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Rappresentante del Venezuela presso l’OSA: “Arrivò il momento in cui dobbiamo andarcene”

Samuel Moncada

Samuel Moncada

Samuel Moncada, rappresentante permanente del Venezuela presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), ha confermato oggi la decisione di iniziare il ritiro ufficiale del suo paese dall’organismo regionale.

“Non ritorneremo mai più all’OSA, questo è un passo storico del Venezuela”, ha detto Moncada davanti alla stampa. Indicò che il suo paese fu un membro fondatore dell’OSA, ma “arrivò il momento in cui dobbiamo andarcene” per la difesa della sovranità e dell’indipendenza della nazione.

Moncada spiegò che Venezuela si ritira “perché stanno violando il nostro diritto, la nostra sovranità, la nostra Costituzione ed il principio sacro dell’OSA”.

L’OSA da impulso ad una battaglia ideologica e programmatica contro Venezuela per applicargli la chiamata Carta Democratica, imporre sanzioni e separarla dall’organizzazione. La persistenza di questa politica interventista portò il Governo venezuelano ad annunciare l’inizio di un procedimento che durerà 24 mesi per ritirarsi definitivamente dal blocco.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, decise di iniziare il processo per ritirarsi dall’OSA, dopo che questo organismo abbia convocato ad una riunione dei cancellieri per discutere temi interni del suo paese senza notificare nulla al paese sud-americano. Un’azione reietta per violare la sua sovranità e perché cerca un intervento straniero in quella nazione.

Il primo passo del processo di ritiro è consegnare la denuncia alla Carta dell’OSA mediante l’invio di una missiva alla Segreteria Generale, che dovrà rinviarla ad ognuno dei paesi membri. L’uscita dall’organismo si completerà in 24 mesi.

La decisione di ritirarsi dall’OSA è stata appoggiata dal popolo venezuelano, dai governi latinoamericani ed organismi internazionali come l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America – Trattato di Commercio dei Popoli (Alba-TCP).

Il Governo del Venezuela ringraziò per l’appoggio dei paesi che si preoccupano per la situazione politica ed economica nella nazione, ma respinse che si cerchi di imporre una tutela obbligatoria da parte di Washington per “risolvere” i temi interni dei venezuelani. Per ciò, convocò per il 2 maggio una riunione della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) per parlare dei problemi del paese in un ambiente che non promuova l’aggressione, il golpe di Stato e l’interventismo.

(Preso da TeleSur)

traduzione di Ida Garberi

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