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Punti importanti della Dichiarazione di Santiago del Vertice della CELAC

Il primo Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) che ha riunito 33 paesi dell’area, si è concluso lunedì 28 gennaio con la Dichiarazione di Santiago, un documento di accordi, i cui punti centrali sono i seguenti:

- Sottolineiamo che l’inizio del funzionamento della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) costituisce una pietra miliare nella storia dell’America Latina e dei Caraibi, dal momento che riunisce in forma permanente i 33 paesi della regione, in un meccanismo di dialogo ed accordo che si va conformando come un forum ed un attore politico, per avanzare nel processo di integrazione politica, economica, sociale e culturale, per ottenere il necessario equilibrio tra l’unità e la diversità.

- Esprimiamo la nostra più profonda e fraterna solidarietà col popolo venezuelano ed il suo Presidente, Hugo Chavez Frias, a chi auguriamo il più rapido e completo recupero.

- Consideriamo che l’unità e l’integrazione della nostra regione deve essere costruita gradualmente, con rispetto al pluralismo ed al diritto sovrano di ognuno dei nostri popoli per scegliere la sua forma di organizzazione politica ed economica.

- Riaffermiamo che la democrazia, lo sviluppo sostenibile ed il rispetto di tutti i diritti umani civili e politici, economici, sociali e culturali, nel loro carattere universale, indivisibile ed interdipendenti, compreso il diritto allo sviluppo, sono intimamente relazionati e si rafforzano mutuamente.

- Reiteriamo l’appoggio al processo di dialogo che si porta a termine tra il Governo della Colombia e le FARC, destinato a mettere fine ad un conflitto interno che da più di 50 anni ha colpito lo sviluppo politico, sociale ed economico di questa nazione gemella ed auguriamo il successo all’iniziativa, affinché conduca ad un accordo per il bene del popolo colombiano.

- Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la situazione in Siria. Manteniamo la speranza che si giunga ad un accordo pacifico e duraturo, senza un’indebita interferenza estera, nella grave crisi che esiste in questo paese.

- Sottolineiamo il carattere latinoamericano e caraibico di Porto Rico (…)–Respingiamo fermamente le valutazioni, le liste e le certificazioni unilaterali ed illegittime che fanno alcuni paesi sviluppati e che colpiscono i paesi della regione, in questione, quelle che si riferiscono al terrorismo, al narcotraffico, alla tratta di persone ed altre di carattere simile.

- Speriamo di potere conformare, gradualmente, uno spazio regionale dell’energia.

- Rileviamo gli sforzi fatti dagli Stati membri, tanto a livello nazionale come regionale, per avanzare nel confronto del problema mondiale delle droghe.

- Sottolineiamo la vitale importanza che hanno gli studi e la riflessione sui risultati e sulle limitazioni delle politiche attuali per affrontare detti problemi (la lotta contro il narcotraffico) e l’identificazione di strategie più efficaci per affrontare le sfide che rappresenta detto fenomeno per i nostri paesi.

- Riaffermiamo l’importanza di avere una voce regionale forte ed influente che permetta di riflettere il crescente peso delle economie emergenti nello sviluppo e nell’economia mondiale, assicurando una rappresentazione equa di tutti i paesi membri nelle istituzioni finanziarie internazionali. –Sebbene siano benvenute le misure che permettano di stimolare le economie sviluppate, esprimiamo la nostra preoccupazione per l’espansione monetaria in questi paesi ed i suoi effetti sulla regione.

- Enfatizziamo la necessità di continuare col processo di riforma dell’agricoltura accordato nell’incontro in Uruguay e raccolto nel mandato agricolo di Doha.

- Ringraziamo la Repubblica dell’Ecuador per accogliere la Presidenza Pro Tempore della CELAC nell’anno 2015 e la celebrazione del IV Vertice della CELAC.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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