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Analizziamo a fondo il concetto di Rivoluzione di Fidel, per trasformarlo in guida per l’azione

Fidel Castro nel gennaio del 1959. Foto: Archivo de Asuntos Históricos del Consejo de Estado

Fidel Castro nel gennaio del 1959. Foto: Archivio de Asuntos Históricos del Consejo de Estado

Affinché un buon concetto o precetto non si trasformi in lettera morta, o solo in reiterazione formalista, è necessario penetrare nelle sue essenze e trasformarlo in guida per l’azione. Alcuni anni fa realizzai un’esperienza con un gruppo di più di 120 giovani che si preparavano per integrare una brigata di cambiamento, come riserva di dirigenti di base di un’importante organizzazione. Discutemmo a fondo questo rilevante concetto dato da Fidel, credo che ho imparato più di quello che insegnai in dialogo vivo e pieno di sincerità. Propongo che tra tutti pensiamo a questo concetto per fare meglio le cose.  

La parola rivoluzione, in minuscola, non rappresenta un fatto storico consumato, è un processo in cui un gruppo di esseri umani che possono arrivare ad essere il gruppo invincibile integrato per la maggioranza di un popolo, si propone di raggiungere grandi obiettivi o mete.

Alcuni di quei giovani pensavano che Fidel stava definendo la nostra Rivoluzione. Questa definizione oltrepassa le nostre frontiere.

Rivoluzione è senso del momento storico;

Per giungere a conclusioni consistenti è imprescindibile stimare le circostanze e realtà che stanno succedendo a Cuba e nel mondo, i pericoli e le opportunità, quello che gli uomini e donne senza eccezione, pensano e fanno, desiderano o respingono; questo è avere senso del momento storico.

è cambiare tutto quello che deve essere cambiato;

Dobbiamo partire dal principio che l’unica cosa permanente è il cambiamento; cambiamento in primo luogo della mentalità che è la cosa più difficile da cambiare; cambiare per migliorare, benché non sempre i cambiamenti abbiano conclusioni felici, ma la migliore maniera di andare verso l’involuzione è l’immobilismo, la paura del cambiamento. Non a caso ha detto “tutto”, cioè evitare di rimanere in cambiamenti parziali o incompleti che alla fine sono sempre la stessa cosa. Dicendo “si deve”, ci mette in allerta che cambiare per cambiare, non è il proposito.

è uguaglianza e libertà piene;

Uguaglianza intesa nel senso che tutti abbiano le stesse opportunità di svilupparsi; libertà come coscienza della necessità, come il valore più pregiato di ogni essere umano. Ma non uguaglianza né libertà a metà, bensì piene, cioè in maniera profonda e conseguente.

è essere trattato e trattare gli altri come esseri umani;

Considero che è uno dei precetti di maggiore portata, poiché è l’essere umano l’oggetto e l’individuo di qualunque opera che ci proponiamo di realizzare. È certo che la complessità della natura umana, la sua diversità bio-psico-sociale, porta in occasioni a comportamenti inimmaginabili o incomprensibili.

è emanciparci da soli e con i nostri propri sforzi;

L’emancipazione l’interpreto in tutta la sua portata libertaria, indipendentista, come esseri umani e come nazione. Ma la seconda parte è essenziale, poiché sappiamo che quello che ci regalano non rappresenta la formazione cosciente né la soluzione duratura.

è sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale;

Una delimitazione molto importante per quello che dobbiamo lottare, tanto nell’ambito della natura, senza aggredirla ovviamente, come nella vita in società. Con una messa a fuoco non solo nazionale, poiché oggigiorno è impossibile evitare la globalizzazione. Sono sicuro che qui Fidel assume l’importanza della scienza e della tecnologia per combattere con queste poderose forze dominanti.

è difendere valori nei quali si crede al prezzo di qualunque sacrificio;

E’ sottointeso che si tratta di valori etici e morali. È forte l’espressione “al prezzo di qualunque sacrificio”, ma la considero molto importante, poiché sappiamo che alcuni mettono un prezzo a proposte indegne per vivere più comodi, per evitare di sacrificarsi. Il nostro Josè Martì ed il Che Guevara, sono esempi principali di questo precetto.

è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo;

Questi valori umani hanno un significato speciale. La modestia è senza discussione una virtù importante, ma deve essere vera, non la falsa modestia molto abbondante che nasconde incapacità e mancanza di volontà, per non lasciarsi vincere davanti alle difficoltà. Il disinteresse ha significati diversi, l’interpretazione contestuale indica che la persona non deve agire per ricevere donazioni bensì per sentire la soddisfazione del dovere compiuto. Ho preferito sempre evitare questo termine, poiché l’attuazione onesta non è incompatibile con l’interesse che dobbiamo mettere nel compito che  assumiamo. L’altruismo esclude il concetto dell’interesse negativo, è come il caso del colesterolo, ce ne sono uno buono ed un altro cattivo; l’altruismo porta una forte carica di generosità. La solidarietà è una dei valori che abbiamo praticato di più e che molti altri hanno praticato con noi. L’eroismo come sinonimo di prodezza, lancio, audacia, in certe occasioni diventa imprescindibile per convertire l’impossibile in possibile; l’eroismo circostanziale è il più riconosciuto, ma l’eroismo di ogni giorno è quello che ci renderà trionfatori.

è lottare con audacia, intelligenza e realismo;

La lotta è inerente alle aspirazioni di ogni essere umano; completandola, Fidel utilizza tre parole che non devono separarsi. L’audacia senza realismo normalmente conduce all’ottimismo fatuo; senza intelligenza i problemi sono risolti in apparenza, l’intelligenza naturale e coltivata è garanzia di progresso e di crescita umana.

è non mentire mai né violare principi etici;

Un altro dei precetti forti, di elevato carico ontologico ed assiologico. “Mai”, parola molto esigente, ma come ho detto in un’occasione, Fidel non è progettato per occultare la verità al popolo; sta essendo conseguente col suo comportamento di sempre. Affinché questo precetto fornisca buoni risultati, è necessario sapere con chiarezza che cosa è un principio etico e che cosa non lo è. Non ammette discussione sul fatto che la violazione di principi etici, davvero condivisi, iniziano una decadenza umana molto dannosa.

è convinzione profonda che non esiste forza nel mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee.

Un precetto profondamente martiano. “Un’idea giusta dal fondo di una grotta, ha più potere di un esercito”. “La parola è per dire la verità, non per occultarla”. Oggi più che mai riscuote importanza questo precetto fidelista in cui la battaglia di idee non può relegarsi ad un secondo piano rispetto alla battaglia economica; devono camminare assieme ed in totale sinergia.

Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo, che è la base del nostro patriottismo, il nostro socialismo ed il nostro internazionalismo.

Questo paragrafo finale riassume e risalta aspetti trascendentali di ieri, di oggi e di domani. Ritorna ad un’essenza martiana. “Patria è umanità”. Unità che interpreto con la messa a fuoco di Raul che combatte la falsa unanimità, fatto che tarla l’unità e la rende vulnerabile.

Quasi finendo, ritorno all’egregio Eusebio Leal che scrisse nel 2010 e cito: “Quando rilessi queste parole vidi che molti si fermano al concetto che bisogna cambiare tutto quello che sia necessario da cambiare, ma c’è un concetto che è un po’ più criptico ed enigmatico: “bisogna affrontare poderose forze esterne ed interne”. Quali erano le interne? Quelli che ci sono con la testa, ma non col cuore. Un giorno le domandava un deputato al dottore Raul Roa nell’Assemblea: “che cosa vuole dire secondo lei, dottore, quando dice di ‘essere concorde ‘?” “Essere concorde vuole dire ‘stare col cuore’. Viene dal latino ‘corde’, e vuole dire concorde, vuole dire fraternità. Ma vuole anche dire compromesso.

Come si può vedere, non si tratta di un’analisi esaustiva, né fatta da un cattedratico, con un concetto tanto comprensivo e profondo; altri potrebbero scrivere qualcosa con più valore, ma la mia intenzione principale è stata sollevare il dibattito affinché questi pensieri non siano una lettera morta, e si trasformino in guida per l’azione cosciente, creativa e tenace di tutti i cubani.

di Nestor del Prado, da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

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