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L’anno elettorale e gli intolleranti di Miami

La campagna elettorale negli Stati Uniti per scegliere il nuovo occupante della Casa Bianca a partire dal 20 gennaio 2013 si è immessa nella sua fase finale.

Il terrorismo anticubano in questo paese, che è sempre stato tollerato dalle amministrazioni nordamericane che si sono succedute, si esibisce costantemente in questi giorni. Nella notte di venerdì 27 aprile un incendio distrusse gli uffici di Airline Brokers, a Coral Gables, Miami – Dade, una delle otto compagnie che organizza viaggi a Cuba attualmente.

L’esplosione fu così forte che l’ufficio è stato “raso al suolo, diventando macerie e cenere”, dichiara la proprietaria Vivian Mannerud, la quale aggiunge di non aver ricevuto nessuna chiamata dagli autori dell’attentato, ma che le autorità incaricate di mantenere la “legge e l’ordine”, senza aver terminato le investigazioni le anticiparono che tutto lasciava pensare ad un atto intenzionale.

Il fatto successe nello stesso giorno in cui gli estremisti ricordavano la morte del terrorista Orlando Bosch Avila, avvenuta nel 2011.

L’intolleranza è rifiorita come la primavera a Miami, che è stata sempre una tendenza quando i cubani residenti da entrambi i lati dello Stretto della
Florida si sono avvicinati. Così accadde durante il processo che sfociò nel primo incontro tra le autorità cubane e i rappresentanti dell’emigrazione cubana.

Allora gli atti di terrore dei controrivoluzionari cubani ebbero come obiettivo quegli emigrati che con grande coraggio e trasparenza cercavano di opporsi alla violenza ed erano inclini al dialogo costruttivo per soluzionare le differenze.

Questi furono i casi degli omicidi politici come quello di Luciano Nieves Mestre che, il 21 febbraio 1975, compiuto mentre andava a fare visita a suo figlio che si trovava ricoverato nel Variety Children Hospital di Miami, dai brutali terroristi Valentin Hernandez Ramirez e Jesus Lazo Jimenez, membri della violenta organizzazione denominata “Los Pragmatistas”, che si dedicavano all’estorsione, agli assasinii su richiesta ed altri servizi di tipo mafioso, che lo crivellarono a colpi di arma da fuoco senza dargli la possibilità di difendersi.

Giorni prima i suoi assassini lo avevano colpito e minacciato di morte durante un atto in favore della coesistenza.

Per la libertà di questi criminali lotta senza sosta la congressista nordamericana Ileana Ros Lethinen. A questa crociata con fini elettorali ha aggiunto la richiesta di scarcerazione per Eduardo Arocena Perez, un  malvivente e terrorista di origine cubana, che assoldato dalla mafia americana, ha commesso più di trenta crimini oltre ad aver riconosciuto, nei tribunali dove fu giudicato, di aver introdotto germi letali a Cuba come parte di un programma di guerra biologica.

Un altro caso fu quello del giovane emigrato cubano Carlos Muñiz Varela, il 28 aprile 1979, per le strade di San Juan, Porto Rico e dell’attivista
comunitario Eulalio José Negrín Santos, nel mese di novembre dello stesso anno, che cadde colpito dai proiettili davanti agli occhi di suo figlio
adolescente, per le strade del New Jersey; precedentemente era stato vittima di un ordigno collocato dai terroristi e di svariate minacce di morte.

Giornalisti cubani, residenti a Miami o artisti che si sono presentati in questa città, ma che vivono e lavorano a Cuba, sono stati ugualmente oggetto di minacce contro la propria vita e la propria opera, solamente per pensare in modo diverso rispetto agli intolleranti che si oppongono alla pace e che realmente hanno vissuto e vivono dell’industria lucrativa de la controrivoluzione.

Questa non è una storia da raccontare.

Nel mese di gennaio del 2012, il giornalista cubano residente a Miami, Miguel Fernandez, fu minacciato per aver pubblicato la denuncia della cubana Reina Luisa Tamayo, la quale esclamò indignata: “Ci hanno traditi”, al vedersi passata di moda nell’intolleranza di
questa città, per essere stata eliminata dai titoli del portavoce ufficiale degli estremisti.

Allo stesso modo successe in altre occasioni con altre donne
legate a tale scenario e che a suo tempo pensarono di aver raggiunto il cosiddetto “sogno americano”.

Così accadde a Paula Valiente e Angela Herrera, che passeggiavano per la città mecca della controrivoluzione con un’immagine della Patrona di Cuba,
patrocinate dalla Fondazione Nazionale Cubano Americana, organizzazione che in seguito le ritirò l’appoggio e rimasero alla deriva nell’immenso mare dell’intolleranza “tariffata”, ingannate e tradite dal sistema controrivoluzionario che le utilizzò.

Nel mese di aprile di quest’anno venne collocato a Miami un cartellone solidale alla liberazione dei Cinque combattenti cubani.

Le proteste si scatenarono immediatamente tanto da farlo ritirare dopo poche ore, mentre i media locali pubblicizzarono con grande spacconeria la
presentazione di quadri suppostamente dipinti dal terrorista internazionale Luis Posada Carriles, che secondo uno dei suoi curatori :
“utilizza la tecnica dell’ombreggiatura in modo eccellente”.

Il silenzio complice delle autorità di varie agenzie incaricate di proteggere e far compiere le leggi negli Stati Uniti desta molti sospetti, a quasi due
settimane dall’incendio di una delle agenzie di viaggi che organizza visite a Cuba. Nel passato altre imprese simili sono state nel mirino di atti di
terrorismo, come MARAZUL, l’armatore Bahamas Lines, Taìno Tours a Los Angeles, California, l’emittente WICID di Miami, la rivista Réplica, Radio Tropical di Miami, il centro Midem a Miami, il Club Amnesia a Miami Beach, l’Hotel Seville e il Miami Arena, solo per menzionare qualche danneggiato.

L’atteggiamento passivo premeditato delle istituzioni preposte all’ordine pubblico, propizia la proliferazione dell’intolleranza anticubana nella Florida nel corso di quest’anno elettorale.

scritto da Josè Luis Mendez Mendez

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Paola Flauto

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