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Bruno Rodriguez: “Questa è la cronaca di un’esclusione annunciata”

Bruno Rodriguez

Bruno Rodriguez

“Cuba non ha mai chiesto di andare al Vertice delle Americhe, ma sostiene la richiesta unanime dei paesi dell’ALBA di cessare l’esclusione”, ha detto il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla in una conferenza stampa tenutasi presso la sede del Ministero degli Affari Esteri dell’Isola.

Secondo Rodriguez, la decisione sull’assenza di Cuba in occasione del Vertice che si terrà a Cartagena il mese prossimo non è una sorpresa, ma la  “cronaca di un’esclusione annunciata”, ed ha fatto riferimento alle dichiarazioni fatte nei giorni precedenti da diversi portavoce dal governo degli Stati Uniti. Ha aggiunto che per l’isola è inaccettabile ed ingiustificabile la posizione degli Stati Uniti di escluderla dal prossimo Vertice delle Americhe.

“Non è stata nessuna sorpresa, è stata la cronaca di un’esclusione annunciata (…) gli Stati Uniti con disprezzo e arroganza offendono la Patria Grande”, ha detto.

Ha detto che il Consiglio politico della Alternativa Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), che comprende i ministri degli esteri del blocco, proseguirà le consultazioni per discutere il tema.

“Gli Stati Uniti, con il loro disprezzo e la loro arroganza offendono la dignità della Patria Grande di Bolivar, della Nostra America di Josè Martì, ha aggiunto.

L’ALBA ha una posizione forte ed unanime sulla questione del blocco contro Cuba e l’esclusione dell’Isola dai meccanismi emisferici, come il Vertice delle Americhe e l’OSA, ha detto.

“L’esclusione di Cuba è il simbolo più famoso di cosa rappresentano i vertici che vengono fatti ad immagine e somiglianza del governo degli Stati Uniti e sono strumenti per esercitare una posizione dominante in una forma per niente democratica e con mancanza di rispetto per i paesi ugualmente sovrani e che rifiutano di essere trattati come altrove”, ha ribadito il Cancelliere, che ha detto che nonostante l’esclusione dell’isola favorita dagli Stati Uniti, “la presenza di Cuba nel Vertice delle Americhe, da lontano, sarà innegabile”.

“Se questa esclusione serve a migliorare la consapevolezza dei popoli dell’America latina e dei Caraibi per l’azione forte e concertata delle Americhe e di muoversi più risolutamente verso la nostra indipendenza definitiva e completa, è benvenuta”, ha detto il capo della diplomazia cubana.

Rodriguez ha sottolineato che la posizione de L’Avana è la stessa di quella presentata dal presidente cubano Raul Castro, al vertice più recente dell’ALBA a Caracas: “Cuba non ha mai preteso la sua presenza al vertice di Cartagena, ma appoggia la proposta del Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, della Bolivia, Evo Morales e di altri presidenti, di agire per porre fine all’esclusione”.

Ha anche respinto la possibilità di un dibattito su Cuba in sua assenza: “E’ inaccettabile che si tratti un argomento riguardante l’isola in un incontro privato tra i governi degli Stati Uniti e dell’America Latina e dei Caraibi”.

Rodriguez ringraziò la Colombia per gli sforzi compiuti affinchè Cuba potesse partecipare al vertice ed ha fatto riferimento alle dichiarazioni del presidente Juan Manuel Santos Calderon, che aveva dichiarato mercoledì che Cuba non parteciperà a questo incontro perché non c’era consenso tra i paesi dell’emisfero.

“Abbiamo esaminato i dettagli della questione della partecipazione di Cuba al vertice che si terrà a Cartagena. Come abbiamo detto fin dall’inizio, è un problema che richiede un consenso, un consenso che purtroppo non siamo riusciti a trovare”, ha detto Santos alla fine della sua visita sull’isola, dove ha incontrato i presidenti della nazione caraibica, Raul Castro e del Venezuela, Hugo Chavez.

Il presidente colombiano, da parte sua, aveva detto a Raul “molto chiaramente che noi rispettiamo la posizione di diversi paesi di fronte alla necessità che Cuba faccia parte e partecipi a questi vertici”.

La riunione di Raul con Santos del mercoledì è durata quattro ore e si sono trattati temi internazionali, regionali e binazionali.

preso da www.cubadebate.cu

traduzione di Ida Garberi

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