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Presidente Correa firma petizione di Oxfam contro i paradisi fiscali

Rafael Correa

Rafael Correa

Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, firmò una petizione dell’organizzazione internazionale Oxfam per eliminare i paradisi fiscali, informò oggi il cancelliere del paese sud-americano, Guillaume Long.  

Come ha sottolineato il capo della diplomazia ecuadoriana nel suo account di Twitter, Correa è il primo capo di Stato che appoggia l’appello fatto da questa confederazione di entità umanitarie ai leader del mondo.

“@mashirafael, primo capo di Stato a firmare lettera @Oxfam contro paradisi fiscali, insieme a centinaia di economisti”, scrisse Long in twitter, dove collocò anche un link alla pagina ufficiale di Oxfam.

D’accordo con l’organizzazione internazionale, tra le 355 personalità di diverse parti del mondo che espressero già il loro appoggio all’iniziativa si aggiungono l’insegnante di Economia Latinoamericana dell’Università di Tulane Nora Lustig e Josè Antonio Ocampo, ex ministro delle Finanze della Colombia ed attuale presidente della Commissione Indipendente per la Riforma delle Finanze Internazionali delle Corporazioni.

Oxfam assicura inoltre che Correa, economista di professione, si compromise a dirigere i cambiamenti necessari nel suo governo per eliminare i paradisi fiscali, ed in questo senso annunciò che solleciterà che il tema sia compreso nell’agenda dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Dobbiamo creare un’istituzionalità mondiale che elimini i paradisi fiscali, nella quale il capitale non ha viso né responsabilità. Sollecitiamo che si aggiunga questo tema fondamentale nell’agenda dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Coordineremo coi paesi del G77 per proibire i paradisi fiscali, dichiarò il governante ecuadoriano, citato dall’organizzazione internazionale.

Secondo il leader ecuadoriano, può essere che sia legale investire le ricchezze personali nelle chiamate imprese offshore, ma senza dubbio è qualcosa di immorale.

da Prensa Latina

tradotto da Ida Garberi

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