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Gli USA dovrebbero superare la loro storia ed eliminare il bloqueo contro Cuba, afferma Presidente di Google

Eric Schmidt con Barack Obama

Eric Schmidt con Barack Obama

“Queste politiche non sembrano ragionevoli: ci sono decine di paesi che consideriamo alleati e dove possiamo viaggiare e che rappresentano una minaccia molto più grande di Cuba rispetto agli USA, in questa decade”, afferma il Presidente di Google, Eric Schmidt, che ha pubblicato ieri sera un post nella sua pagina di Google+ dove recensisce il suo recente viaggio sull’Isola. L’hanno accompagnato i dirigenti della sua ditta Jared Cohen, Brett Perlmutter e Dan Keyserling.

Ha anche incluso, nella sua nota, varie foto fatte da lui a L’Avana.

Schmidt ha assicurato che “il popolo cubano, moderno e molto bene educato, ha regalato all’esperienza quel calore che solo sa esprimere la cultura latina: una musica tremenda, cibo e divertimento (la maggior parte dei quali non abbiamo potuto godere; è solo quello che ho visto in un minuto)”, aggiunge.

“I due maggiori risultati della Rivoluzione, come loro la chiamano, è il sistema universale di sanità gratuito per tutti i cittadini, con medici molto buoni, e la chiara maggioranza di donne in livelli di dirigenza e di direzione del paese. Quasi tutti i leader che abbiamo conosciuto erano donne, ed una ha scherzato con noi con un ampio sorriso, dicendo che “la Rivoluzione ha promesso l’uguaglianza, agli uomini maschilisti non è piaciuto, però ‘si sono dovuti abituare’ ”, assicura.

Sul bloqueo aggiunge:

“L’embargo ora codificato nella Legge Helms-Burton del 1996, definisce tutto per gli USA e Cuba. (I cubani lo chiamano un “bloqueo” ed un murale lo descrive come genocidio.). Il governo degli USA qualifica Cuba come “stato patrocinatore del terrorismo”, sullo stesso piano di Corea del Nord, della Siria, di Iran e del Sudan del Nord. I viaggi a Cuba sono controllati da un ufficio nordamericano chiamato OFAC e con la nostra licenza non era permesso fare nulla, se non partecipare a riunioni di commercio, ed il nostro hotel doveva costare meno di 100 dollari al giorno e le spese totali al giorno non potevano superare i 188 dollari. Non è sorprendente che a L’Avana ci siano molte stanze di hotel che costano 99 dollari.

Afferma che “queste politiche non sembrano ragionevoli: ci sono decine di paesi che consideriamo alleati e dove possiamo viaggiare e che significano una minaccia molto maggiore di Cuba per gli USA, in questa decade. I cubani credono che questo è in larga misura un tema di politica locale della Florida e che tutta la gioventù cubano-americana appoggia la normalizzazione insieme al resto della comunità di commercio degli USA”.

Schmidt conclude:

“Cuba dovrà aprire la sua economia politica e commerciale, e gli USA dovranno superare la loro storia ed eliminare l’embargo. Entrambi i paesi devono fare qualcosa, che è difficile da fare dal punto di vista politico, ma varrà la pena.”

preso del profilo di Eric Schmidt in Google+.

da Cubadebate

foto: Progreso Semanal

traduzione di Ida Garberi

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