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Esigono nelle reti sociali l’abrogazione del decreto di Obama

Gli utenti delle reti sociali esigono oggi all’amministrazione degli Stati Uniti di abrogare il decreto dello stato di emergenza e di revocare la dichiarazione di quel governo che considera il Venezuela una minaccia.

Con le etichette #ObamaDerogaElDecretoYa e #TuFirmaXLaPatria, gli utenti di Internet esprimono la loro solidarietà con questo paese sudamericano ed esortano a sostenere un’iniziativa per raccogliere 10 milioni di firme che inizierà ufficialmente oggi alle 11:00 ora locale.

La firma del presidente venezuelano Nicolas Maduro è la prima nel documento che dovrebbero consegnare al presidente statunitense Barack Obama, durante il VII Vertice delle Americhe, che si terrà in Panama il 10 e l’11 aprile.

Per il processo di raccolta delle firme sono stati attivati 14 mila punti nelle piazze Bolivar di tutto il paese, e sul web le persone potranno partecipare accedendo al portale wwww.obamaderogaeldecretoya.org.ve.

Domani, gli utenti di Internet in tutto il mondo esigeranno l’abrogazione del decreto statunitense, attraverso due “twitazos” programmati alle 11:00 ed  alle 18:00 ora locale.

Quando ha lanciato la campagna, questo mercoledì, il sindaco del comune Libertador, Jorge Rodriguez, ha considerato la misura di Obama come la più grave minaccia contro il suo paese in 200 anni di storia repubblicana.

Ha fatto un appello al senso patriottico dell’opposizione venezuelana affinché sostenga la raccolta delle firme, perché, ha detto, il decreto esecutivo di Obama è un attacco ai quasi 28 milioni di bambini di questa nazione, senza distinzioni politiche.

Rodriguez conduce il comando di campagna integrato da altri funzionari bolivariani e lavoratori, giovani, studenti, contadini, artisti, atleti, movimenti sociali e rappresentanti del Grande Polo Patriottico.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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