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Putin reitera la necessità di mettere fine alla violenza in Siria

Vladimir Putin

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha sottolineato oggi la necessità di mettere fine alla violenza imposta in Siria dai gruppi armati oppositori, e richiamò alle negoziazioni tra le parti per una soluzione del conflitto.

Putin considerò in un’intervista esclusiva al canale di televisione Russia Today che è imprescindibile, per ottenere una soluzione della crisi siriana, fermare, in primo luogo, la situazione di violenza che ha causato centinaia di morti e feriti in questa nazione, negli ultimi 18 mesi.

Secondo il mandatario russo, risulta primordiale “obbligare tutte le parti del conflitto, il governo ed i chiamati “insorti”, l’opposizione armata, a sedersi al tavolo delle negoziazioni.”

Inoltre, ha fatto un appello per determinare un futuro che garantisca la sicurezza di tutti i partecipanti nel processo politico e, solo dopo questo, fare passi pratici di cambio rispetto al sistema politico interno.

Per ciò, lo statista ha insistito nella premura di fermare la somministrazione di armi verso le zone di conflitto. “Capiamo perfettamente che lì i cambiamenti sono necessari, ma questo non significa che debbano essere tracciati con sangue”, enfatizzò.

Per riaffermare la posizione della politica seguita da Mosca negli ultimi anni, ricordò la guerra in Afghanistan, dove entrarono con la forza, ha affermato, gli Stati Uniti ed i loro alleati ed ora “sono preoccupati, pensando come uscire, correndo da lì”. In Libia “praticamente fino ad oggi, continua una lotta armata tra distinte tribù”, aggregò.

Relativamente all’Egitto, Libia, Tunisi e Yemen, si discusse se già “arrivò l’ordine ed il benessere totale in questi paesi?.”

Catalogò di “politica molto pericolosa e miope” i tentativi di utilizzare combattenti di Al Qaeda, od a militanti di altre organizzazioni con punti di vista uguale ai radicali, per raggiungere i loro obiettivi in Siria.

Secondo lui, appoggiare il terrorismo in Siria è la stessa cosa che aprire le porte della base navale statunitense di Guantanamo (Cuba) ed “inviarli in Siria, affinché combattano lì, tutti i reclusi.”

“Quello che non bisogna dimenticare è che dopo questa gente attaccherà i suoi attuali benefattori…”, condannò Putin.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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