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Crimea si auto-proclama indipendente dall’Ucraina

Crimea ha dichiarato oggi la sua indipendenza dall’Ucraina come passo previo alla riunificazione con la Russia, un’opzione che dovrà essere vidimata dalla popolazione della autonomia ribelle ucraina nel referendum convocato per la prossima domenica 16.

“Il ritorno della Crimea in Ucraina è impossibile. Approvando la dichiarazione, ci siamo dichiarati una repubblica, e come tale entreremo a fare parte della Russia “, ha detto ai giornalisti il presidente del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov.

La dichiarazione di indipendenza, approvata dal Parlamento regionale della penisola, “è un documento necessario” per la formalizzazione giuridica dell’integrazione di Crimea alla Russia ed “affinché il processo di entrata si riconosca come legittimo”, ha precisato.

Il documento, approvato grazie al voto di 78 dei 100 deputati della Crimea, allude al precedente del Kosovo che ha proclamato la sua indipendenza dalla Serbia nonostante le proteste di Belgrado, per giustificare la sua decisione.

Il Parlamento della Crimea ha preso “in considerazione la conferma del tribunale internazionale dell’ONU in relazione al Kosovo, del 22 luglio 2010, sulla dichiarazione unilaterale dell’indipendenza di una parte di uno Stato non viola le norme del diritto internazionale”, sostiene la dichiarazione.

Mosca non ha tardato a qualificare “secondo la legge” la dichiarazione di indipendenza della Crimea ed ha ricordato che “rispetterà completamente l’opinione del popolo di Crimea espresso nel referendum” sull’adesione all’unificazione con Russia.

A Kiev, il primo ministro ucraino, Arseni Yatseniuk, ha fatto notare all’auto-proclamato Governo della Crimea che il referendum sulla riunificazione con la Russia non sarà riconosciuto dalla comunità internazionale.

In un intervento nella Rada Suprema (Legislativo) di Ucraina, il capo del governo ha ricordato che in Crimea non esiste attualmente nessun potere legittimo, ed ha detto che lì il Governo a favore della Russia installato è “un gruppo di delinquenti che ha usurpato il potere in maniera anticostituzionale e che è appoggiato dai militari russi.”

Mentre, il ministro di Difesa ucraino, Igor Teniuj, ha riconosciuto che le Forze Armate dell’Ucraina non hanno mezzi per rispondere all’intervento militare della Russia ed è dispiaciuto che solamente 6.000 soldati dei 41.000 che integrano le truppe dell’Esercito di Terra ucraino sono preparati per il combattimento.

“Abbiamo messo in allerta massima tutte le forze armate. Tutte le forze armate si sono spiegate tanto secondo il piano di manovre nell’est come nel sud (del paese, dove Ucraina condivide la frontiera con Russia), ma il risultato è deludente”, si è lamentato Teniuj.

Il ministro ha sottolineato che le FFAA ucraine non possono fare fronte ai più di 220.000 soldati spiegati dalla Russia vicino alla frontiera con Ucraina, un’eventualità che supera in numero tutti i militari dell’Esercito ucraino.

Solo in Crimea sono presenti in questo momento “almeno 18.800 militari russi”, secondo il direttore della Politica Informativa del Ministero della Difesa ucraino, Yevgueni Perebiynis.

D’altra parte, la compagnia aerea di bandiera Linee Aeree Internazionali dell’Ucraina (AIU) si è dispiaciuta della cancellazione tra ieri ed oggi di due dei suoi voli tra Kiev e Simferopol, la capitale della Crimea, “per circostanze di forza maggiore.”

L’aeroporto della capitale di Crimea ha risposto attraverso la sua web ufficiale che “funziona con normalità” e che darà copertura ai voli del pomeriggio tra le due città, operati da AIU.

Gli abitanti della Crimea sono stati convocati alle urne per rispondere a due domande: “Lei è d’accordo con la riunificazione della Crimea con la Russia come soggetto della Federazione Russa?” e “Lei è d’accordo che ritorni in vigore la Costituzione della Crimea del 1992 e dello status di Crimea come parte dell’Ucraina?.”

In Crimea, penisola bagnata dal Mar Nero, vive quasi un 60% di russi, a cui si somma un 25% di ucraini, oltre ad una minoranza tartara, del 12%.

Sempre oggi, come risposta, il governo degli Stati Uniti ha ignorato la dichiarazione di indipendenza promossa dal Parlamento della Repubblica Autonoma Ucraina di Crimea. Gli Stati Uniti hanno anche ignorato, nei giorni scorsi, la convocazione al referendum del 16 marzo, nel quale si deciderà sull’eventuale incorporazione di Crimea alla Federazione della Russia.

Washington vuole che qualsiasi conversazione sul futuro della Crimea si realizzi col nuovo governo di Kiev -che appoggia -, sorto dopo la destituzione con la forza del presidente legittimo Viktor Yanukovich, che ha reiterato che è stato vittima di un golpe di stato.

da Cubadebate

traduzione di Ida Garberi

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