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Cuba chiede ai pacifisti del mondo di interessarsi ai “Cinque”

Il presidente del Parlamento di Cuba, Ricardo Alarcón, ha chiesto agli “amanti della pace nel mondo” di interessarsi al caso dei cinque agenti cubani incarcerati negli Stati Uniti.

Nella giornata di chiusura del VI Incontro Internazionale di Giustizia e Diritto 2012, che si è svolto durante tre giorni nel “Palacio de las Convenciones” della capitale, Alarcón ha ripreso il caso di  Fernando González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Gerardo Hernández y René González.

I Cinque, come vengono riconosciuti a livello internazionale, stanno compiendo  sanzioni che in uno dei casi arrivano a due ergastoli dopo che un tribunale di Miami li giudicò colpevoli nel 2001 di vari capi d’imputazione negli Stati Uniti, durante un processo carico di irregolarità.

Alarcón si è di nuovo lamentato di quello che definisce il silenzio mediatico e politico che prevale negli Stati Uniti con rispetto al caso, e la forma in cui i terroristi vengono protetti in tale paese.

Il VI Incontro Internazionale di Giustizia e Diritto si è concluso questo Venerdì a L’Avana con l’annuncio che i tribunali cubani cercano di velocizzare  la soluzione dei casi giudiziari.

Il vicepresidente del Tribunale Supremo Popolare (TSP) di Cuba, Manuel Silvera, ha sottolineato davanti a più di 500 delegati di 14 paesi che alla fine del 2010, nel sistema di tribunali di questo  paese è stato risolto il 94% dei casi penali.

Il presidente del Tribunale Provinciale Popolare de l’Avana, Armando Torres, ha detto in una conferenza che Cuba compie, in modo efficace, la risoluzione delle Nazioni Unite conosciuta come Regolamenti di Tokio, destinata alle persone condannate a pene non privative della libertà.

Secondo il giurista, per il reinserimento nella società di coloro i quali compiono sanzioni non privative della libertà e di coloro i quali invece ne sono stati privati ma che escono dalla prigione in anticipo, si dispone di un adeguato meccanismo di controllo e di assistenza.

Il  direttore dell’Istituto Latinoamericano delle Nazioni Unite per la Prevenzione del Delitto e il Trattamento del Delinquente, Elías Carranza, opinò che Cuba ha raggiunto “grandi successi” nel campo della riduzione della criminalità ed è” il paese più sicuro” di tutta  la regione.

Preso da www.cubadebate.cu

Traduzione di Paola Flauto

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