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Proposta per giudicare Obama in caso di attacco alla Siria

I congressisti Walter Jones (in primo piano) e Jim McGovern. Foto: AP

I congressisti Walter Jones (in primo piano) e Jim McGovern. Foto: AP

Un parlamentare repubblicano ha presentato una proposta per una risoluzione in base alla quale una guerra dichiarata dal presidente degli Stati Uniti senza l’approvazione del Congresso, ad esempio in caso di guerra contro la Siria, sarà motivo sufficiente per avviare un processo di giudizio politico (impeachment) e qualificare tale azione come un reato.

La proposta del congressista Walter Jones sarà discussa dalla Camera dei Rappresentanti e, se approvata, implicherà la possibilità dell’avvio di un processo legale che potrebbe concludersi con la destituzione del presidente qualora decida di attaccare Damasco senza la previa autorizzazione parlamentare.

L’iniziativa di Jones è stata avviata dopo che il capo del Pentagono, Leon Panetta, ha affermato dinnanzi al Senato che nel caso in cui il presidente Obama e la sua amministrazione decidessero di attaccare la Siria, avrebbero solo “informato” i membri del Congresso.

Queste dichiarazioni hanno concretizzato per la prima volta la possibilità di un piano di attacco statunitense contro Damasco e, ripetendo altri precedenti storici, rappresentano una violazione della Costituzione degli Stati Uniti che attribuisce la facoltà di dichiarare guerra al Potere Legislativo.

Secondo recenti pubblicazioni del giornale The Washington Post, l’amministrazione Obama sta considerando la possibilità di un’invasione militare contro la Siria e sta quindi vagliando le varie ipotesi. Inoltre, emergono denunce sulle strategie elaborate da altri paesi per intromettersi nel conflitto siriano appoggiando gli insorti. Quindi potrebbe esserci la pianificazione o già la partecipazione militare di paesi come Regno Unito e Qatar, affiancati da agenti dei servizi speciali del Mossad israeliano.

Obama ha già ordinato operazioni militari senza l’avallo del Congresso. In tal senso, quando ha attaccato la Libia, ha semplicemente inviato una lettera ai deputati, informandoli sulle sue intensioni. Analogamente, Ronald Reagan, quando attaccò la Libia nel 1986, e Bill Clinton, quando ordinò di bombardare la Serbia nel 1999, non si preoccuparono di ottenere l’autorizzazione parlamentare.

 

preso da www.cubadebate.cu

 

traduzione di Vincenzo Basile

 

 

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