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Stimano più di 50 i morti per attentati in capitale siriana

Circa 55 persone sono morte e più di 370 sono rimaste ferite oggi a causa dell’esplosione di due auto bombe nell’autostrada meridionale di Damasco, hanno riportato oggi fonti ufficiali.

Le esplosioni sono accadute alle 07:50 (ora locale) in una zona densamente popolata, dove le autorità a mezzogiorno raccoglievano ancora resti umani tra i rottami.

Le esplosioni sono accadute all’uscita dei lavoratori dalle loro case e degli studenti che erano diretti verso le loro scuole ed università, ed in un momento in cui c’era un denso spostamento di automobili, autobus, taxi e persone per la zona.

Le detonazioni alzarono due funghi di fumo che potevano apprezzarsi da differenti parti della città. L’azione è stata qualificata come vandalica ed orrenda dai cittadini, che hanno manifestato il loro rifiuto a tali atti.

Nel luogo, ha constatato Prensa Latina, si osserva un cratere di circa due metri di profondità e più di cinque metri di larghezza, aperto dalle detonazioni, e c’erano ancora resti umani disseminati nell’area, circondata da varie automobili bruciate.

Apparentemente l’attentato era diretto contro l’edificio dove ci sono gli uffici del Quartiere delle Pattuglie nel viale del centro, benché le principali vittime fossero civili.

Centinaia di persone accorse sul luogo ed in estemporanee manifestazioni hanno condannato tali azioni qualificandole criminali, vere barbarie, ed incolpando gli Stati Uniti, Al-Qaeda, nazioni del Golfo Persico ed i paesi occidentali d’essere colpevoli dei fatti, che hanno il marchio della rete terrorista fondata da Osama Bin Laden, secondo gli specialisti.

Il capo della Missione degli Osservatori dell’ONU in Siria, generale Robert Mood, accompagnato da una delegazione d’osservatori internazionali, ha visitato l’area ed ha fatto un appello a tutti quelli che appoggiano questi attacchi, siano da dentro o da fuori della Siria, perché si rendano conto che causano solo una maggiore sofferenza.

Mood ha esatto che cessino questi atti ed ai suoi autori che concedano un’opportunità ai siriani affinché avanzino verso una soluzione politica della crisi in forma pacifica.

con informazioni di Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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