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Obama ed il Congresso cercano di spegnere lo scandalo per spionaggio

Tra il crescente scandalo per lo spionaggio di massa ed i difetti fondamentali nel sistema per spingere la riforma della Sanità sembra che poco funzioni bene a Washington in questi giorni.

Il governo di Barack Obama ed il Congresso federale continuano tentando di controllare l’impatto politico e diplomatico delle rivelazioni dei programmi di spionaggio di massa dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA, per le sue sigle in inglese), tanto qui come all’estero, con una combinazione costantemente variabile di giustificazioni e spiegazioni, da “non sapevamo” fino a “sono programmi vitali che hanno protetto il mondo dal terrorismo.”

Ma ogni spiegazione provoca ancora più problemi. Se il presidente non sapeva che si spiavano i mandatari “alleati” della Germania, del Messico, del Brasile, della Francia, d’Italia e, apparentemente, perfino del Vaticano, chi l’ha deciso? E se questi programmi sono per propositi antiterroristi, perché sono nelle mira organizzazioni e gente come Angela Merkel, Dilma Rousseff, Enrique Peña Nieto ed il Papa, così come, apparentemente, l’Organizzazione delle Nazioni Unite? E come ha rivelato ieri l’agenzia Reuters, anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale (BM).

Ora non sono solo i difensori delle libertà civili ed i governi di altri paesi, bensì le principali ditte di Internet quelle che stanno denunciando le operazioni, dopo che si è rivelato questa settimana che la NSA ha intervenuto all’estero i cavi di fibra ottica dei centri di dati di Google e Yahoo. Sei delle principali ditte di questo ramo –Facebook, Google, Apple, Yahoo, Microsoft ed AOL–hanno inviato una lettera a quattro legislatori elogiando un nuovo disegno di legge che contempla di sospendere la riscossione in grezzo di chiamate di milioni di statunitensi, nuovi limiti per l’accesso a comunicazioni private in Internet, tra le altre riforme.

La Casa Bianca ha cercato di distanziarsi dagli addetti di intelligenza, segnalando che il presidente non era informato delle dimensioni di questi programmi e che, pertanto, ha ordinato valutazioni a fondo dei programmi, con l’obiettivo di “equilibrare” le necessità di sicurezza nazionale con le garanzie di intimità dei cittadini.

Nel frattempo, Obama e la sua squadra hanno assicurato ad i loro “alleati” che non sono oramai né saranno vigilati (non ammettono mai che lo sono stati). Il giovedì hanno informato che la Casa Bianca ha ordinato il monitoraggio contro l’FMI ed il BM, seguendo un ordine simile per limitare lo spionaggio dell’ONU.

Ieri, il sottosegretario, John Kerry, seguendo questo copione, ha segnalato: “Il presidente ed io abbiamo saputo di alcune cose che sono successe in varie maniere, in pilota automatico, perché la tecnologia esiste e la capacità sta lì. In certi casi, alcune azioni sono arrivate troppo lontano e cerchiamo di assicurare che non succeda nel futuro”, ha detto in una videoconferenza per un forum a Londra.

Da parte sua, il Congresso ha realizzato udienze con i capi di intelligenza ed ha promosso due disegni di legge per lo scandalo. Uno di questi, spinto dalla senatrice democratica Dianne Feinstein, contempla solo cambiamenti cosmetici. Il secondo è più ambizioso. Incoraggiato dal presidente del Comitato Giudiziale Patrick Leahy ed il rappresentante repubblicano Jim Sensenbrenner –uno degli autori del Legge Patriota che ha autorizzato questo tipo di programmi–, proibirebbe il monitoraggio di massa di chiamate e di comunicazioni per Internet degli statunitensi.

Ma la risposta della Casa Bianca e dei legislatori ha irritato i direttori di intelligenza. Il generale Keith Alexander, capo della NSA, ha sottolineato ieri irritato che i politici sono quelli che stabiliscono le direttrici delle missioni di monitoraggio della NSA. “Noi, le agenzie di intelligenza, non elaboriamo i requisiti. Quelli che formulano le politiche elaborano i requisiti”, ha dichiarato. Ha ricordato che la NSA ha collezionato dati di intelligenza di leader politici quando questi hanno sollecitato le informazioni su “le intenzioni di leadership” di altri paesi, riporta The Guardian.

Il direttore di Intelligenza Nazionale, James Clapper, ha affermato presso il Congresso che la Casa Bianca era informata, in termini generali, dello spionaggio realizzato dalla NSA all’estero.

Sanità

Il copione non è tanto differente nell’altro fronte di battaglia che affronta la Casa Bianca: il fallimento quasi completo della tappa inaugurale del suo nuovo sistema di sicurezza della salute, il cuore della riforma di salute che per Obama è la corona della sua presidenza. Il servizio per Internet, affinché milioni di cittadini ottengano assicurazione per la salute con la riforma, ha sofferto un collasso dal primo di ottobre, quando si è inaugurato. Da allora si sono scoperti multipli difetti in quello che si prometteva essere un sistema di Internet facilissimo per ogni cittadino, che invece ha ostacolato la registrazione della maggioranza che l’ha tentato.

La segretaria di Salute, Kathleen Sebelius, ed i portavoci della Casa Bianca hanno insistito in che Obama non era informato dei problemi col sito web HealthCare.gov.

“Per essere un uomo intelligente, Obama professa sapere molto poco di un gran numero di cose che stanno succedendo nel suo governo”, ha commentato Dana Milbank, editorialista politica del Washington Post, in riferimento ai temi di spionaggio ed al sistema di salute.

Non sorprende che tanto il presidente come i legislatori abbiano sofferto perdendo il sostegno dell’opinione pubblica. Secondo l’inchiesta più recente di NBC News/Wall Street Journal, il livello di approvazione di Obama è crollato al suo livello più basso: 42%, con un 51% criticando la sua gestione. Nel frattempo, il 63% desidera espellere i legislatori (il numero più alto mai registrato) ed il 74% crede che il Congresso sta peggiorando i problemi invece di risolverli.

Preso da La Jornada

di David Brook
traduzione di Ida Garberi

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