottolineò che il popolo siriano è patriottico e per questo motivo ha potuto resistere ai piani occidentali di seminare il settarismo e la divisione.

Il mandatario reiterò le denunce sulle provocazioni montate nel caso del presunto attacco chimico nella provincia siriana di Idleb ed al riguardo segnalò il rifiuto dell’Organizzazione di Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ) ad un’investigazione ampia e profonda proposta da Russia e da Iran.

Sui gruppi terroristi come l’ex Fronte al Nusra e l’Isis, reiterò che si rifugiano in una dottrina che agevolano Turchia, Arabia Saudita e Qatar, col pieno appoggio degli Stati Uniti.

In questo senso, puntualizzò “non dico Occidente perché l’Europa occidentale non esiste praticamente nella mappa politica. L’Europa esegue quello che le ordinano gli Stati Uniti e lei obbedisce senza nessuna obiezione”.

Il mandatario siriano disse che l’iniziativa di Astanà è stata differente da gli altri dialoghi di pace, perché si realizzò sotto il patrocinio della Russia, e dopo Iran come garante per il Governo siriano, e Turchia come garante dei terroristi ed aggiunse che questa ultima iniziativa ha cominciato a dare risultati mediante un accordo di cessate il fuoco e la creazione di quattro zone di distensione. Spiegò che gli obiettivi di queste zone sono proteggere i civili e dare opportunità ai gruppi armati che vogliono riconciliarsi con lo Stato, come fermare lo spargimento di sangue fino all’adozione di passi politici definitivi.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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