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Rafael Correa ha ricevuto il Premio Rodolfo Walsh

Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha ricevuto questo martedì nell’Università de La Plata, in Argentina, il Premio Rodolfo Walsh, che consegna la Facoltà di Giornalismo di questa istituzione in riconoscimento al suo lavoro per la Comunicazione Popolare.

Settimane fa, il Consiglio Direttivo di questo centro degli alti studi ha approvato, all’unanimità dei voti, una risoluzione per il conferimento del Premio a Correa, nella categoria di Presidente Latinoamericano per la Comunicazione Popolare, “per essere uno dei riferimenti attuali nella battaglia contro la volontà egemonica che pretende imprigionare la parola e, attraverso di lei, i soggetti individui e sociali”, come riporta una delle parti dei verbali.

Il segretario Accademico, Carlos Ciappina, ha sottolineato che prima dell’arrivo di Rafael Correa alla presidenza, l’Ecuador, era l’unico paese dell’America Latina che non aveva un sistema pubblico di comunicazione, “tutti i suoi sistemi erano privati ed inoltre erano associati e convivevano i mezzi di comunicazione con le imprese che a loro volta possedevano banche”

Da parte sua il mandatario, davanti a centinaia di giovani, intellettuali ed autorità governative che si riunirono nei giardini della Facoltà di Giornalismo, dell’Università de La Plata, ha ringraziato per il riconoscimento ed ha dichiarato: “Questo premio lo ricevo a nome del popolo ecuadoriano ed è riconfortante. È stato una lotta contro il commercio della comunicazione, perché pretendono privatizzare perfino questo diritto.”

Su Rodolfo Walsh, giornalista, scrittore e militante che porta il nome del premio, ha detto Correa: “Lui ci ha insegnato la dignità, ci ha dato il coraggio, la disubbidienza, lo hanno ucciso a colpi di pistola e nonostante tutto, continua a parlare ancora di Patria.”

Dopo, illuminato per il sole e sfidando il calore di più di 30 gradi, il presidente ecuadoriano ha dissertato, per lo spazio di quasi due ore, sul potere dei mezzi privati di comunicazione.

Ha assicurato che in America Latina i mezzi “sono stati sempre proprietà delle oligarchie, si tratta di commerci privati con fini di lucro, che imprigionano un bene fondamentale per le società moderne che è l’informazione.”

“In America Latina, i mezzi di comunicazione mentono, rifugiandosi nella libertà di espressione, confondono opinione con informazione”, ha denunciato il Capo di Stato ecuadoriano.

Ha ricordato che il lavoro della libertà di espressione della Commissione Interamericana di diritti umani (CIDH) è l’unica che conta su finanziamento proprio. In questo senso ha assicurato che “gli Stati Uniti pagano affinché il resto sia controllato e non si sottometta alla Commissione.”

Inoltre, si è riferito alla Società Interamericana della Stampa (SIP) come un’organizzazione formata dalla CIA che “vuole fare passare qualunque giornalista per eroe” senza importare le volte che abbia macchiato l’etica della professione.

Come una forma di emendare i grandi problemi che implica il monopolio dei mass media nella regione, Correa si è congratulato per la Legge sui Mass Media dell’Argentina.

“Da questo problema (monopolio dei mass media) deriva la necessità da democratizzare la proprietà dei mezzi di comunicazione ed emancipare il dominio del capitale (…) cioè, mezzi senza fini di lucro e mezzi pubblici. Da qui la necessità di un controllo sociale, come sta facendolo abilmente l’Argentina, attraverso l’adeguata regolazione, che cerchi allineare le imprese di comunicazione con la logica di Mercato.”

foto di Kaloian

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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