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Sembra che sia Allen Dulles, ex capo della CIA, il responsabile dell’assassinio di Kennedy

JFK in questa foto è con l'uomo che decise la sua sorte? Foto: Corbis/Bettmann

JFK in questa foto è con l’uomo che decise la sua sorte? Foto: Corbis/Bettmann

L’assassinio di JFK è, probabilmente, il gran enigma del XX secolo, una domanda risposta a metà, che più di 50 anni dopo continua a dare luogo a tonnellate di letteratura sul tema. Non c’è personalità politica di quello che in un momento od in un altro non sia stato protagonista di una teoria sulla cospirazione. Una nuova pubblicazione di David Talbot, uno dei grandi specialisti sul tema ed autore di “La cospirazione” (Critica), ha appena suggerito il possibile autore intellettuale del complotto: Allen Dulles.  

Dulles, il direttore della CIA tra 1953 e 1961, fu forzato a dimettersi dopo il fiasco della Baia dei Porci, e fece anche parte della Commissione Warren. Talbot ha buone ragioni per suggerire la colpevolezza di Dulles. Era un uomo poderoso che diffidava di JFK, con chi desiderava saldare i conti, e così, Talbot gli ha appena dedicato un voluminoso libro (come tutti i suoi, di 704 pagine). E si sa già che essere l’assassino di Kennedy vende più che essere il tipo che realizzò esperimenti con droghe nel progetto MK Ultra.

Talbot dichiarò già in un’intervista con El Confidencial che “Robert Kennedy non poteva fidarsi delle agenzie di sicurezza che avevano tradito suo fratello, come la CIA, l’FBI o i Servizi Segreti”, ed annunciava che stava lavorando in un libro che “farà più luce sul complotto diretto dalla CIA per ammazzare JFK”. Due anni dopo, questo lavoro è già nelle librerie e si intitola “The Devil’s Chessboard. Allen Dulles, the CIA and the Rise of America Secret Government” (Harper Collins), cioè, “La scacchiera del diavolo. Allen Dulles, la CIA e l’auge del governo segreto dell’America.”

Un uomo pericoloso in tempi convulsi  

Come segnala il libro, Dulles considerava Kennedy una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale, per questo desiderava che il paese si liberasse di lui. Fu JFK che finì forzando le dimissioni del diplomatico alla fine del novembre del 1963, dopo che l’invasione della Baia dei Porci lasciasse in evidenza come responsabile la CIA e, per estensione, il governo statunitense. Come assicura la storia apocrifa, Kennedy affermò che gli sarebbe piaciuto “rompere la CIA in pezzi e gettarla al vento”. Nonostante la sua relazione col presidente, che non garantiva nessuna classe di imparzialità, Dulles fece parte della Commissione Warrer, sicuramente per evitare che i piani di assassinare Castro uscissero alla luce.

“La mia conclusione dopo 50 anni di investigazione è che dobbiamo ammettere che c’è una gran quantità di piste circostanziali che dicono che la CIA, al più alto livello, si vide avvolta nell’occultamento”, ha spiegato Talbot a ‘Mother Jones ‘, benché contemporaneamente conceda che probabilmente la CIA non agì né sola né per proprio conto. “Durante il periodo di Kennedy esisteva la sensazione che lui aveva rotto l’egemonia della Guerra Fredda, che stava mettendo in pericolo il paese e che era un presidente giovane e senza esperienza”. Per questo motivo, “sentirono che per il bene della nazione, benché fosse doloroso, doveva essere ritirato. Questa era l’opinione comune su di lui. E Dulles sarebbe stato la persona, come esecutore dell’ala di sicurezza dell’ ‘establishment ‘ americano che si sarebbe incaricato del lavoro.”

Non solo questo, ma il ritratto che Talbot offre del presidente della CIA e di suo fratello John, sottosegretario di Eisenhower tra 1953 e 1959, non è proprio gentile. Talbot dice di loro che “debilitarono e tradirono tutti i presidenti ai quali servirono”, contemporaneamente che enumera una lunga lista dei loro peccati: negoziare con la Germania nazista per catturare Hitler in cambio della sopravvivenza del Reich, l’utilizzo del LSD per programmare soldati-zombi, dare il via all’era dell’iper-vigilanza… “Molte delle pratiche che provocano ancora brividi tra gli americani nacquero durante il periodo dei Dulles nella CIA”.

Preso da El Confidenzial

traduzione di Ida Garberi

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